venerdì 27 dicembre 2019

Indie Italiano: 21 chicche del 2019

Anche quest'anno è giunto il momento di cimentarsi con il listone dei 21 pezzi dell'indie italiano che mi hanno più impressionato a completamento delle tante classifiche italiane che citano i migliori pezzi dell'annata e che troppo spesso finiscono per assomigliarsi tutte tra loro.

Vorrei prima esporre un'importante riflessione che prende spunto dal libro "Era Indie" (Arcana, 2019) di Riccardo De Stefano e che tutti dovreste leggere. Si tratta in particolare di una precisazione riguardante il concetto di "indie" che trovo puntuale e illuminante: l'indie non è musica alternativa, o meglio lo è solo in alcuni casi, così come la musica alternativa non è necessariamente indipendente ma può derivare dalle major (vedi i Verdena).

ALTERNATIVE: "...presuppone un approccio culturale diverso dalla corrente mainstream, capace di soddisfare quelle esigenze di pubblico non in linea con i dettami dell'industria culturale musicale". 
INDIE: "...è riferito esclusivamente alle etichette indipendenti senza necessariamente presupporre di per sé una differenza stilistica, quanto semplicemente una diversa gestione economica e professionale di un progetto musicale: non un approccio stilistico ma un approccio commerciale alla musica".

Si tratta di un'analisi chiara che consente di inquadrare in maniera più obiettiva un progetto musicale a seconda della direzione nella quale vuole andare: quella del mercato oppure indifferente e/o contraria ad esso. È evidente che l'indie italiano è stato quasi sempre "alternative" fino al 2015, anno di uscita di "Mainstream" (titolo più galeotto della storia della discografia italiana)  di Calcutta che ha cambiato le regole di gioco a tal punto che buona parte delle produzioni indie sono diventate senza prevederlo  la "moda" che ha dettato i canoni del nuovo pop italiano.
Le major hanno strizzato l'occhio alle etichette "indie" tanto da occuparsi della distribuzione discografica lasciando il management nelle mani delle label indipendenti che incoraggiate dal successo dei vari Calcutta, Thegiornalisti, Gazzelle, Cosmo, Motta, Brunori, Carl Brave x Franco126 hanno preferito in gran parte puntare meno sull'alternative per giocarsi il tutto per tutto con progetti pop, dando vita al sottoinsieme indie dell'itpop, che ha finito per rappresentarne la maggioranza numerica in termini di produzioni e la nascita di tante nuove etichette più o meno "indipendenti".

Sulla base di questa riflessione quest'anno, ho pensato di aggiungere a ciascun pezzo due valori, "indie" e "alternative", quantificati in termini percentuali a seconda del loro tasso di autoproduzione e alla lontananza rispetto ai dettami del mercato discografico italiano contemporaneo.


Il Giunto di Cardano
NB: i pezzi sono elencati in rigoroso ordine alfabetico per artista. Non si tratta di una classifica ma di una lista di brani. Tra parentesi è indicata l'eventuale etichetta discografica. Qualore il pezzo non fosse presente su Youtube è stato inserito il link Spotify.

Ai 21 pezzi andrebbe aggiunto Umido di Adelasia, di cui già ho parlato nell'apposito articolo dedicato alla canzone che mi ha maggiormente segnato nel 2019.




ANDREA LASZLO DE SIMONE - CONCHIGLIE (42 Records)

Prendete un Modugno pieno di acidi e trasportatelo in un universo senza tempo. Questo è Andrea Laszlo De Simone, senza dubbio uno dei personaggi più interessanti del panorama cantautorale moderna sempre meno "chicca" dato il crescente numero di estimatori che sta raccogliendo.

Indie: 60%
Alternative: 80%





BIRØ - TANGENZIALE (Vetro Dischi)

Indie: 70%
Alternative: 60%

Cantautorato italiano, elettronica e una "spruzzata" di funky. Questo pezzo del cantautore di origini varesini è in grado di smuovere il corpo e far viaggiare la mente.




CARENA - ORSA MAJ 7 (Dischi Uappissimi)

Pop rock cantautorale raffinatissimo nel sound e nelle vocalità. La lunga conclusione strumentale potrebbe rimanere nelle orecchie per mesi.

Indie: 90%
Alternative: 60%




CASEMURATE - MISERIA (V4V)
"Dopo la febbre la stessa miseria di sempre": un'estetica emo alla base di un pezzo che "suona come un lunghissimo esterno notte".

Indie: 70%
Alternative: 70%




DELLACASA MALDIVE - UN ANNO FA (La Valigetta)
Glitter pop che strizza l'occhio alla dance senza disdegnare le chitarre. "Un anno fa" è una gran bella è un pezzo freschissimo.

Indie: 70%
Alternative: 40%






DORIAN - PAOLO (Autoprodotto)

Tra le cose più intense che ci sia mai arrivata nella posta di Sei tutto l'indie di cui ho bisogno, perché l'interpretazione e il testo ti fanno pensare che sotto ci sia un talento vero. "Paolo" è un pezzo registrato in casa, straziante e disarmante: Dorian scrive del padre che non c'è più immedesimandosi nelle parole della madre.

Indie: 100%
Alternative: 20%





FEDERICO FABI - PARKA (Autoprodotto)

A proposito di artisti di cui ci siamo innamorati grazie all'affollatissima posta di Sei tutto l'indie di cui ho bisogno, Federico Fabi è stata per noi una delle scoperte più travolgenti a partire dai primi giorni del 2018 quando il ragazzo ci segnalò il suo "Io e me x sempre" interamente registrato in una cantina di Spinaceto. "Parka" segna il ritorno, a due anni esatti di distanza, stavolta in uno studio professionale e un mood decisamente vivace.

Indie: 90%
Alternative: 30%




FELPA - RITORNARE
In questo elenco di fine anno capita sempre di trovare un pezzo di Felpa: electro dream pop malinconico per l'ex Offlaga Disco Pax.

Indie: 90%
Alternative: 80%






G.CATANZARO - COME LAURA MORANTE (Autoprodotto)
Cantautore siciliano di stanza a Roma, giovane scrittore, Giuseppe Catanzaro è stato un artista di culto nelle serate alternative romane di qualche anno fa e solo nel 2019 decide di pubblicare i suoi introvabili pezzi: un "funeral" songwriting sospeso tra ironia e lo-fi. "Dylan Dog" è un EP da accostare al filone di "Forse..." del primissimo Calcutta.

Indie: 100%
Alternative: 90%




GIALLORENZO - 118 (La Tempesta)
Disagio, follia, vero indie rock e una città: Milano. I Giallorenzo rappresentano l'irriverente fusione tra due realtà molto interessanti come Montag e Malkovic.

Indie: 70%
Alternative: 80%




GIUNTO DI CARDANO - NAVIGLI (Santeria Records)
Secondo anno consecutivo in lista per i pugliesi Giunto di Cardano, grazie a un pezzo estratto da "Caos", album stupendo che merita giustizia. Il rock psichedelico intinto di grunge in stile Verdena non è una grande novità ma qui è fatto veramente bene e questo pezzo non so quante volte l'ho ascoltato.

Indie: 70%
Alternative: 90%




GREGORIO SANCHEZ - VULCANI (Garrincha Dischi)
Grezzo, dimostra ottima scrittura e una certa passione per il folk scandinavo, Gregorio Sanchez è la scommessa di lungo periodo di Garrincha Dischi e la sensazione è che se ne sentirà parlare.

Indie: 70%
Alternative: 70%





LADROGA - BRAVA ABBASTANZA (Autoprodotto)
Il beat, in salsa acida e lo-fi in un'estetica Polaroid forse già vecchia ma sempre efficace. Ladroga è un misterioso progetto romano tornato alla ribalta dopo alcuni memorabili pezzi e poche apparizioni live di qualche anno fa. A dicembre fanno uscire senza promo alcuna un pezzo al giorno su Spotify violando qualsiasi regola del mercato. Ma sono vera droga musicale.

Indie: 100%
Alternative: 70%





LAILA AL HABASH - COME QUELLA VOLTA (Bomba Dischi)
Il progetto sinora meno "compiuto" di Bomba Dischi, una scommessa al femminile ancora da verificare, eppure questo pezzo spacca per arrangiamenti, struttura e mood generale. Avanguardia pop.

Indie: 60%
Alternative: 40%





LUCA COI BAFFI/JOHN IDEA - AMARCORD (Autoprodotto)
Prendete Carl Brave x Franco126 ma di provincia, più presi bene. Il 2020 potrebbe essere l'anno del salto di qualità per Luca Coi Baffi e John Idea.

Indie: 80%
Alternative: 40%





LUCIO CORSI - COSA FAREMO DA GRANDI? (Picicca Dischi)
Tra le perle più "esplose" tra quelle qui elencate, "Cosa Faremo Da Grandi?" rappresenta in assoluto uno dei migliori pezzi del 2019 di uno dei cantautori italiani più promettenti e originali in circolazione per estetica (che prende in prestito in prestito dal glam anni '70) e immaginario: storie raccontate come fiabe che hanno al centro la natura.

Indie: 70%
Alternative: 50%




MAGGIO  (prod. Tanca) - RAFFREDDORE (Asian Fake)
Un progetto è interessante anche quando è una storia da raccontare, sia con le parole che con le immagini. Questo è Maggio: estetica urban figlia della globalizzazione e lacerante emo rap. Questa è Raffreddore ed emoziona un sacco.

Indie: 60%
Alternative: 50%





OMBRE CINESI - RESTA CON ME A NATALE (Fragola Dischi)
Ombre Cinesi è il progetto di Donato Maiuri, producer che dal profondo sud ingrigito dall'Ilva (Taranto) ha il coraggio di puntare tutto su sé stesso in termini di scrittura, produzione e promozione. Resta con me a Natale è un requiem electro pop che fa da malinconico contraltare all'atmosfera natalizia.

Indie: 90%
Alternative: 30%




SALVO MIZZLE - MATRIOSKA (Autoprodotto)
Salvo Mizzle, cantautore pugliese non di certo di primo pelo, è uno dei più prolifici rappresentanti di una scuola indie lo-fi. "Matrioska" è un pezzo molto maturo ed equilibrato.

Indie: 100%
Alternative: 50%





QUERCIA - BUIO (Autoprodotto)
I Quercia sono uno dei casi discografici più eclatanti del 2019: passati da un'etichetta "indie" all'autoproduzione, dall'alt rock melodico all'emo-rock più feroce e straziante. "Di tutte le cose che abbiamo perso e perderemo" è il disco più coraggioso e strafottente dell'anno. Bravi!

Indie: 100%
Alternative: 100%




UKULELE (prod. Delta) - VIOLA (TooMuchFresco)
Il bello di UkuLele è che dietro il suo urban d'autore c'è una imprevedibile commistione di generi che spaziano dal rap al cantautorato, dalla trap alla deep house fino alla techno più spinta. In questo pezzo Roma sembra per un attimo la New York di Andy Warhol.

Indie: 90%
Alternative: 50%

giovedì 26 dicembre 2019

2019 - Umido (Adelasia)

Anche quest'anno, dopo migliaia di ascolti nel panorama indie e alternativo italiano per lavoro, Sei tutto l'indie di cui ho bisogno e meri momenti di svago, è giunta l'ora di decretare a freddo (siamo a dicembre) il pezzo che mi ha maggiormente impressionato. Il criterio resta lo stesso: capisci quanto un pezzo è tuo in base a quante volte hai bisogno di doverlo ascoltare: nelle casse, in cuffia o semplicemente nella tua testa.

[N.B.: Per l'elenco di tutti i pezzi italiani scelti sinora, per ciascun anno, sono : Un Anno, Una Canzone (Italia)]

Per il mio 2019 non ci sono dubbi (lo dice anche Spotify), il pezzo italiano che mi ha segnato  è Umido di Adelasia, uscito l'11 gennaio per Sbaglio Dischi e scoperto, come avviene ormai da tempo, esplorando la mia bacheca Facebook, tanto da invitare l'artista alla trionfale terza edizione del Sei tutto l'indie Fest al Monk.

Adelasia cantautrice umido

Una cupa ballata elettronica in cui la splendida e potente voce della cantautrice Adelasia (di stanza a Roma ma di origini lucchesi) sembra fermare il tempo e trascinare l'ascoltatore nella propria inquietudine, con un intermezzo elettronico più vivace, il tutto ricamato dal bravo producer Pietro Foglietti.

Un pezzo lento, intimo da ascoltare a occhi chiusi, un dialogo con sé stessi che porta la notte in ogni momento della giornata, quando si ha voglia di evadere senza vergognarsi troppo del proprio tormento. Credo che "Umido" quest'anno sia stato per me più di una volta semplicemente un rifugio.


Affoghi nel cuscino ogni volta che provi dolore
Appunti parole per cambiare d'umore
Ti giri nel letto, scrivendo ti commuovi
E pensi a quando ti odi
E il sonno se ne va

E un'altra notte che passi insonne
Un altro giorno che ti prenderesti a botte
Un buio mondo umido
Nudi i pensieri
Hai scritto righe bianche su buchi neri

Offusca la tua mente, annebbia i tuoi pensieri
(Tanto il buio è quello di ieri)
Nel letto pensi al mare e non a lamentarti
(Tanto come sai non cambia niente)
E il sonno tornerà

E un'altra notte che passi insonne
Un altro giorno che ti prenderesti a botte
Un buio mondo umido
Nudi i pensieri
Hai scritto righe bianche su buchi neri



sabato 29 dicembre 2018

21 pezzi del 2018 di cui (quasi) nessuno parla

Il 2018 è stato un anno strano per la musica "indie" italiana: non ci sono state uscite in grado di sconvolgere i dettami della musica indipendente, in alcuni casi vi è stata la forte invasività della trap e la consapevolezza che "indie" rievoca improvvisamente qualcosa di figo. L'indie, che fino a circa tre anni fa era considerato un genere di nicchia in netta contrapposizione alla musica commerciale, riceve le attenzioni di major, distributori, promoter provenienti persino dal clubbing, mercanti di doping musicale, etichette improvvisate, media mainstream, brand commerciali: un piccola macchina da business che viaggia velocissima secondo una mentalità "usa e getta" che è più vicina al consumismo che all'arte.

Ad etichettare questo nuovo fenomeno ci ha pensato la community Diesagiowave, coniando il termine "ItPop", illuminante e necessario. Il termine ha finito però per far gola ad organizzatori di serate che spesso poco avevano a che fare con la musica live e ha spinto tante realtà più o meno emergenti a salire sul carro dei vincitori, autoproclamandosi "ItPop". La community ha dovuto porre rimedio, annunciando la morte di una categoria vituperata dalla speculazione commerciale: si ritorna all'indie, seguito dal numero 2: l'idea è quella musica che cresce secondo un percorso sano fatto di sudore e gavetta. Forse però il problema è che oggi le piattaforme offrono troppe possibilità di "doping" non sempre controllabile e individuabile, tanto che, ispirandosi a ciò che diceva un noto politico nostrano: "i numeri logorano chi non ce li ha". Ne deriva che una parte della musica finisce per somigliare sempre più al mondo del ciclismo.

La stessa Spotify Italia ha riposto particolare attenzione sul'indie, aggiungendo alla tanto ambita "Indie Italia" la nuova playlist "Scuola Indie" che la butta sul didattico e recita: "a lezione della nuova scena indie!", inserendo i nomi più lanciati tra quelli non ancora blasonati. Uno sforzo apprezzabile, seppur migliorabile nella coerenza tra contenuto e concept di fondo.



Fatta questa lunga premessa, come ogni anno ho redatto una lista di 21 pezzi di artisti che a mio parere non hanno ottenuto ancora la dovuta attenzione degli addetti ai lavori, non sono stati inclusi nelle playlist editoriale, ma che meritano visibilità ben maggiore. Gran parte di questi sono progetti emergenti che comunque hanno grossi margini di crescita per essere protagonisti già a partire dal 2019.

NB: i pezzi sono elencati in rigoroso ordine alfabetico per artista. Non si tratta di una classifica ma di una lista di brani. Tra parentesi è indicata l'eventuale etichetta discografica. Laddove il pezzo non fosse presente su Youtube è stato inserito il link Spotify.



ALFIERO - È ARRIVATO CHRISTIAN (Autoprodotto)
Questo pezzo del cantautore di Terracina mi piace molto perché unisce un giro di basso quasi dark-wave a un pezzo tipicamente folk-cantautorale, con un scrittura decisamente chiara.





AURORO BOREALO - VECCHI CHE URLANO (Autoprodotto)
Auroro Borealo nasce dalla folle esperienza de Il Culo di Mario e dietro si nasconde uno dei più grandi appassionati di musica orrenda nonché collezionista di dischi "brutti" che abbiamo in Italia. Auroro è inevitabilmente un personaggio di culto e i suoi live sono ormai leggenda.





BONETTI - CORRERE FORTE (Costello's)
Cantautore torinese apprezzato e seguito dalla critica in ambienti underground, soprattutto live, Bonetti riesce a scrivere un pezzo indie pop che si rivela un viaggio perfetto.





BUCHA - CAPODOGLIO 216 (Autoprodotto)
Al secolo Giorgio Di Mario, Bucha è un proprio caso della musica pop italiana: da giovanissimo rapper di talento che vanta importanti collaborazioni e riconoscimenti nel panorama nazionale, si avvicina agli ambienti underground con l'incontro col produttore Xavier Pompelmo. Pochi hanno testi così diretti e comunicativi in questa scena.






BYE.TIDE - YOU KNOW WHY (Autoprodotto)
Questo duo veneto propone un'elettronica perfetta e una cura dell'estetica molto interessante. Sembrano già pronti per un lancio più importante.






CENTOVENTITRÉ - RIDO (Autoprodotto)
Pugliesi, propongono il "focaccia pop" caratterizzato un mix perfetto di leggerezza e malinconia.





CLAUDIO BARZETTI - ANTONELLO DA MILANO (Autoprodotto)
Cantautorato pop perfetto, godibile e ricco di immagini quello del cantautore emiliano Claudio Barzetti.





EFFETTO DROSTE - NIDO (Mattonella Records)
Queste chitarre liquide e funkeggianti ti impediscono di stare fermo. Una bella scoperto, qualcosa di nuovo nell'affollatissima scena romana.




FELPA - ANCORA (Sussidiaria)
Felpa, ex componente degli Offlaga Disco Pax insieme a Max Collini e al compianto Enrico Fontanelli, si conferma uno dei più grandi compositori di cantautorato elettronico d'atmosfera italiano, troppo spesso ignorato dagli addetti ai lavori.





GIOVANE GIOVANE - CI SONO MOLTI ME (Dischi Puri)
Un nome improbabile, un look non azzeccatissimo, ma dei quattro singoli pubblicati da tale Paolo, toscano trapianto a Roma, tre sono tra i miei preferiti del 2018.





HER SKIN - PRICKLY PEAR (We Were Never Being Boring)
Dopo Birthh, altra giovanissima voce femminile lanciata da We Were Never Being Boring: freschissima e di livello internazionale.





JOHNNY MOX - DESTROY EVERTHING (To Lose La Track/Sonatine)
Questa ballata funerea e struggente è al limite del capolavoro. E per chi non lo conoscesse stiamo parlando di Johnny Mox, progetto sperimentale trentino di difficile collocamento, capace di impressionare anche grazie ai tour all'estero.





KEROUAC - RIFUGIO (Granita Dischi)
A fine gennaio esce questo pezzo su Rolling Stone che annuncia il giovanissimo Giovanni Zampieri come uno dei progetti da tenere d'occhio tra quelli che si affacciano nella scena indie italiana. È un peccato che questo entusiasmo sia caduto nel dimenticatoio, perché "Ortiche" è un disco bellissimo.





LUCA COI BAFFI/JOHN IDEA - MEZZOGIORNO (Autoprodotto)
Dalla provincia romana un progetto interessante e un pezzo irregolare che rasenta la trap e poi si districa verso un folk moderno. L'ho ascoltata molta volta senza riuscire a classificarla. Buon segno.





MY GIRL IS RETRO - GLI AEREI (Autoprodotto)
Giovanissimo, grande capacità cantautorale e ottimo sperimentatore i suoni. Può solo migliorare, intanto è una delle grandi rivelazioni dell'anno.





RATAFIAMM - TURISTA (Labellascheggia)
Duo foggiano trapiantato al nord, i Ratafiamm sono da tempo seguiti dalla critica e i loro pezzi sono raffinati e densi di rabbia. Uno dei pochi progetti indipendenti italiani più attento a far riflettere che a ricercare numeri e consensi.





RIVA - OSSA (Suonivisioni)
Un pezzo che suona spiazzante: incipit che sfiora la trap e ritornello rabbioso, struggente, urlato. Questo del trio napoletano è uno dei pezzi che ascoltato di più nel 2018.





SANTANDREA - IL VENTO (Romolo Dischi)
Qualcuno l'ha definito uno dei progetti più eleganti della scena romana: Andrea è portiere di notte in hotel di lusso e quando è solo nelle stanze d'albergo scrive canzoni. Le trame electro-pop sono assolutamente ben costruite. Può bastare?





TECA - GENERAZIONE/COLPA DI CHERNOBYL (Autoprodotto)
Pezzi che cantano in modo efficace e poco banale il malessere di una generazione ne conosco troppo pochi, uno di questi è del progetto romano Teca.





THE PIER - BUBBLES (Faro Records)
I pugliesi The Pier, sono un misto di influenze internazionali da cui deriva un alt rock sperimentale tra i più potenti ed esportabili del panorama italiano.





XAVIER POMPELMO - NEBULOSA (Autoprodotto)
Chi ha buona memoria ricorderà il nome di Xavier Pompelmo legato a bellissime cover vintage in stile anno '60-'70 di pezzi di Calcutta, Motta, Giorgio Poi, Pop X, Thegiornalisti. Quest'anno è uscito il primo inedito, romantico e senza tempo di un personaggio che si autoproclama, con marcata autoironia, emblema della sfiga e sempre a un passo da una goffa dipartita.






venerdì 28 dicembre 2018

2018 - Oceanoletto (Mèsa)

Anche quest'anno mi cimento nell'ormai imprescindibile rubrica di fine anno Un Anno, Una Canzone (Italia) con la quale scelgo il pezzo italiano che mi ha segnato maggiormente.

Il 2018 è stata un'annata probabilmente inferiore al precedente rispetto alla qualità media ma che ha registrato uscite molto attese come quelle di Calcutta, Gazzelle, Motta, Cosmo, La Rappresentante di Lista, The Zen Circus, La Municipàl, Coma Cose sorprese (Caso) e che visto sbocciare progetti interessanti, tra i quali cito Generic Animal, Postino, Gigante, Cimini, Fadi e Mox, solo per citarne alcuni. Per non parlare di una vera e propria galassia di esordi minori che ha avuto nel complesso un ottimo riscontro di pubblico. Il pezzo che scelgo per il 2018 è Oceanoletto di Mésa

Se c'è un elemento che ha caratterizzato il roster di Bomba Dischi negli ultimi tre anni sono personaggi maschili accomunati da una forte senso di disagio, vedi Calcutta, Panizza, De Leo, Giorgio Poi, Carlo & Franco, fino all'ultimo Clavdio.
Nel mezzo, irrompe il nome di Federica Messa, in arte Mèsa, che già si era fatta notare nella scena indipendente con l'omonimo EP e un singolo potentissimo come "Tutto".

Foto: Matteo Casilli


Allo scadere di gennaio l'etichetta romana del momento rilascia Oceanoletto, un pezzo che verrà poi caricato senza videoclip su Youtube il 6 febbraio e che incanta pubblico e addetti ai lavori. Una lunghissima intro di chitarra dolce e morbida, degna del miglior indie rock americano anni '90, avvolge lo spettatore in un'atmosfera onirica e rilassante tale da farlo sentire steso su un "oceano letto". Poi irrompe la voce eterea di Federica, con uno stop & go in cui chitarre e voce viaggiano di pari passo riuscendo a tessere una ballata di un'armonia perfetta.

Il testo, breve e visionario, parla di ricordi e malinconie:

Dicembre mi batte sempre
Con le coperte si vincono le guerre
Nuoto a dorso tra le fotografie
Ci somigliamo ancora molto
Oceano letto, te lo avevo detto d'imparare a nuotare
Oceano letto, te lo avevo detto d'imparare a nuotare
Oceano letto, te lo avevo detto d'imparare a nuotare
Oceano letto, te lo avevo detto d'imparare a nuotar
e
Il pezzo anticipa "Touché" uno degli album più interessanti del 2018, che uscirà il 2 marzo suddiviso in  tracce e che conferma la grande capacità compositiva ed esecutiva della giovane cantautrice romana.

sabato 24 novembre 2018

[Intervista] Merio: pezzi di vita, senza girarci troppo intorno

Merio è l'altra faccia degli influenti Fratelli Quintale, a settembre è uscito il disco d'esordio "Pezzi di Merio" per Costello's, 10 pezzi di rap autentico, 10 pezzi di vita, senza girarci troppo intorno. Un album che nasce "dall’essere cresciuto dietro al bancone e dall’affogarci davanti, da banche e da barche, da incontri con conigli bianchi e da influenze di Plutone, da party e da buchi neri, da pezzi di pane e da pezzi di Merio, il tutto ricomposto dalla direzione artistica di A. Manenti e dalla testardaggine di Mario".
Noi di Sei tutto l'indie di cui ho bisogno lo abbiamo intervistato prima del bellissimo live del 16 novembre scorso insieme a Postino e Generic Animal al Monk.



Chi è Merio? Cosa ascoltava da ragazzino e cosa ascolta ora?

Ma chi è Merio? A volte non lo so nemmeno io.

Come descriveresti il tuo ultimo album “Pezzi di Merio”, per chi non lo ha ancora ascoltato?

Sono pezzi di vita vera senza girarci attorno e senza prendersi per il culo. È un tête à tête con lo specchio.

Parlaci un po’ della genesi del tuo album: quali sono le persone fondamentali che vi hanno partecipato? C’è un aneddoto che vuoi raccontare?

Le figure fondamentali che hanno contribuito alla realizzazione del progetto sono Markino e A. Manenti, amici da una vita nonché inseparabili compagni di merende. L'aneddoto non si può raccontare 🐇

Qualche giorno fa, a poche settimane di distanza dall’album,  hai fatto uscire il singolo “Mario Martello”. Come mai questa scelta?

Il disco è un antipasto, abbiamo un sacco di materiale già pronto e siamo sempre in studio a cucinare.

Che sensazioni ti trasmette suonare a Roma?

È la prima volta che suoniamo a Roma, è una vita che volevo farlo, quando ci sono stato in vacanza mi sono sempre divertito un sacco. I romani sono dei pazzi.

Pur venendo del rap il 16 novembre ti troverai catapultato in un contesto “indie”. Cosa significa per te musica “Indie”? Ti ci ritrovi in qualche modo?

Ah ma non c'è solo la trap?

giovedì 23 agosto 2018

Le 10 donne più belle dell'indie italiano secondo Sei tutto l'indie di cui ho bisogno

Qualche giorno fa ci siamo divertiti, sempre con una punta di ironia, a chiedere alla community di Sei tutto l'indie di cui ho bisogno, sia Facebook che Instagram, quale fosse la donna più bella dell'indie italiano. Anche stavolta gli utenti sono stati molto attivi, con 340 commenti.

Il tema delle donne nella musica in questi giorni è particolarmente delicato, poiché imperversa la polemica attorno all'allarme lanciato da CRLN sul sessismo nei concerti a seguito di insulti pesanti ricevuti durante l'apertura a Gemitaiz nel corso dell'Indiegeno Festival. L'artista marchigiana ha risposto prontamente al pubblico "Non siamo nel Medioevo" e ne è nata una vera e propria campagna social che ha registrato una fortissima partecipazione, tanta solidarietà e qualche polemica

Si ricorda che questo sondaggio era stato fatto già per gli uomini (l'ultimo nel 2018), nonché per le donne nel 2015. Rispetto a tre anni fa il podio resta invariato, con qualche cambiamento di posizione e ci sono molte nuove new entry.




#10. M¥SS KETA

Personaggio inclassificabile dell'indie italiano, targato La Tempesta Dischi. È una rapper mascherata che parla di droga e altri vizi. Trash e patinata allo stesso tempo, è riuscita a sedurre il suo pubblico grazie all'alone di mistero e al fascino perverso ma ironico.




#9. ASIA GHERGO

Altro fenomeno nato sul web, la cameretta dell'appena maggiorenne Asia Ghergo è ormai la più famosa del mondo indie. Le sue cover che spaziano dall'indie alla trap hanno conquistato migliaia di cuori grazie alla caldissima voce e un sorriso spiazzante. In attesa che Asia diventi grande e si stacchi definitivamente dal mondo delle cover su Youtube per diventare un'artista a 360 gradi.




#8. FEDERICA MESSA (MESA)

Dopo alcuni anni in cui si era fatta notare per la bellissima voce e ottime capacità compositive, è diventata la prima scommessa femminile di casa Bomba Dischi. La cosa che più ci piace è che si tratti di un progetto di vero indie rock cantautorale.



Federica Messa




#7. FRANCESCA MESIANO (CALIFORNIA, COMA COSE)

Giovanissima, di origine di Pordenone, estetica un po' rap, capello corto patinato, California dei Coma Cose impersona la vocalist del futuro.

California



#6. MARGHERITA VICARIO

La romana Margherita è una bellezza che viene direttamente dal piccolo schermo, grazie alla partecipazione alla fiction "I Cesaroni". Musicalmente è più legata al cantautorato folk e sa farsi notare per la sua simpatia.

Risultati immagini per margherita vicario



#5. GIORGIA D'ERACLEA (GIORGIENESS)

Milanese, spirito energico, sensualità e voce da brividi. Giorgia si può considerare una delle grandi voci di tutto l'universo musicale italiano.

Giorgia D'Eraclea



#4. PESARO

Bellezza marchigiana, Pesaro non era considerate nella scena indie italiana fino a quando il noto talent scout Calcutta non aveva fatto notare che è una donna intelligente. Da allora è entrata anche nell'olimpo delle più belle.

Risultati immagini per pesaro



#3. LETIZIA CESARINI (MARIA ANTONIETTA)

Restando nella Marche, si conferma tra le donne più amate grazie alla grande carica rock, alla voce un po' nevrotica, sempre più riferimento per l'indie italiano al femminile.

Letizia Cesarini
Copyright: Caterina Lani



#2. CLAUDIA LAGONA (LEVANTE)

La cantautrice siciliana rispetto al sondaggio del 2015, quando arrivò terza, è diventata ormai un'icona dello spettacolo italiano, spaziando dalla tv alla moda. Una delle poche vere dive dell'ultima generazione della musica italiana.

Claudia Lagona



#1. RACHELE BASTREGHI (BAUSTELLE)

Rachele stravince il sondaggio, anche quest'anno, resistendo agli anni e ai cambiamenti. Una bellezza amata e rispettata, resta l'indiscussa regina dell'indie secondo la community dei Sei tutto l'indie di cui ho bisogno.

Baustelle




Altre donne citate nel sondaggio, in ordine sparso: Joan Thiele, Veronica Lucchesi (La Rappresentante di Lista), Adele Nigro (Any Other), Beatrice Antolini, Erica Mou, Alessandra Contini (Il Genio), Roberta Sammarelli (Verdena), Marat, Ilaria Formisano (Gomma), Ilaria D'Angelis (A Toys Orchestra), Isabella Tundo (La Municipal), Angelica Schiatti (Santa Margaret), LNDFK, CRLN, Edwige, Giada Sagnelli (Le Cose Importanti), Chiara Di Trapani (I Giocattoli), Anna Viganò (Verano).


venerdì 20 luglio 2018

I 10 uomini più fighi dell'indie (o ITPOP) italiano secondo Sei tutto l'indie di cui ho bisogno.


Sono passati ormai più di tre anni da quando abbiamo pubblicato i risultati del sondaggio libero rivolto alla community di Sei tutto l'indie di cui ho bisogno sull'artista più figo dell'indie italiano. Da allora sono cambiate tante cose: la community è cresciuta ulteriormente così come l'indie, che è sfociato in una diramazione di portata nazionale che la rete ha battezzato sotto il nome di "ITPOP".
Quest'anno abbiamo proposto il sondaggio contemporaneamente su Facebook  e Instagram, dove siamo sbarcati da ormai un paio d'anni. La risposta è stata massiva, con ben 628 commenti totali di uno scatenato pubblico femminile e non. Da sottolineare come il trionfatore del 2015, il chitarrista dei Ministri Fede Dragogna, nel 2018 non registra alcuna citazione.
Di seguito la classifica dal 10mo al 1mo posto che tiene conto dei commenti e dei likes ai commenti stessi.




#10. VASCO BRONDI [Le Luci della Centrale Elettrica]

Il buon Vascone è un baluardo dell'indie dei primi anni zero ed entra in classifica evidentemente trascinato dalla svolta nel look segnato da una barba selvaggia e carismatica.

Le luci della centrale elettrica
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#9. ELIO BIFFI [Pinguini Tattici Nucleari]

Outsider di lusso, il tastierista della brillante band bergamasca Pinguini Tattici Nucleari rappresenta la rivincita del modello "curvy" grazie alle innumerevoli foto seminudo che hanno fatto il giro del web, stuzzicando l'immaginazione di migliaia di fan. Senza trascurare quel baffetto sbarazzino che gli vale il titolo di "Umberto Smaila dell'indie italiano".

Pinguini Tattici Nucleari



#8. GALEFFI

Pretty Solero, nel suo tentato dissing su Facebook con l'ultimo menestrello ITPOP della scena romana, lo accosta a "Papà Castoro" per il look a dir poco particolare. Evidentemente le donne apprezzano.

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#7. ANDREA APPINO [The Zen Circus]

Stimato frontman di una rock band storica come gli Zen Circus, ormai quarantenne, Appino non perde il suo fascino selvaggio e sempre più intellettuale.


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#6. FRAH QUINTALE 

Tra i protagonisti indiscussi dell'ultima ondata ITPOP, dopo essere stato giovanissimo protagonista del rap indipendente con i Fratelli Quintale. In poche sanno resistere al suo discreto fascino "urban".

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#5. GAZZELLE 

Maciste Dischi pare che in fatto di bellezza non sbagli un colpo e Gazzellone colpisce folle di ragazzine urlanti grazie a quell'alone di disagio e imperscrutabilità.


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#4. DARIO BRUNORI [Brunori Sas]

Darione è la simpatia, Darione è la saggezza, Darione è il fascino rassicurante. Sempre più sulla cresta dell'onda, anche per il pubblico femminile. Conferma il suo quarto posto esattamente come tre anni fa. 



#3. TOMMASO PARADISO [Thegiornalisti]



Il trio romano è ormai immerso nello show business e il suo istrionico frontman vince il premio "vanità" dell'universo ITPOP grazie alle innumerevoli storie e foto su Instagram che lo hanno reso una vera e propria star del social network. Tra "tette sudate" e "mani sul culo", messaggi vocali lunghissimi e spassionati, Tommy conquista ben quattro posizioni in classifica, salendo sulla parte più bassa del podio.

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#2. WILLIE PEYOTE


Brutto o bello che sia, un rapper che si rispetti non ha mai problemi con le donne. Se poi hai quel fascino occhialuto, raffinato e intellettuale di Willie, allora puoi piacere tanto anche al pubblico indie!



#1. AIMONE ROMIZI [Fast Animal And Slow Kid]

A furia di vederlo nelle storie Instagram della compagna Camihawke, tutte si sono ormai accorte del fascino carismatico di Aimone, che diventa magnetico sul palco, quando quella lunga e folta chioma è in grado di disegnare le traiettorie più irresistibili del rock indipendente italiano. Leader indiscusso.

Fast Animal And Slow Kid
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Altri personaggi citati nel sondaggio, in ordine sparso: Francesco Bianconi (Baustelle), Giorgio Canali, Manuel Agnelli, Leo Pari, Maurizio Carucci, Fausto Zanardelli (Coma Cose), Niccolò Contessa (I Cani), Francesco Motta, Checco (Lo Stato Sociale), Carota (Lo Stato Sociale), Lodo Guenzi (Lo Stato Sociale), Emanuele Via (Eugenio in Via di Gioia), Dente, Mannarino, Cristiano Godano (Marlene Kuntz), Lorenzo Kruger (Nobraino), Jacopo Incani (Iosonouncane), Dutch Nazari, Daniele Celona, Ceri, Giovanni Fusco (Gomma), Fadi, Alberto Ferrari (Verdena), Liede, Matteo Mobrici (Canova), Luca Romagnoli (Management del dolore post operatorio), Davide Panizza (Pop X), Luca Babic (Pop X), Franco126, Agostino Tilotta (Uzeda), Cimini, Emidio Clementi (Massimo Volume), Francesco De Leo, Ufo (The Zen Circus), Calcutta, Eugenio Cesaro (Eugenio in Via di Gioia), Albi (Lo Stato Sociale), Divi (Ministri), Colombre, Roberto Colella (La Maschera), Riccardo Zanotti (Pinguini Tattici Nucleari), Colapesce, Karim Qqru (The Zen Circus), Cosmo, Giorgio Poi, Morgan, Pierpaolo Capovilla (Il Teatrro degli Orrori).