venerdì 21 agosto 2020

Spotify: gli album indie più ascoltati della prima metà del 2020

Il 2020 è un anno strano, probabilmente irripetibile, segnato dal fenomeno Coronavirus che ha inciso sulle nostre vite e ha colpito pesantemente la società, l'economia e molti settori tra cui l'industria musicale. La musica dal vivo e tutto l'indotto che la circonda è stata messa a dura prova, tenuta parzialmente a galla da alcuni coraggiosi festival estivi concentrati nelle aree meridionali del Paese che hanno dovuto ripensare all'organizzazione dei propri eventi compatibilmente con le norme anti-Covid.

Online le cose non sono andate molto meglio: con il lockdown imposto nei mesi strategici di marzo-aprile non abbiamo viaggiato con il consueto accompagnamento musicali e rimanendo a casa siamo stati spesso sopraffatti da un mood nostalgico che ci ha portato ad ascoltare musica che richiamasse momenti passati.

La totale assenza di live e le prospettive incerte hanno costretto molti artisti a rimandare le uscite di album già pronti mentre i dischi usciti durante il lockdown o a estate inoltrata sono stati sicuramente penalizzati. La grande giostra della musica indie sembra si sia fermato all'ultima edizione del Festival di Sanremo che ha visto l'exploit dei Pinguini Tattici Nucleari e la rocambolesca ribalta di Bugo; situazioni che purtroppo non hanno visto convertire live l'enorme potenziale accumulato.

Con Sei tutto l'indie di cui ho bisogno siamo andati ad analizzare gli ascolti Spotify degli album degli artisti facenti parte o provenienti direttamente dal circuito "indie" usciti tra gennaio e luglio 2020, dove album si intende opera formata da almeno 7 tracce. Non sono state prese in considerazione riedizioni o raccolte, come Fuori dall'Hype Ringo Starr dei Pinguini Tattcini Nucleari (edizione arricchita di 5 brani rispetto alla precedente uscita nel 2019) e  Tsunami (forse vi ricorderete di noi per canzoni come) degli Eugenio in Via di Gioia. Di seguito la top ten, dall'ultimo al primo classificato, con i dati aggiornati al 20 agosto 2020 e arrotondati per eccesso.

10. DENTE [DENTE]
Release date: 28 febbraio
Traks: 11
Streams: 2 milioni

Dente



Giuseppe Peveri da Fidenza è uno dei simboli di quella leva cantautorale indipendente esplosa alla fine dei primi anni Duemila. Nel corso degli anni non è riuscito a trasformarsi in "top player" dell'indie italiano ma riesce a raccogliere numeri di tutto rispetto grazie a un cantautorato dalla vena super malinconica. La label indipendente di riferimento è la torinese INRI

9. PRESTO [GENERIC ANIMAL]
Release date: 20 febbraio
Traks: 10
Streams: 2,4 milioni

Generic Animal


Luca Galizia è il grande jolly della scena underground italiana, partito con l'emo dei Leute, esordisce nel 2018 come Generic Animail con un album scritto da Jacopo Lietti dei Fine Before You Came per poi collaborare con diversi producer e membri della trap romana tra i quali Ketama 126. Presto esce per La Tempesta ed è il terzo album in tre anni che conferma la personalissima vena compositiva e interpretativa dell'artista di Castellanza.

8. PLEASE WAIT [MELI]
Release date: 10 gennaio
Traks: 10
Streams: 2,7 milioni

Meli


Debut album del cantautore siciliano Meli, lanciato da Futura Dischi e fattosi notare con il super-singolo "Capofitto". Lacrimoni e ottimi piazzamenti su Spotify.

7. FADI [FADI]
Release date: 31 gennaio
Traks: 10
Streams: 3 milioni

Fadi


Altro esordio: origini nigeriane, voce potentissima abbinata a un cantautorato italiano di impronta nostalgica Thomas O. Fadimiluyi si era già fatto notare in piccole band indie romagnole prima di raggiungere l'apice presentandosi sul palco di Sanremo Giovani con "Due Noi". Fadi è la scommessa del futuro di Picicca.


6. MERCE FUNEBRE [TUTTI FENOMENI]
Release date: 17 gennaio
Traks: 10
Streams: 3,7 milioni

Tutti Fenomeni


Primo tra gli esordi del 2020, Merce Funebre è una celebrazione post-moderna del nichilismo che vede la produzione di Sua Maestà Niccolò Contessa (I Cani) sotto 42 Records. Lanciato in pompa magna ha raccolto tanti estimatori e qualche detrattore. Il 12 marzo avrebbe dovuto esibirsi al Monk (Roma) in una data già sold out, poi è saltato tutto per il virus. Peccato, sarebbe stato interessante palparne la portata "live".

5. SETTEBBELLO [GALEFFI]
Release date: 20 marzo
Traks: 10
Streams: 6,6 milioni

Galeffi


Uscito in periodo complicato con il consueto management di Maciste Dischi, il cantautore romano Galeffi, dopo gli ottimi risultati dell'album d'esordio Scudetto cerca di innovarsi apportando elementi di raffinatezza alla produzione musicale ma mantenendo un mood decisamente "romantico".

4. CRISTIAN BUGATTI [BUGO]
Release date: 7 febbraio
Traks: 9
Streams: 7,1 milioni

Bugo


Veterano della scena indipendente, Bugo da Novara è stato definito in passato il "Beck italiano" per la sua capacità di esplorare differenti stilemi musicali in chiave lo-fi e ironica. Sale alla ribalta del gossip musicale grazie alla clamorosa con Morgan sfociata sul palco di Sanremo. Management della storica Mescal.

3. BANZAI (LATO BLU) [FRAH QUINTALE]
Release date: 26 giugno
Traks: 10
Streams: 17,3 milioni

Frah Quintale


Frah, sotto la guida di Undamento, ha innovato la scena alternativa con un mix di cantautorato e urban e si conferma tra i progetti più apprezzati della scena. Si tratta dell'album più recente tra quelli in classifica, dunque quello che ha raccolto il maggior numero di streams giornalieri nel periodo in esame.

2. MILLENNIUM BUG [PSICOLOGI]
Release date: 11 giugno
Traks: 15
Streams: 18,8 milioni

Piscologi

Nuova e vincente scommessa del management di Bomba Dischi che stavolta esplora un target più adolescenziale e che beneficia di una produzione freschissima a metà tra trap e cantautorato generazionale.

1. CIP! [BRUNORI SAS]
Release date: 10 gennaio
Traks: 11
Streams: 25,8 milioni

Brunori SAS

Altra consacrazione quella di Darione, colonna portante del cantautorato italiano di ultima generazione, in grado di vincere anche il Premio Tenco come miglior album. Il management è Picicca di Matteo Zanobini.

Di seguito un focus sugli esordi della prima metà del 2020.


venerdì 27 dicembre 2019

Indie Italiano: 21 chicche del 2019

Anche quest'anno è giunto il momento di cimentarsi con il listone dei 21 pezzi dell'indie italiano che mi hanno più impressionato a completamento delle tante classifiche italiane che citano i migliori pezzi dell'annata e che troppo spesso finiscono per assomigliarsi tutte tra loro.

Vorrei prima esporre un'importante riflessione che prende spunto dal libro "Era Indie" (Arcana, 2019) di Riccardo De Stefano e che tutti dovreste leggere. Si tratta in particolare di una precisazione riguardante il concetto di "indie" che trovo puntuale e illuminante: l'indie non è musica alternativa, o meglio lo è solo in alcuni casi, così come la musica alternativa non è necessariamente indipendente ma può derivare dalle major (vedi i Verdena).

ALTERNATIVE: "...presuppone un approccio culturale diverso dalla corrente mainstream, capace di soddisfare quelle esigenze di pubblico non in linea con i dettami dell'industria culturale musicale". 
INDIE: "...è riferito esclusivamente alle etichette indipendenti senza necessariamente presupporre di per sé una differenza stilistica, quanto semplicemente una diversa gestione economica e professionale di un progetto musicale: non un approccio stilistico ma un approccio commerciale alla musica".

Si tratta di un'analisi chiara che consente di inquadrare in maniera più obiettiva un progetto musicale a seconda della direzione nella quale vuole andare: quella del mercato oppure indifferente e/o contraria ad esso. È evidente che l'indie italiano è stato quasi sempre "alternative" fino al 2015, anno di uscita di "Mainstream" (titolo più galeotto della storia della discografia italiana)  di Calcutta che ha cambiato le regole di gioco a tal punto che buona parte delle produzioni indie sono diventate senza prevederlo  la "moda" che ha dettato i canoni del nuovo pop italiano.
Le major hanno strizzato l'occhio alle etichette "indie" tanto da occuparsi della distribuzione discografica lasciando il management nelle mani delle label indipendenti che incoraggiate dal successo dei vari Calcutta, Thegiornalisti, Gazzelle, Cosmo, Motta, Brunori, Carl Brave x Franco126 hanno preferito in gran parte puntare meno sull'alternative per giocarsi il tutto per tutto con progetti pop, dando vita al sottoinsieme indie dell'itpop, che ha finito per rappresentarne la maggioranza numerica in termini di produzioni e la nascita di tante nuove etichette più o meno "indipendenti".

Sulla base di questa riflessione quest'anno, ho pensato di aggiungere a ciascun pezzo due valori, "indie" e "alternative", quantificati in termini percentuali a seconda del loro tasso di autoproduzione e alla lontananza rispetto ai dettami del mercato discografico italiano contemporaneo.


Il Giunto di Cardano
NB: i pezzi sono elencati in rigoroso ordine alfabetico per artista. Non si tratta di una classifica ma di una lista di brani. Tra parentesi è indicata l'eventuale etichetta discografica. Qualore il pezzo non fosse presente su Youtube è stato inserito il link Spotify.

Ai 21 pezzi andrebbe aggiunto Umido di Adelasia, di cui già ho parlato nell'apposito articolo dedicato alla canzone che mi ha maggiormente segnato nel 2019.




ANDREA LASZLO DE SIMONE - CONCHIGLIE (42 Records)

Prendete un Modugno pieno di acidi e trasportatelo in un universo senza tempo. Questo è Andrea Laszlo De Simone, senza dubbio uno dei personaggi più interessanti del panorama cantautorale moderna sempre meno "chicca" dato il crescente numero di estimatori che sta raccogliendo.

Indie: 60%
Alternative: 80%





BIRØ - TANGENZIALE (Vetro Dischi)

Indie: 70%
Alternative: 60%

Cantautorato italiano, elettronica e una "spruzzata" di funky. Questo pezzo del cantautore di origini varesini è in grado di smuovere il corpo e far viaggiare la mente.




CARENA - ORSA MAJ 7 (Dischi Uappissimi)

Pop rock cantautorale raffinatissimo nel sound e nelle vocalità. La lunga conclusione strumentale potrebbe rimanere nelle orecchie per mesi.

Indie: 90%
Alternative: 60%




CASEMURATE - MISERIA (V4V)
"Dopo la febbre la stessa miseria di sempre": un'estetica emo alla base di un pezzo che "suona come un lunghissimo esterno notte".

Indie: 70%
Alternative: 70%




DELLACASA MALDIVE - UN ANNO FA (La Valigetta)
Glitter pop che strizza l'occhio alla dance senza disdegnare le chitarre. "Un anno fa" è una gran bella è un pezzo freschissimo.

Indie: 70%
Alternative: 40%






DORIAN - PAOLO (Autoprodotto)

Tra le cose più intense che ci sia mai arrivata nella posta di Sei tutto l'indie di cui ho bisogno, perché l'interpretazione e il testo ti fanno pensare che sotto ci sia un talento vero. "Paolo" è un pezzo registrato in casa, straziante e disarmante: Dorian scrive del padre che non c'è più immedesimandosi nelle parole della madre.

Indie: 100%
Alternative: 20%





FEDERICO FABI - PARKA (Autoprodotto)

A proposito di artisti di cui ci siamo innamorati grazie all'affollatissima posta di Sei tutto l'indie di cui ho bisogno, Federico Fabi è stata per noi una delle scoperte più travolgenti a partire dai primi giorni del 2018 quando il ragazzo ci segnalò il suo "Io e me x sempre" interamente registrato in una cantina di Spinaceto. "Parka" segna il ritorno, a due anni esatti di distanza, stavolta in uno studio professionale e un mood decisamente vivace.

Indie: 90%
Alternative: 30%




FELPA - RITORNARE
In questo elenco di fine anno capita sempre di trovare un pezzo di Felpa: electro dream pop malinconico per l'ex Offlaga Disco Pax.

Indie: 90%
Alternative: 80%






G.CATANZARO - COME LAURA MORANTE (Autoprodotto)
Cantautore siciliano di stanza a Roma, giovane scrittore, Giuseppe Catanzaro è stato un artista di culto nelle serate alternative romane di qualche anno fa e solo nel 2019 decide di pubblicare i suoi introvabili pezzi: un "funeral" songwriting sospeso tra ironia e lo-fi. "Dylan Dog" è un EP da accostare al filone di "Forse..." del primissimo Calcutta.

Indie: 100%
Alternative: 90%




GIALLORENZO - 118 (La Tempesta)
Disagio, follia, vero indie rock e una città: Milano. I Giallorenzo rappresentano l'irriverente fusione tra due realtà molto interessanti come Montag e Malkovic.

Indie: 70%
Alternative: 80%




GIUNTO DI CARDANO - NAVIGLI (Santeria Records)
Secondo anno consecutivo in lista per i pugliesi Giunto di Cardano, grazie a un pezzo estratto da "Caos", album stupendo che merita giustizia. Il rock psichedelico intinto di grunge in stile Verdena non è una grande novità ma qui è fatto veramente bene e questo pezzo non so quante volte l'ho ascoltato.

Indie: 70%
Alternative: 90%




GREGORIO SANCHEZ - VULCANI (Garrincha Dischi)
Grezzo, dimostra ottima scrittura e una certa passione per il folk scandinavo, Gregorio Sanchez è la scommessa di lungo periodo di Garrincha Dischi e la sensazione è che se ne sentirà parlare.

Indie: 70%
Alternative: 70%





LADROGA - BRAVA ABBASTANZA (Autoprodotto)
Il beat, in salsa acida e lo-fi in un'estetica Polaroid forse già vecchia ma sempre efficace. Ladroga è un misterioso progetto romano tornato alla ribalta dopo alcuni memorabili pezzi e poche apparizioni live di qualche anno fa. A dicembre fanno uscire senza promo alcuna un pezzo al giorno su Spotify violando qualsiasi regola del mercato. Ma sono vera droga musicale.

Indie: 100%
Alternative: 70%





LAILA AL HABASH - COME QUELLA VOLTA (Bomba Dischi)
Il progetto sinora meno "compiuto" di Bomba Dischi, una scommessa al femminile ancora da verificare, eppure questo pezzo spacca per arrangiamenti, struttura e mood generale. Avanguardia pop.

Indie: 60%
Alternative: 40%





LUCA COI BAFFI/JOHN IDEA - AMARCORD (Autoprodotto)
Prendete Carl Brave x Franco126 ma di provincia, più presi bene. Il 2020 potrebbe essere l'anno del salto di qualità per Luca Coi Baffi e John Idea.

Indie: 80%
Alternative: 40%





LUCIO CORSI - COSA FAREMO DA GRANDI? (Picicca Dischi)
Tra le perle più "esplose" tra quelle qui elencate, "Cosa Faremo Da Grandi?" rappresenta in assoluto uno dei migliori pezzi del 2019 di uno dei cantautori italiani più promettenti e originali in circolazione per estetica (che prende in prestito in prestito dal glam anni '70) e immaginario: storie raccontate come fiabe che hanno al centro la natura.

Indie: 70%
Alternative: 50%




MAGGIO  (prod. Tanca) - RAFFREDDORE (Asian Fake)
Un progetto è interessante anche quando è una storia da raccontare, sia con le parole che con le immagini. Questo è Maggio: estetica urban figlia della globalizzazione e lacerante emo rap. Questa è Raffreddore ed emoziona un sacco.

Indie: 60%
Alternative: 50%





OMBRE CINESI - RESTA CON ME A NATALE (Fragola Dischi)
Ombre Cinesi è il progetto di Donato Maiuri, producer che dal profondo sud ingrigito dall'Ilva (Taranto) ha il coraggio di puntare tutto su sé stesso in termini di scrittura, produzione e promozione. Resta con me a Natale è un requiem electro pop che fa da malinconico contraltare all'atmosfera natalizia.

Indie: 90%
Alternative: 30%




SALVO MIZZLE - MATRIOSKA (Autoprodotto)
Salvo Mizzle, cantautore pugliese non di certo di primo pelo, è uno dei più prolifici rappresentanti di una scuola indie lo-fi. "Matrioska" è un pezzo molto maturo ed equilibrato.

Indie: 100%
Alternative: 50%





QUERCIA - BUIO (Autoprodotto)
I Quercia sono uno dei casi discografici più eclatanti del 2019: passati da un'etichetta "indie" all'autoproduzione, dall'alt rock melodico all'emo-rock più feroce e straziante. "Di tutte le cose che abbiamo perso e perderemo" è il disco più coraggioso e strafottente dell'anno. Bravi!

Indie: 100%
Alternative: 100%




UKULELE (prod. Delta) - VIOLA (TooMuchFresco)
Il bello di UkuLele è che dietro il suo urban d'autore c'è una imprevedibile commistione di generi che spaziano dal rap al cantautorato, dalla trap alla deep house fino alla techno più spinta. In questo pezzo Roma sembra per un attimo la New York di Andy Warhol.

Indie: 90%
Alternative: 50%

giovedì 26 dicembre 2019

2019 - Umido (Adelasia)

Anche quest'anno, dopo migliaia di ascolti nel panorama indie e alternativo italiano per lavoro, Sei tutto l'indie di cui ho bisogno e meri momenti di svago, è giunta l'ora di decretare a freddo (siamo a dicembre) il pezzo che mi ha maggiormente impressionato. Il criterio resta lo stesso: capisci quanto un pezzo è tuo in base a quante volte hai bisogno di doverlo ascoltare: nelle casse, in cuffia o semplicemente nella tua testa.

[N.B.: Per l'elenco di tutti i pezzi italiani scelti sinora, per ciascun anno, sono : Un Anno, Una Canzone (Italia)]

Per il mio 2019 non ci sono dubbi (lo dice anche Spotify), il pezzo italiano che mi ha segnato  è Umido di Adelasia, uscito l'11 gennaio per Sbaglio Dischi e scoperto, come avviene ormai da tempo, esplorando la mia bacheca Facebook, tanto da invitare l'artista alla trionfale terza edizione del Sei tutto l'indie Fest al Monk.

Adelasia cantautrice umido

Una cupa ballata elettronica in cui la splendida e potente voce della cantautrice Adelasia (di stanza a Roma ma di origini lucchesi) sembra fermare il tempo e trascinare l'ascoltatore nella propria inquietudine, con un intermezzo elettronico più vivace, il tutto ricamato dal bravo producer Pietro Foglietti.

Un pezzo lento, intimo da ascoltare a occhi chiusi, un dialogo con sé stessi che porta la notte in ogni momento della giornata, quando si ha voglia di evadere senza vergognarsi troppo del proprio tormento. Credo che "Umido" quest'anno sia stato per me più di una volta semplicemente un rifugio.


Affoghi nel cuscino ogni volta che provi dolore
Appunti parole per cambiare d'umore
Ti giri nel letto, scrivendo ti commuovi
E pensi a quando ti odi
E il sonno se ne va

E un'altra notte che passi insonne
Un altro giorno che ti prenderesti a botte
Un buio mondo umido
Nudi i pensieri
Hai scritto righe bianche su buchi neri

Offusca la tua mente, annebbia i tuoi pensieri
(Tanto il buio è quello di ieri)
Nel letto pensi al mare e non a lamentarti
(Tanto come sai non cambia niente)
E il sonno tornerà

E un'altra notte che passi insonne
Un altro giorno che ti prenderesti a botte
Un buio mondo umido
Nudi i pensieri
Hai scritto righe bianche su buchi neri



sabato 29 dicembre 2018

21 pezzi del 2018 di cui (quasi) nessuno parla

Il 2018 è stato un anno strano per la musica "indie" italiana: non ci sono state uscite in grado di sconvolgere i dettami della musica indipendente, in alcuni casi vi è stata la forte invasività della trap e la consapevolezza che "indie" rievoca improvvisamente qualcosa di figo. L'indie, che fino a circa tre anni fa era considerato un genere di nicchia in netta contrapposizione alla musica commerciale, riceve le attenzioni di major, distributori, promoter provenienti persino dal clubbing, mercanti di doping musicale, etichette improvvisate, media mainstream, brand commerciali: un piccola macchina da business che viaggia velocissima secondo una mentalità "usa e getta" che è più vicina al consumismo che all'arte.

Ad etichettare questo nuovo fenomeno ci ha pensato la community Diesagiowave, coniando il termine "ItPop", illuminante e necessario. Il termine ha finito però per far gola ad organizzatori di serate che spesso poco avevano a che fare con la musica live e ha spinto tante realtà più o meno emergenti a salire sul carro dei vincitori, autoproclamandosi "ItPop". La community ha dovuto porre rimedio, annunciando la morte di una categoria vituperata dalla speculazione commerciale: si ritorna all'indie, seguito dal numero 2: l'idea è quella musica che cresce secondo un percorso sano fatto di sudore e gavetta. Forse però il problema è che oggi le piattaforme offrono troppe possibilità di "doping" non sempre controllabile e individuabile, tanto che, ispirandosi a ciò che diceva un noto politico nostrano: "i numeri logorano chi non ce li ha". Ne deriva che una parte della musica finisce per somigliare sempre più al mondo del ciclismo.

La stessa Spotify Italia ha riposto particolare attenzione sul'indie, aggiungendo alla tanto ambita "Indie Italia" la nuova playlist "Scuola Indie" che la butta sul didattico e recita: "a lezione della nuova scena indie!", inserendo i nomi più lanciati tra quelli non ancora blasonati. Uno sforzo apprezzabile, seppur migliorabile nella coerenza tra contenuto e concept di fondo.



Fatta questa lunga premessa, come ogni anno ho redatto una lista di 21 pezzi di artisti che a mio parere non hanno ottenuto ancora la dovuta attenzione degli addetti ai lavori, non sono stati inclusi nelle playlist editoriale, ma che meritano visibilità ben maggiore. Gran parte di questi sono progetti emergenti che comunque hanno grossi margini di crescita per essere protagonisti già a partire dal 2019.

NB: i pezzi sono elencati in rigoroso ordine alfabetico per artista. Non si tratta di una classifica ma di una lista di brani. Tra parentesi è indicata l'eventuale etichetta discografica. Laddove il pezzo non fosse presente su Youtube è stato inserito il link Spotify.



ALFIERO - È ARRIVATO CHRISTIAN (Autoprodotto)
Questo pezzo del cantautore di Terracina mi piace molto perché unisce un giro di basso quasi dark-wave a un pezzo tipicamente folk-cantautorale, con un scrittura decisamente chiara.





AURORO BOREALO - VECCHI CHE URLANO (Autoprodotto)
Auroro Borealo nasce dalla folle esperienza de Il Culo di Mario e dietro si nasconde uno dei più grandi appassionati di musica orrenda nonché collezionista di dischi "brutti" che abbiamo in Italia. Auroro è inevitabilmente un personaggio di culto e i suoi live sono ormai leggenda.





BONETTI - CORRERE FORTE (Costello's)
Cantautore torinese apprezzato e seguito dalla critica in ambienti underground, soprattutto live, Bonetti riesce a scrivere un pezzo indie pop che si rivela un viaggio perfetto.





BUCHA - CAPODOGLIO 216 (Autoprodotto)
Al secolo Giorgio Di Mario, Bucha è un proprio caso della musica pop italiana: da giovanissimo rapper di talento che vanta importanti collaborazioni e riconoscimenti nel panorama nazionale, si avvicina agli ambienti underground con l'incontro col produttore Xavier Pompelmo. Pochi hanno testi così diretti e comunicativi in questa scena.






BYE.TIDE - YOU KNOW WHY (Autoprodotto)
Questo duo veneto propone un'elettronica perfetta e una cura dell'estetica molto interessante. Sembrano già pronti per un lancio più importante.






CENTOVENTITRÉ - RIDO (Autoprodotto)
Pugliesi, propongono il "focaccia pop" caratterizzato un mix perfetto di leggerezza e malinconia.





CLAUDIO BARZETTI - ANTONELLO DA MILANO (Autoprodotto)
Cantautorato pop perfetto, godibile e ricco di immagini quello del cantautore emiliano Claudio Barzetti.





EFFETTO DROSTE - NIDO (Mattonella Records)
Queste chitarre liquide e funkeggianti ti impediscono di stare fermo. Una bella scoperto, qualcosa di nuovo nell'affollatissima scena romana.




FELPA - ANCORA (Sussidiaria)
Felpa, ex componente degli Offlaga Disco Pax insieme a Max Collini e al compianto Enrico Fontanelli, si conferma uno dei più grandi compositori di cantautorato elettronico d'atmosfera italiano, troppo spesso ignorato dagli addetti ai lavori.





GIOVANE GIOVANE - CI SONO MOLTI ME (Dischi Puri)
Un nome improbabile, un look non azzeccatissimo, ma dei quattro singoli pubblicati da tale Paolo, toscano trapianto a Roma, tre sono tra i miei preferiti del 2018.





HER SKIN - PRICKLY PEAR (We Were Never Being Boring)
Dopo Birthh, altra giovanissima voce femminile lanciata da We Were Never Being Boring: freschissima e di livello internazionale.





JOHNNY MOX - DESTROY EVERTHING (To Lose La Track/Sonatine)
Questa ballata funerea e struggente è al limite del capolavoro. E per chi non lo conoscesse stiamo parlando di Johnny Mox, progetto sperimentale trentino di difficile collocamento, capace di impressionare anche grazie ai tour all'estero.





KEROUAC - RIFUGIO (Granita Dischi)
A fine gennaio esce questo pezzo su Rolling Stone che annuncia il giovanissimo Giovanni Zampieri come uno dei progetti da tenere d'occhio tra quelli che si affacciano nella scena indie italiana. È un peccato che questo entusiasmo sia caduto nel dimenticatoio, perché "Ortiche" è un disco bellissimo.





LUCA COI BAFFI/JOHN IDEA - MEZZOGIORNO (Autoprodotto)
Dalla provincia romana un progetto interessante e un pezzo irregolare che rasenta la trap e poi si districa verso un folk moderno. L'ho ascoltata molta volta senza riuscire a classificarla. Buon segno.





MY GIRL IS RETRO - GLI AEREI (Autoprodotto)
Giovanissimo, grande capacità cantautorale e ottimo sperimentatore i suoni. Può solo migliorare, intanto è una delle grandi rivelazioni dell'anno.





RATAFIAMM - TURISTA (Labellascheggia)
Duo foggiano trapiantato al nord, i Ratafiamm sono da tempo seguiti dalla critica e i loro pezzi sono raffinati e densi di rabbia. Uno dei pochi progetti indipendenti italiani più attento a far riflettere che a ricercare numeri e consensi.





RIVA - OSSA (Suonivisioni)
Un pezzo che suona spiazzante: incipit che sfiora la trap e ritornello rabbioso, struggente, urlato. Questo del trio napoletano è uno dei pezzi che ascoltato di più nel 2018.





SANTANDREA - IL VENTO (Romolo Dischi)
Qualcuno l'ha definito uno dei progetti più eleganti della scena romana: Andrea è portiere di notte in hotel di lusso e quando è solo nelle stanze d'albergo scrive canzoni. Le trame electro-pop sono assolutamente ben costruite. Può bastare?





TECA - GENERAZIONE/COLPA DI CHERNOBYL (Autoprodotto)
Pezzi che cantano in modo efficace e poco banale il malessere di una generazione ne conosco troppo pochi, uno di questi è del progetto romano Teca.





THE PIER - BUBBLES (Faro Records)
I pugliesi The Pier, sono un misto di influenze internazionali da cui deriva un alt rock sperimentale tra i più potenti ed esportabili del panorama italiano.





XAVIER POMPELMO - NEBULOSA (Autoprodotto)
Chi ha buona memoria ricorderà il nome di Xavier Pompelmo legato a bellissime cover vintage in stile anno '60-'70 di pezzi di Calcutta, Motta, Giorgio Poi, Pop X, Thegiornalisti. Quest'anno è uscito il primo inedito, romantico e senza tempo di un personaggio che si autoproclama, con marcata autoironia, emblema della sfiga e sempre a un passo da una goffa dipartita.






venerdì 28 dicembre 2018

2018 - Oceanoletto (Mèsa)

Anche quest'anno mi cimento nell'ormai imprescindibile rubrica di fine anno Un Anno, Una Canzone (Italia) con la quale scelgo il pezzo italiano che mi ha segnato maggiormente.

Il 2018 è stata un'annata probabilmente inferiore al precedente rispetto alla qualità media ma che ha registrato uscite molto attese come quelle di Calcutta, Gazzelle, Motta, Cosmo, La Rappresentante di Lista, The Zen Circus, La Municipàl, Coma Cose sorprese (Caso) e che visto sbocciare progetti interessanti, tra i quali cito Generic Animal, Postino, Gigante, Cimini, Fadi e Mox, solo per citarne alcuni. Per non parlare di una vera e propria galassia di esordi minori che ha avuto nel complesso un ottimo riscontro di pubblico. Il pezzo che scelgo per il 2018 è Oceanoletto di Mésa

Se c'è un elemento che ha caratterizzato il roster di Bomba Dischi negli ultimi tre anni sono personaggi maschili accomunati da una forte senso di disagio, vedi Calcutta, Panizza, De Leo, Giorgio Poi, Carlo & Franco, fino all'ultimo Clavdio.
Nel mezzo, irrompe il nome di Federica Messa, in arte Mèsa, che già si era fatta notare nella scena indipendente con l'omonimo EP e un singolo potentissimo come "Tutto".

Foto: Matteo Casilli


Allo scadere di gennaio l'etichetta romana del momento rilascia Oceanoletto, un pezzo che verrà poi caricato senza videoclip su Youtube il 6 febbraio e che incanta pubblico e addetti ai lavori. Una lunghissima intro di chitarra dolce e morbida, degna del miglior indie rock americano anni '90, avvolge lo spettatore in un'atmosfera onirica e rilassante tale da farlo sentire steso su un "oceano letto". Poi irrompe la voce eterea di Federica, con uno stop & go in cui chitarre e voce viaggiano di pari passo riuscendo a tessere una ballata di un'armonia perfetta.

Il testo, breve e visionario, parla di ricordi e malinconie:

Dicembre mi batte sempre
Con le coperte si vincono le guerre
Nuoto a dorso tra le fotografie
Ci somigliamo ancora molto
Oceano letto, te lo avevo detto d'imparare a nuotare
Oceano letto, te lo avevo detto d'imparare a nuotare
Oceano letto, te lo avevo detto d'imparare a nuotare
Oceano letto, te lo avevo detto d'imparare a nuotar
e
Il pezzo anticipa "Touché" uno degli album più interessanti del 2018, che uscirà il 2 marzo suddiviso in  tracce e che conferma la grande capacità compositiva ed esecutiva della giovane cantautrice romana.

sabato 24 novembre 2018

[Intervista] Merio: pezzi di vita, senza girarci troppo intorno

Merio è l'altra faccia degli influenti Fratelli Quintale, a settembre è uscito il disco d'esordio "Pezzi di Merio" per Costello's, 10 pezzi di rap autentico, 10 pezzi di vita, senza girarci troppo intorno. Un album che nasce "dall’essere cresciuto dietro al bancone e dall’affogarci davanti, da banche e da barche, da incontri con conigli bianchi e da influenze di Plutone, da party e da buchi neri, da pezzi di pane e da pezzi di Merio, il tutto ricomposto dalla direzione artistica di A. Manenti e dalla testardaggine di Mario".
Noi di Sei tutto l'indie di cui ho bisogno lo abbiamo intervistato prima del bellissimo live del 16 novembre scorso insieme a Postino e Generic Animal al Monk.



Chi è Merio? Cosa ascoltava da ragazzino e cosa ascolta ora?

Ma chi è Merio? A volte non lo so nemmeno io.

Come descriveresti il tuo ultimo album “Pezzi di Merio”, per chi non lo ha ancora ascoltato?

Sono pezzi di vita vera senza girarci attorno e senza prendersi per il culo. È un tête à tête con lo specchio.

Parlaci un po’ della genesi del tuo album: quali sono le persone fondamentali che vi hanno partecipato? C’è un aneddoto che vuoi raccontare?

Le figure fondamentali che hanno contribuito alla realizzazione del progetto sono Markino e A. Manenti, amici da una vita nonché inseparabili compagni di merende. L'aneddoto non si può raccontare 🐇

Qualche giorno fa, a poche settimane di distanza dall’album,  hai fatto uscire il singolo “Mario Martello”. Come mai questa scelta?

Il disco è un antipasto, abbiamo un sacco di materiale già pronto e siamo sempre in studio a cucinare.

Che sensazioni ti trasmette suonare a Roma?

È la prima volta che suoniamo a Roma, è una vita che volevo farlo, quando ci sono stato in vacanza mi sono sempre divertito un sacco. I romani sono dei pazzi.

Pur venendo del rap il 16 novembre ti troverai catapultato in un contesto “indie”. Cosa significa per te musica “Indie”? Ti ci ritrovi in qualche modo?

Ah ma non c'è solo la trap?

giovedì 23 agosto 2018

Le 10 donne più belle dell'indie italiano secondo Sei tutto l'indie di cui ho bisogno

Qualche giorno fa ci siamo divertiti, sempre con una punta di ironia, a chiedere alla community di Sei tutto l'indie di cui ho bisogno, sia Facebook che Instagram, quale fosse la donna più bella dell'indie italiano. Anche stavolta gli utenti sono stati molto attivi, con 340 commenti.

Il tema delle donne nella musica in questi giorni è particolarmente delicato, poiché imperversa la polemica attorno all'allarme lanciato da CRLN sul sessismo nei concerti a seguito di insulti pesanti ricevuti durante l'apertura a Gemitaiz nel corso dell'Indiegeno Festival. L'artista marchigiana ha risposto prontamente al pubblico "Non siamo nel Medioevo" e ne è nata una vera e propria campagna social che ha registrato una fortissima partecipazione, tanta solidarietà e qualche polemica

Si ricorda che questo sondaggio era stato fatto già per gli uomini (l'ultimo nel 2018), nonché per le donne nel 2015. Rispetto a tre anni fa il podio resta invariato, con qualche cambiamento di posizione e ci sono molte nuove new entry.




#10. M¥SS KETA

Personaggio inclassificabile dell'indie italiano, targato La Tempesta Dischi. È una rapper mascherata che parla di droga e altri vizi. Trash e patinata allo stesso tempo, è riuscita a sedurre il suo pubblico grazie all'alone di mistero e al fascino perverso ma ironico.




#9. ASIA GHERGO

Altro fenomeno nato sul web, la cameretta dell'appena maggiorenne Asia Ghergo è ormai la più famosa del mondo indie. Le sue cover che spaziano dall'indie alla trap hanno conquistato migliaia di cuori grazie alla caldissima voce e un sorriso spiazzante. In attesa che Asia diventi grande e si stacchi definitivamente dal mondo delle cover su Youtube per diventare un'artista a 360 gradi.




#8. FEDERICA MESSA (MESA)

Dopo alcuni anni in cui si era fatta notare per la bellissima voce e ottime capacità compositive, è diventata la prima scommessa femminile di casa Bomba Dischi. La cosa che più ci piace è che si tratti di un progetto di vero indie rock cantautorale.



Federica Messa




#7. FRANCESCA MESIANO (CALIFORNIA, COMA COSE)

Giovanissima, di origine di Pordenone, estetica un po' rap, capello corto patinato, California dei Coma Cose impersona la vocalist del futuro.

California



#6. MARGHERITA VICARIO

La romana Margherita è una bellezza che viene direttamente dal piccolo schermo, grazie alla partecipazione alla fiction "I Cesaroni". Musicalmente è più legata al cantautorato folk e sa farsi notare per la sua simpatia.

Risultati immagini per margherita vicario



#5. GIORGIA D'ERACLEA (GIORGIENESS)

Milanese, spirito energico, sensualità e voce da brividi. Giorgia si può considerare una delle grandi voci di tutto l'universo musicale italiano.

Giorgia D'Eraclea



#4. PESARO

Bellezza marchigiana, Pesaro non era considerate nella scena indie italiana fino a quando il noto talent scout Calcutta non aveva fatto notare che è una donna intelligente. Da allora è entrata anche nell'olimpo delle più belle.

Risultati immagini per pesaro



#3. LETIZIA CESARINI (MARIA ANTONIETTA)

Restando nella Marche, si conferma tra le donne più amate grazie alla grande carica rock, alla voce un po' nevrotica, sempre più riferimento per l'indie italiano al femminile.

Letizia Cesarini
Copyright: Caterina Lani



#2. CLAUDIA LAGONA (LEVANTE)

La cantautrice siciliana rispetto al sondaggio del 2015, quando arrivò terza, è diventata ormai un'icona dello spettacolo italiano, spaziando dalla tv alla moda. Una delle poche vere dive dell'ultima generazione della musica italiana.

Claudia Lagona



#1. RACHELE BASTREGHI (BAUSTELLE)

Rachele stravince il sondaggio, anche quest'anno, resistendo agli anni e ai cambiamenti. Una bellezza amata e rispettata, resta l'indiscussa regina dell'indie secondo la community dei Sei tutto l'indie di cui ho bisogno.

Baustelle




Altre donne citate nel sondaggio, in ordine sparso: Joan Thiele, Veronica Lucchesi (La Rappresentante di Lista), Adele Nigro (Any Other), Beatrice Antolini, Erica Mou, Alessandra Contini (Il Genio), Roberta Sammarelli (Verdena), Marat, Ilaria Formisano (Gomma), Ilaria D'Angelis (A Toys Orchestra), Isabella Tundo (La Municipal), Angelica Schiatti (Santa Margaret), LNDFK, CRLN, Edwige, Giada Sagnelli (Le Cose Importanti), Chiara Di Trapani (I Giocattoli), Anna Viganò (Verano).