sabato 29 dicembre 2018

21 pezzi del 2018 di cui (quasi) nessuno parla

Il 2018 è stato un anno strano per la musica "indie" italiana: non ci sono state uscite in grado di sconvolgere i dettami della musica indipendente, in alcuni casi vi è stata la forte invasività della trap e la consapevolezza che "indie" rievoca improvvisamente qualcosa di figo. L'indie, che fino a circa tre anni fa era considerato un genere di nicchia in netta contrapposizione alla musica commerciale, riceve le attenzioni di major, distributori, promoter provenienti persino dal clubbing, mercanti di doping musicale, etichette improvvisate, media mainstream, brand commerciali: un piccola macchina da business che viaggia velocissima secondo una mentalità "usa e getta" che è più vicina al consumismo che all'arte.

Ad etichettare questo nuovo fenomeno ci ha pensato la community Diesagiowave, coniando il termine "ItPop", illuminante e necessario. Il termine ha finito però per far gola ad organizzatori di serate che spesso poco avevano a che fare con la musica live e ha spinto tante realtà più o meno emergenti a salire sul carro dei vincitori, autoproclamandosi "ItPop". La community ha dovuto porre rimedio, annunciando la morte di una categoria vituperata dalla speculazione commerciale: si ritorna all'indie, seguito dal numero 2: l'idea è quella musica che cresce secondo un percorso sano fatto di sudore e gavetta. Forse però il problema è che oggi le piattaforme offrono troppe possibilità di "doping" non sempre controllabile e individuabile, tanto che, ispirandosi a ciò che diceva un noto politico nostrano: "i numeri logorano chi non ce li ha". Ne deriva che una parte della musica finisce per somigliare sempre più al mondo del ciclismo.

La stessa Spotify Italia ha riposto particolare attenzione sul'indie, aggiungendo alla tanto ambita "Indie Italia" la nuova playlist "Scuola Indie" che la butta sul didattico e recita: "a lezione della nuova scena indie!", inserendo i nomi più lanciati tra quelli non ancora blasonati. Uno sforzo apprezzabile, seppur migliorabile nella coerenza tra contenuto e concept di fondo.



Fatta questa lunga premessa, come ogni anno ho redatto una lista di 21 pezzi di artisti che a mio parere non hanno ottenuto ancora la dovuta attenzione degli addetti ai lavori, non sono stati inclusi nelle playlist editoriale, ma che meritano visibilità ben maggiore. Gran parte di questi sono progetti emergenti che comunque hanno grossi margini di crescita per essere protagonisti già a partire dal 2019.

NB: i pezzi sono elencati in rigoroso ordine alfabetico per artista. Non si tratta di una classifica ma di una lista di brani. Tra parentesi è indicata l'eventuale etichetta discografica. Laddove il pezzo non fosse presente su Youtube è stato inserito il link Spotify.



ALFIERO - È ARRIVATO CHRISTIAN (Autoprodotto)
Questo pezzo del cantautore di Terracina mi piace molto perché unisce un giro di basso quasi dark-wave a un pezzo tipicamente folk-cantautorale, con un scrittura decisamente chiara.





AURORO BOREALO - VECCHI CHE URLANO (Autoprodotto)
Auroro Borealo nasce dalla folle esperienza de Il Culo di Mario e dietro si nasconde uno dei più grandi appassionati di musica orrenda nonché collezionista di dischi "brutti" che abbiamo in Italia. Auroro è inevitabilmente un personaggio di culto e i suoi live sono ormai leggenda.





BONETTI - CORRERE FORTE (Costello's)
Cantautore torinese apprezzato e seguito dalla critica in ambienti underground, soprattutto live, Bonetti riesce a scrivere un pezzo indie pop che si rivela un viaggio perfetto.





BUCHA - CAPODOGLIO 216 (Autoprodotto)
Al secolo Giorgio Di Mario, Bucha è un proprio caso della musica pop italiana: da giovanissimo rapper di talento che vanta importanti collaborazioni e riconoscimenti nel panorama nazionale, si avvicina agli ambienti underground con l'incontro col produttore Xavier Pompelmo. Pochi hanno testi così diretti e comunicativi in questa scena.






BYE.TIDE - YOU KNOW WHY (Autoprodotto)
Questo duo veneto propone un'elettronica perfetta e una cura dell'estetica molto interessante. Sembrano già pronti per un lancio più importante.






CENTOVENTITRÉ - RIDO (Autoprodotto)
Pugliesi, propongono il "focaccia pop" caratterizzato un mix perfetto di leggerezza e malinconia.





CLAUDIO BARZETTI - ANTONELLO DA MILANO (Autoprodotto)
Cantautorato pop perfetto, godibile e ricco di immagini quello del cantautore emiliano Claudio Barzetti.





EFFETTO DROSTE - NIDO (Mattonella Records)
Queste chitarre liquide e funkeggianti ti impediscono di stare fermo. Una bella scoperto, qualcosa di nuovo nell'affollatissima scena romana.




FELPA - ANCORA (Sussidiaria)
Felpa, ex componente degli Offlaga Disco Pax insieme a Max Collini e al compianto Enrico Fontanelli, si conferma uno dei più grandi compositori di cantautorato elettronico d'atmosfera italiano, troppo spesso ignorato dagli addetti ai lavori.





GIOVANE GIOVANE - CI SONO MOLTI ME (Dischi Puri)
Un nome improbabile, un look non azzeccatissimo, ma dei quattro singoli pubblicati da tale Paolo, toscano trapianto a Roma, tre sono tra i miei preferiti del 2018.





HER SKIN - PRICKLY PEAR (We Were Never Being Boring)
Dopo Birthh, altra giovanissima voce femminile lanciata da We Were Never Being Boring: freschissima e di livello internazionale.





JOHNNY MOX - DESTROY EVERTHING (To Lose La Track/Sonatine)
Questa ballata funerea e struggente è al limite del capolavoro. E per chi non lo conoscesse stiamo parlando di Johnny Mox, progetto sperimentale trentino di difficile collocamento, capace di impressionare anche grazie ai tour all'estero.





KEROUAC - RIFUGIO (Granita Dischi)
A fine gennaio esce questo pezzo su Rolling Stone che annuncia il giovanissimo Giovanni Zampieri come uno dei progetti da tenere d'occhio tra quelli che si affacciano nella scena indie italiana. È un peccato che questo entusiasmo sia caduto nel dimenticatoio, perché "Ortiche" è un disco bellissimo.





LUCA COI BAFFI/JOHN IDEA - MEZZOGIORNO (Autoprodotto)
Dalla provincia romana un progetto interessante e un pezzo irregolare che rasenta la trap e poi si districa verso un folk moderno. L'ho ascoltata molta volta senza riuscire a classificarla. Buon segno.





MY GIRL IS RETRO - GLI AEREI (Autoprodotto)
Giovanissimo, grande capacità cantautorale e ottimo sperimentatore i suoni. Può solo migliorare, intanto è una delle grandi rivelazioni dell'anno.





RATAFIAMM - TURISTA (Labellascheggia)
Duo foggiano trapiantato al nord, i Ratafiamm sono da tempo seguiti dalla critica e i loro pezzi sono raffinati e densi di rabbia. Uno dei pochi progetti indipendenti italiani più attento a far riflettere che a ricercare numeri e consensi.





RIVA - OSSA (Suonivisioni)
Un pezzo che suona spiazzante: incipit che sfiora la trap e ritornello rabbioso, struggente, urlato. Questo del trio napoletano è uno dei pezzi che ascoltato di più nel 2018.





SANTANDREA - IL VENTO (Romolo Dischi)
Qualcuno l'ha definito uno dei progetti più eleganti della scena romana: Andrea è portiere di notte in hotel di lusso e quando è solo nelle stanze d'albergo scrive canzoni. Le trame electro-pop sono assolutamente ben costruite. Può bastare?





TECA - GENERAZIONE/COLPA DI CHERNOBYL (Autoprodotto)
Pezzi che cantano in modo efficace e poco banale il malessere di una generazione ne conosco troppo pochi, uno di questi è del progetto romano Teca.





THE PIER - BUBBLES (Faro Records)
I pugliesi The Pier, sono un misto di influenze internazionali da cui deriva un alt rock sperimentale tra i più potenti ed esportabili del panorama italiano.





XAVIER POMPELMO - NEBULOSA (Autoprodotto)
Chi ha buona memoria ricorderà il nome di Xavier Pompelmo legato a bellissime cover vintage in stile anno '60-'70 di pezzi di Calcutta, Motta, Giorgio Poi, Pop X, Thegiornalisti. Quest'anno è uscito il primo inedito, romantico e senza tempo di un personaggio che si autoproclama, con marcata autoironia, emblema della sfiga e sempre a un passo da una goffa dipartita.






venerdì 28 dicembre 2018

2018 - Oceanoletto (Mèsa)

Anche quest'anno mi cimento nell'ormai imprescindibile rubrica di fine anno Un Anno, Una Canzone (Italia) con la quale scelgo il pezzo italiano che mi ha segnato maggiormente.

Il 2018 è stata un'annata probabilmente inferiore al precedente rispetto alla qualità media ma che ha registrato uscite molto attese come quelle di Calcutta, Gazzelle, Motta, Cosmo, La Rappresentante di Lista, The Zen Circus, La Municipàl, Coma Cose sorprese (Caso) e che visto sbocciare progetti interessanti, tra i quali cito Generic Animal, Postino, Gigante, Cimini, Fadi e Mox, solo per citarne alcuni. Per non parlare di una vera e propria galassia di esordi minori che ha avuto nel complesso un ottimo riscontro di pubblico. Il pezzo che scelgo per il 2018 è Oceanoletto di Mésa

Se c'è un elemento che ha caratterizzato il roster di Bomba Dischi negli ultimi tre anni sono personaggi maschili accomunati da una forte senso di disagio, vedi Calcutta, Panizza, De Leo, Giorgio Poi, Carlo & Franco, fino all'ultimo Clavdio.
Nel mezzo, irrompe il nome di Federica Messa, in arte Mèsa, che già si era fatta notare nella scena indipendente con l'omonimo EP e un singolo potentissimo come "Tutto".

Foto: Matteo Casilli


Allo scadere di gennaio l'etichetta romana del momento rilascia Oceanoletto, un pezzo che verrà poi caricato senza videoclip su Youtube il 6 febbraio e che incanta pubblico e addetti ai lavori. Una lunghissima intro di chitarra dolce e morbida, degna del miglior indie rock americano anni '90, avvolge lo spettatore in un'atmosfera onirica e rilassante tale da farlo sentire steso su un "oceano letto". Poi irrompe la voce eterea di Federica, con uno stop & go in cui chitarre e voce viaggiano di pari passo riuscendo a tessere una ballata di un'armonia perfetta.

Il testo, breve e visionario, parla di ricordi e malinconie:

Dicembre mi batte sempre
Con le coperte si vincono le guerre
Nuoto a dorso tra le fotografie
Ci somigliamo ancora molto
Oceano letto, te lo avevo detto d'imparare a nuotare
Oceano letto, te lo avevo detto d'imparare a nuotare
Oceano letto, te lo avevo detto d'imparare a nuotare
Oceano letto, te lo avevo detto d'imparare a nuotar
e
Il pezzo anticipa "Touché" uno degli album più interessanti del 2018, che uscirà il 2 marzo suddiviso in  tracce e che conferma la grande capacità compositiva ed esecutiva della giovane cantautrice romana.

sabato 24 novembre 2018

[Intervista] Merio: pezzi di vita, senza girarci troppo intorno

Merio è l'altra faccia degli influenti Fratelli Quintale, a settembre è uscito il disco d'esordio "Pezzi di Merio" per Costello's, 10 pezzi di rap autentico, 10 pezzi di vita, senza girarci troppo intorno. Un album che nasce "dall’essere cresciuto dietro al bancone e dall’affogarci davanti, da banche e da barche, da incontri con conigli bianchi e da influenze di Plutone, da party e da buchi neri, da pezzi di pane e da pezzi di Merio, il tutto ricomposto dalla direzione artistica di A. Manenti e dalla testardaggine di Mario".
Noi di Sei tutto l'indie di cui ho bisogno lo abbiamo intervistato prima del bellissimo live del 16 novembre scorso insieme a Postino e Generic Animal al Monk.



Chi è Merio? Cosa ascoltava da ragazzino e cosa ascolta ora?

Ma chi è Merio? A volte non lo so nemmeno io.

Come descriveresti il tuo ultimo album “Pezzi di Merio”, per chi non lo ha ancora ascoltato?

Sono pezzi di vita vera senza girarci attorno e senza prendersi per il culo. È un tête à tête con lo specchio.

Parlaci un po’ della genesi del tuo album: quali sono le persone fondamentali che vi hanno partecipato? C’è un aneddoto che vuoi raccontare?

Le figure fondamentali che hanno contribuito alla realizzazione del progetto sono Markino e A. Manenti, amici da una vita nonché inseparabili compagni di merende. L'aneddoto non si può raccontare 🐇

Qualche giorno fa, a poche settimane di distanza dall’album,  hai fatto uscire il singolo “Mario Martello”. Come mai questa scelta?

Il disco è un antipasto, abbiamo un sacco di materiale già pronto e siamo sempre in studio a cucinare.

Che sensazioni ti trasmette suonare a Roma?

È la prima volta che suoniamo a Roma, è una vita che volevo farlo, quando ci sono stato in vacanza mi sono sempre divertito un sacco. I romani sono dei pazzi.

Pur venendo del rap il 16 novembre ti troverai catapultato in un contesto “indie”. Cosa significa per te musica “Indie”? Ti ci ritrovi in qualche modo?

Ah ma non c'è solo la trap?

giovedì 23 agosto 2018

Le 10 donne più belle dell'indie italiano secondo Sei tutto l'indie di cui ho bisogno

Qualche giorno fa ci siamo divertiti, sempre con una punta di ironia, a chiedere alla community di Sei tutto l'indie di cui ho bisogno, sia Facebook che Instagram, quale fosse la donna più bella dell'indie italiano. Anche stavolta gli utenti sono stati molto attivi, con 340 commenti.

Il tema delle donne nella musica in questi giorni è particolarmente delicato, poiché imperversa la polemica attorno all'allarme lanciato da CRLN sul sessismo nei concerti a seguito di insulti pesanti ricevuti durante l'apertura a Gemitaiz nel corso dell'Indiegeno Festival. L'artista marchigiana ha risposto prontamente al pubblico "Non siamo nel Medioevo" e ne è nata una vera e propria campagna social che ha registrato una fortissima partecipazione, tanta solidarietà e qualche polemica

Si ricorda che questo sondaggio era stato fatto già per gli uomini (l'ultimo nel 2018), nonché per le donne nel 2015. Rispetto a tre anni fa il podio resta invariato, con qualche cambiamento di posizione e ci sono molte nuove new entry.




#10. M¥SS KETA

Personaggio inclassificabile dell'indie italiano, targato La Tempesta Dischi. È una rapper mascherata che parla di droga e altri vizi. Trash e patinata allo stesso tempo, è riuscita a sedurre il suo pubblico grazie all'alone di mistero e al fascino perverso ma ironico.




#9. ASIA GHERGO

Altro fenomeno nato sul web, la cameretta dell'appena maggiorenne Asia Ghergo è ormai la più famosa del mondo indie. Le sue cover che spaziano dall'indie alla trap hanno conquistato migliaia di cuori grazie alla caldissima voce e un sorriso spiazzante. In attesa che Asia diventi grande e si stacchi definitivamente dal mondo delle cover su Youtube per diventare un'artista a 360 gradi.




#8. FEDERICA MESSA (MESA)

Dopo alcuni anni in cui si era fatta notare per la bellissima voce e ottime capacità compositive, è diventata la prima scommessa femminile di casa Bomba Dischi. La cosa che più ci piace è che si tratti di un progetto di vero indie rock cantautorale.



Federica Messa




#7. FRANCESCA MESIANO (CALIFORNIA, COMA COSE)

Giovanissima, di origine di Pordenone, estetica un po' rap, capello corto patinato, California dei Coma Cose impersona la vocalist del futuro.

California



#6. MARGHERITA VICARIO

La romana Margherita è una bellezza che viene direttamente dal piccolo schermo, grazie alla partecipazione alla fiction "I Cesaroni". Musicalmente è più legata al cantautorato folk e sa farsi notare per la sua simpatia.

Risultati immagini per margherita vicario



#5. GIORGIA D'ERACLEA (GIORGIENESS)

Milanese, spirito energico, sensualità e voce da brividi. Giorgia si può considerare una delle grandi voci di tutto l'universo musicale italiano.

Giorgia D'Eraclea



#4. PESARO

Bellezza marchigiana, Pesaro non era considerate nella scena indie italiana fino a quando il noto talent scout Calcutta non aveva fatto notare che è una donna intelligente. Da allora è entrata anche nell'olimpo delle più belle.

Risultati immagini per pesaro



#3. LETIZIA CESARINI (MARIA ANTONIETTA)

Restando nella Marche, si conferma tra le donne più amate grazie alla grande carica rock, alla voce un po' nevrotica, sempre più riferimento per l'indie italiano al femminile.

Letizia Cesarini
Copyright: Caterina Lani



#2. CLAUDIA LAGONA (LEVANTE)

La cantautrice siciliana rispetto al sondaggio del 2015, quando arrivò terza, è diventata ormai un'icona dello spettacolo italiano, spaziando dalla tv alla moda. Una delle poche vere dive dell'ultima generazione della musica italiana.

Claudia Lagona



#1. RACHELE BASTREGHI (BAUSTELLE)

Rachele stravince il sondaggio, anche quest'anno, resistendo agli anni e ai cambiamenti. Una bellezza amata e rispettata, resta l'indiscussa regina dell'indie secondo la community dei Sei tutto l'indie di cui ho bisogno.

Baustelle




Altre donne citate nel sondaggio, in ordine sparso: Joan Thiele, Veronica Lucchesi (La Rappresentante di Lista), Adele Nigro (Any Other), Beatrice Antolini, Erica Mou, Alessandra Contini (Il Genio), Roberta Sammarelli (Verdena), Marat, Ilaria Formisano (Gomma), Ilaria D'Angelis (A Toys Orchestra), Isabella Tundo (La Municipal), Angelica Schiatti (Santa Margaret), LNDFK, CRLN, Edwige, Giada Sagnelli (Le Cose Importanti), Chiara Di Trapani (I Giocattoli), Anna Viganò (Verano).


venerdì 20 luglio 2018

I 10 uomini più fighi dell'indie (o ITPOP) italiano secondo Sei tutto l'indie di cui ho bisogno.


Sono passati ormai più di tre anni da quando abbiamo pubblicato i risultati del sondaggio libero rivolto alla community di Sei tutto l'indie di cui ho bisogno sull'artista più figo dell'indie italiano. Da allora sono cambiate tante cose: la community è cresciuta ulteriormente così come l'indie, che è sfociato in una diramazione di portata nazionale che la rete ha battezzato sotto il nome di "ITPOP".
Quest'anno abbiamo proposto il sondaggio contemporaneamente su Facebook  e Instagram, dove siamo sbarcati da ormai un paio d'anni. La risposta è stata massiva, con ben 628 commenti totali di uno scatenato pubblico femminile e non. Da sottolineare come il trionfatore del 2015, il chitarrista dei Ministri Fede Dragogna, nel 2018 non registra alcuna citazione.
Di seguito la classifica dal 10mo al 1mo posto che tiene conto dei commenti e dei likes ai commenti stessi.




#10. VASCO BRONDI [Le Luci della Centrale Elettrica]

Il buon Vascone è un baluardo dell'indie dei primi anni zero ed entra in classifica evidentemente trascinato dalla svolta nel look segnato da una barba selvaggia e carismatica.

Le luci della centrale elettrica
Copyright: possofartiunafoto



#9. ELIO BIFFI [Pinguini Tattici Nucleari]

Outsider di lusso, il tastierista della brillante band bergamasca Pinguini Tattici Nucleari rappresenta la rivincita del modello "curvy" grazie alle innumerevoli foto seminudo che hanno fatto il giro del web, stuzzicando l'immaginazione di migliaia di fan. Senza trascurare quel baffetto sbarazzino che gli vale il titolo di "Umberto Smaila dell'indie italiano".

Pinguini Tattici Nucleari



#8. GALEFFI

Pretty Solero, nel suo tentato dissing su Facebook con l'ultimo menestrello ITPOP della scena romana, lo accosta a "Papà Castoro" per il look a dir poco particolare. Evidentemente le donne apprezzano.

Risultati immagini per galeffi
Copyright: Daniele L. Bianchi


#7. ANDREA APPINO [The Zen Circus]

Stimato frontman di una rock band storica come gli Zen Circus, ormai quarantenne, Appino non perde il suo fascino selvaggio e sempre più intellettuale.


Risultati immagini per appino




#6. FRAH QUINTALE 

Tra i protagonisti indiscussi dell'ultima ondata ITPOP, dopo essere stato giovanissimo protagonista del rap indipendente con i Fratelli Quintale. In poche sanno resistere al suo discreto fascino "urban".

Risultati immagini per FRAH QUINTALE


#5. GAZZELLE 

Maciste Dischi pare che in fatto di bellezza non sbagli un colpo e Gazzellone colpisce folle di ragazzine urlanti grazie a quell'alone di disagio e imperscrutabilità.


Copyright: Daniele L. Bianchi

#4. DARIO BRUNORI [Brunori Sas]

Darione è la simpatia, Darione è la saggezza, Darione è il fascino rassicurante. Sempre più sulla cresta dell'onda, anche per il pubblico femminile. Conferma il suo quarto posto esattamente come tre anni fa. 



#3. TOMMASO PARADISO [Thegiornalisti]



Il trio romano è ormai immerso nello show business e il suo istrionico frontman vince il premio "vanità" dell'universo ITPOP grazie alle innumerevoli storie e foto su Instagram che lo hanno reso una vera e propria star del social network. Tra "tette sudate" e "mani sul culo", messaggi vocali lunghissimi e spassionati, Tommy conquista ben quattro posizioni in classifica, salendo sulla parte più bassa del podio.

Thegiornalisti
Foto: Glamour


#2. WILLIE PEYOTE


Brutto o bello che sia, un rapper che si rispetti non ha mai problemi con le donne. Se poi hai quel fascino occhialuto, raffinato e intellettuale di Willie, allora puoi piacere tanto anche al pubblico indie!



#1. AIMONE ROMIZI [Fast Animal And Slow Kid]

A furia di vederlo nelle storie Instagram della compagna Camihawke, tutte si sono ormai accorte del fascino carismatico di Aimone, che diventa magnetico sul palco, quando quella lunga e folta chioma è in grado di disegnare le traiettorie più irresistibili del rock indipendente italiano. Leader indiscusso.

Fast Animal And Slow Kid
Copyright: Denise Brazzale



Altri personaggi citati nel sondaggio, in ordine sparso: Francesco Bianconi (Baustelle), Giorgio Canali, Manuel Agnelli, Leo Pari, Maurizio Carucci, Fausto Zanardelli (Coma Cose), Niccolò Contessa (I Cani), Francesco Motta, Checco (Lo Stato Sociale), Carota (Lo Stato Sociale), Lodo Guenzi (Lo Stato Sociale), Emanuele Via (Eugenio in Via di Gioia), Dente, Mannarino, Cristiano Godano (Marlene Kuntz), Lorenzo Kruger (Nobraino), Jacopo Incani (Iosonouncane), Dutch Nazari, Daniele Celona, Ceri, Giovanni Fusco (Gomma), Fadi, Alberto Ferrari (Verdena), Liede, Matteo Mobrici (Canova), Luca Romagnoli (Management del dolore post operatorio), Davide Panizza (Pop X), Luca Babic (Pop X), Franco126, Agostino Tilotta (Uzeda), Cimini, Emidio Clementi (Massimo Volume), Francesco De Leo, Ufo (The Zen Circus), Calcutta, Eugenio Cesaro (Eugenio in Via di Gioia), Albi (Lo Stato Sociale), Divi (Ministri), Colombre, Roberto Colella (La Maschera), Riccardo Zanotti (Pinguini Tattici Nucleari), Colapesce, Karim Qqru (The Zen Circus), Cosmo, Giorgio Poi, Morgan, Pierpaolo Capovilla (Il Teatrro degli Orrori).

lunedì 22 gennaio 2018

Sei tutto l'indie Fest Preview: intervista a Federico Fabi e Bombay



Il 2 febbraio al Monk a Roma andrà in scena la Sei tutto l'indie Fest Preview, un'anteprima di quella che sarà la seconda edizione del Sei tutto l'indie Fest che si terrà nel celebre live club della Capitale la prossima primavera. L'appuntamento si svolgerà nell'ambito di una super serata che vedrà protagonisti i Pinguini Tattici Nucleari, Mudimbi e John Canoe. Seguirà il dj set di Leopardi, dalla community Indiesagio.

Protagonisti della Sei tutto l'indie Fest Preview saranno due "mine vaganti" del cantautorato underground romano: Federico Fabi e Bombay. I due artisti presenteranno le rispettive autoproduzioni in uno show case acustico nel salotto del noto live club romano.

"Io e me x sempre" è l'album d'esordio di Federico Fabi, classe '94, cantautore decadente e visionario a metà tra Daniel Johnston e Bonn Iver. Otto tracce all'insegna dell'amore sofferto e accartocciate dentro istantanee sbiadite.


"Ritratto di Bombay" è il terzo album di Gabriele Di Majo,  classe '78, in arte Bombay: un cantautorato sghembo, solare, ironico e amaro nello stesso tempo capace di raccontare emozioni e attimi di vita quotidiana.


Vite, quartieri e generazioni diverse ma stessa indole ribelle e stile rigorosamente lo-fi. Abbiamo pensato di intervistali, ponendo a entrambi le stesse domande.

1. Come ti sei approcciato alla musica? Spiegaci come è iniziato tutto.

FEDERICO FABI: È iniziato tutto quando sono stato bloccato su tutti i social dalla mia ex visto che dal vivo è difficile incontrarla e la gelosia del suo nuovo ragazzo. Dato che le avevo promesso che sarei rimasto in qualche modo, ho pensato che la musica fosse l'unico modo per arrivare a lei, per farmi ascoltare, per dirle che mi manca.

BOMBAY: Faccio musica da quando ero un pischelletto (gergo romano per giovane incosciente e spensierato): punk elettronica o techno non era importante, ho sempre adorato quella sensazione di creare musica con qualsiasi mezzo disponibile. Per me crescere è andato di pari passo con la musica che ascoltavo, più ne scoprivo e più mi formavo. E oggi è ancora così, un universo in continua espansione. Adesso suono chitarra e voce e scrivo queste canzoni un po’ stonate e storte senza preoccuparmi troppo se le faccio bene e se canto intonato perché quello che mi piace è fissare il momento della creazione senza troppi orpelli, in maniera semplice e diretta. 


2. Quali sono gli artisti che ti hanno maggiormente influenzato?

FF:  La mattina appena esco dal portone accendo la sigaretta, metto le cuffie e parte Supersonic degli Oasis, per farti capire il mood. "For Emma" di Bon iver è sicuramente un album che mi ha ispirato. Poi non può mancare De Gregori, a cui devo molto.

B: Eh… non so mai come rispondere a questo tipo di domande. Io sono fan di tutti e di nessuno. Ascolto musica che decido io, non seguo le uscite del momento perciò faccio ascolti diversi e eterogenei. Tra i miei all time favourite ci sono i Jesus and Mary Chain, i Pixies, i FBYC, Federico Fiumani, Joy Division, Venditti, Bruno Lauzi, Caterina Bueno, la techno di Detroit, i canti di montagna, i Tear me down, Omar S, i dischi della L.I.E.S., i Distanti, Max Ernst, Hopper, Aphex Twin, Alessandro Fiori, i Seed’n’Feed e i lavori da solista di Lorenzo Dinelli, i Fugazi, i Bad Religion….. potrei andare avanti parecchio perché la musica mi accompagna da sempre.  


3. Parlaci del quartiere romano in cui sei cresciuto.

FF: Spinaceto penso sia uno dei quartieri più particolari d'Italia. È costruito su una lunga via divisa da grandi palazzoni grigi. L'architettura ha qualcosa di metafisico. La gente è fantastica, è pieno di pazzi. Quando sarò ricco sfondato rimarrò a Spinaceto, magari nella stessa casa in cui abito ora.

B: Io sono cresciuto in provincia e presto mi sono trasferito a Roma, quartiere Torpignattara. All’epoca, 20 anni fa, era una zona di confine abitata prevalentemente da arabi  e famiglie romane storiche, adesso ci sono diverse etnie che convivono più o meno pacificamente. Il quartiere ha sempre contato sulle sole forze interne: pulivamo il parco e le strade da soli e si cercava di stare bene con tutti. È comunque un quartiere difficile che vive molte contraddizioni e una condizione di degrado oramai cronica anche se da qualche anno, complice la gentrificazione, si prova a farlo diventare un quartiere alla moda, come propaggine del divertimentificio/Pigneto ma non è così facile perché c’è vita vera a Torpignattara, gente che vive il quartiere quotidianamente e non è disposto a cederlo ai localari. Da un anno mi sono trasferito in un quartiere diverso, causa paternità <3, a Montesacro e la vita è abbastanza diversa dal mio vecchio quartiere, sembra un paese e si respira meglio e la gente è diversa, più calma, non esiste movida (quasi) e tutti si salutano per strada e ho dei bellissimi vicini. Inoltre  tanti amici che suonano abitano vicino.

4. C’è ancora spazio per il cantautorato underground in una scena indie che strizza sempre più l’occhio al pop?

FF: Boh, io mi sono messo in cantina a scrivere e registrare. È uscito qualcosa, spero buono. Ora non so come è etichettabile il mio lavoro. Non me ne frega niente del contesto, basta che la gente canti le mie canzoni e mi paghi da bere.

B: Per me ci sarà sempre e poi non me ne preoccupo perché seguo pochissimo la scena pop italica, ma come dico sempre: tranquilli ragazzi c’è spazio per tutti.


5. Come ti vedi tra 10 anni?

FF: Male.

B: Pedalando con la famiglia e chissà in quale città o paese. Si, se ci penso mi viene da ridere perché in realtà starò dove sto adesso: a lavoro la mattina e a suonare il pomeriggio e la sera, magari portando mia figlia in giro con me. 

venerdì 5 gennaio 2018

La popolarità dell'indie italiano in quattro anni di Scatto Col Vip Indie

Il mondo della musica "indipendente", "indie" o quella branca che nasce nei circuiti indipendenti e che qualcuno ha definito addirittura "It-Pop" si è fatta strada negli ultimi anni come fenomeno non solo musicale ma anche di costume.

Un fenomeno esploso soprattutto grazie alla grande potenza dei social network, Facebook e Instagram  in primis, che hanno consentito di instaurare un legame costante con i propri beniamini e con la vita quotidiana di questi. Per gli artisti si è aperta l'era di una comunicazione non più unilaterale ma uno scambio diretto con i propri fan, con una necessità di interagire e raccontarsi.

Il rapporto tra fan e artista si riversa dal virtuale al reale in occasione di eventi e live. Una conseguenza di questo incontro è la foto che gli artisti concedono dopo il proprio live o nel corso di un evento cui partecipano, che spesso è il concerto di un "collega". Scatti rubati dopo una chiacchierata (per i più disponibili) o un assalto istantaneo in perfetto stile "vip".

Ispirandosi a questo fenomeno, nel gennaio 2014 nasce sulla pagina Facebook della community Sei tutto l'indie di cui ho bisogno la rubrica chiamata ironicamente "Scatto Col Vip Indie" all'interno della quale vengono pubblicate le foto dei fan della pagina con i propri beniamini.

L'iniziativa si rivela un grande successo e nel quadriennio 2014-2017 arrivano ben 688 foto: 163 nel 2014, 155 nel 2015, 141 nel 2016 e 228 nel 2017.

I tre utenti che ci hanno inviato più foto sono:

#1. Giorgio Pasquini (26)
#2. Anna Gardenya (12)
#3. Francesco Fry Malato (10)

Nel complesso le foto sono un interessante indice della direzione in cui è andato l'indie italiano in termini di popolarità nel mondo "reale".

Noi di Sei tutto l'indie abbiamo provato a rispondere a delle domande per misurare la popolarità di artisti e band indie italiane nel corso degli ultimi quattro anni e come questa sia mutata. Lo abbiamo fatto con un'analisi dettagliata dei singoli scatti che ci sono arrivati.

N.B.: per ingrandire i grafici cliccare sulle foto

DOMANDA 1: QUALI SONO STATE LE BAND PIÙ FOTOGRAFATE COME "VIP"?

Nel quadrienno 2014/17 è Lo Stato Sociale la band più richiesta e disponibile per lo Scatto Col Vip Indie, senza rivali. Segnale che il collettivo bolognese ha mantenuto una popolarità più costante nel corso degli anni.




DOMANDA 2: QUALI SONO STATI I SINGOLI PERSONAGGI PIÙ FOTOGRAFATI COME "VIP"?

Qui abbiamo distinto il dato di quando gli artisti sono stati fotografati singolarmente rispetto al caso in cui lo scatto riguardasse tutto il gruppo.
A Lodo Guenzi de Lo Stato Sociale va la corona di artista più gentile e disponibile dell'indie italiano, sempre pronto a interagire con il suo pubblico. Seguono il buon "Darione" Brunori e "Peppe" Dente.




DOMANDA 3: QUALI SONO STATE LE BAND PIÙ IMMORTALATE PER CIASCUN ANNO?

Abbiamo analizzato le band che hanno totalizzato più di 10 scatti per ciascun anno. Da questa analisi si può dedurre come sia mutata la popolarità degli artisti nel mondo indie col passare degli anni, a seconda delle uscite discografiche che hanno influenzato il mondo musicale "live".


2014 - Lo Stato Sociale è nettamente la band più "fotografata" seguono artisti provenienti da diverse label. Nessuno degli artisti presenti in classifica è esordiente, ma si tratta di realtà già "consolidate" nel mondo indie e alcuni di loro, Brunori in particolare, conosceranno la consacrazione nazionale  negli anni successivi. Il giovanissimo Nicolò Carnesi è al secondo disco dopo il fortunato esordio "Gli eroi non escono il sabato".



2015 - È l'anno di Garrincha Dischi: oltre ai confermati Lo Stato Sociale al primo posto seguono L'Officina della Camomilla e L'Orso che negli anni successivi subiranno importanti cambiamenti di formazione fino a sciogliersi.


2016 - A fine 2015 esce "Mainstream" di Calcutta e a gennaio 2016 "Aurora" de I Cani: imperversa la "Scena Romana" che detterà legge nel mondo indie.


2017 - La situazione si fa più eterogenea, ma sono due esordienti di Maciste Dischi a rubare la scena: il cantautore romano Gazzelle e la band lombarda Canova. Torna Lo Stato Sociale grazie all'album "Amore, lavoro e altri miti da sfatare". Seguono gli Ex Otago (altra band Garrincha) e Francesco Motta grazie al fortunato album d'esordio uscito nel 2016 "La fine dei vent'anni".


Secondo te quale sarà la tendenza per il 2018?