sabato 29 dicembre 2018

21 pezzi del 2018 di cui (quasi) nessuno parla

Il 2018 è stato un anno strano per la musica "indie" italiana: non ci sono state uscite in grado di sconvolgere i dettami della musica indipendente, in alcuni casi vi è stata la forte invasività della trap e la consapevolezza che "indie" rievoca improvvisamente qualcosa di figo. L'indie, che fino a circa tre anni fa era considerato un genere di nicchia in netta contrapposizione alla musica commerciale, riceve le attenzioni di major, distributori, promoter provenienti persino dal clubbing, mercanti di doping musicale, etichette improvvisate, media mainstream, brand commerciali: un piccola macchina da business che viaggia velocissima secondo una mentalità "usa e getta" che è più vicina al consumismo che all'arte.

Ad etichettare questo nuovo fenomeno ci ha pensato la community Diesagiowave, coniando il termine "ItPop", illuminante e necessario. Il termine ha finito però per far gola ad organizzatori di serate che spesso poco avevano a che fare con la musica live e ha spinto tante realtà più o meno emergenti a salire sul carro dei vincitori, autoproclamandosi "ItPop". La community ha dovuto porre rimedio, annunciando la morte di una categoria vituperata dalla speculazione commerciale: si ritorna all'indie, seguito dal numero 2: l'idea è quella musica che cresce secondo un percorso sano fatto di sudore e gavetta. Forse però il problema è che oggi le piattaforme offrono troppe possibilità di "doping" non sempre controllabile e individuabile, tanto che, ispirandosi a ciò che diceva un noto politico nostrano: "i numeri logorano chi non ce li ha". Ne deriva che una parte della musica finisce per somigliare sempre più al mondo del ciclismo.

La stessa Spotify Italia ha riposto particolare attenzione sul'indie, aggiungendo alla tanto ambita "Indie Italia" la nuova playlist "Scuola Indie" che la butta sul didattico e recita: "a lezione della nuova scena indie!", inserendo i nomi più lanciati tra quelli non ancora blasonati. Uno sforzo apprezzabile, seppur migliorabile nella coerenza tra contenuto e concept di fondo.



Fatta questa lunga premessa, come ogni anno ho redatto una lista di 21 pezzi di artisti che a mio parere non hanno ottenuto ancora la dovuta attenzione degli addetti ai lavori, non sono stati inclusi nelle playlist editoriale, ma che meritano visibilità ben maggiore. Gran parte di questi sono progetti emergenti che comunque hanno grossi margini di crescita per essere protagonisti già a partire dal 2019.

NB: i pezzi sono elencati in rigoroso ordine alfabetico per artista. Non si tratta di una classifica ma di una lista di brani. Tra parentesi è indicata l'eventuale etichetta discografica. Laddove il pezzo non fosse presente su Youtube è stato inserito il link Spotify.



ALFIERO - È ARRIVATO CHRISTIAN (Autoprodotto)
Questo pezzo del cantautore di Terracina mi piace molto perché unisce un giro di basso quasi dark-wave a un pezzo tipicamente folk-cantautorale, con un scrittura decisamente chiara.





AURORO BOREALO - VECCHI CHE URLANO (Autoprodotto)
Auroro Borealo nasce dalla folle esperienza de Il Culo di Mario e dietro si nasconde uno dei più grandi appassionati di musica orrenda nonché collezionista di dischi "brutti" che abbiamo in Italia. Auroro è inevitabilmente un personaggio di culto e i suoi live sono ormai leggenda.





BONETTI - CORRERE FORTE (Costello's)
Cantautore torinese apprezzato e seguito dalla critica in ambienti underground, soprattutto live, Bonetti riesce a scrivere un pezzo indie pop che si rivela un viaggio perfetto.





BUCHA - CAPODOGLIO 216 (Autoprodotto)
Al secolo Giorgio Di Mario, Bucha è un proprio caso della musica pop italiana: da giovanissimo rapper di talento che vanta importanti collaborazioni e riconoscimenti nel panorama nazionale, si avvicina agli ambienti underground con l'incontro col produttore Xavier Pompelmo. Pochi hanno testi così diretti e comunicativi in questa scena.






BYE.TIDE - YOU KNOW WHY (Autoprodotto)
Questo duo veneto propone un'elettronica perfetta e una cura dell'estetica molto interessante. Sembrano già pronti per un lancio più importante.






CENTOVENTITRÉ - RIDO (Autoprodotto)
Pugliesi, propongono il "focaccia pop" caratterizzato un mix perfetto di leggerezza e malinconia.





CLAUDIO BARZETTI - ANTONELLO DA MILANO (Autoprodotto)
Cantautorato pop perfetto, godibile e ricco di immagini quello del cantautore emiliano Claudio Barzetti.





EFFETTO DROSTE - NIDO (Mattonella Records)
Queste chitarre liquide e funkeggianti ti impediscono di stare fermo. Una bella scoperto, qualcosa di nuovo nell'affollatissima scena romana.




FELPA - ANCORA (Sussidiaria)
Felpa, ex componente degli Offlaga Disco Pax insieme a Max Collini e al compianto Enrico Fontanelli, si conferma uno dei più grandi compositori di cantautorato elettronico d'atmosfera italiano, troppo spesso ignorato dagli addetti ai lavori.





GIOVANE GIOVANE - CI SONO MOLTI ME (Dischi Puri)
Un nome improbabile, un look non azzeccatissimo, ma dei quattro singoli pubblicati da tale Paolo, toscano trapianto a Roma, tre sono tra i miei preferiti del 2018.





HER SKIN - PRICKLY PEAR (We Were Never Being Boring)
Dopo Birthh, altra giovanissima voce femminile lanciata da We Were Never Being Boring: freschissima e di livello internazionale.





JOHNNY MOX - DESTROY EVERTHING (To Lose La Track/Sonatine)
Questa ballata funerea e struggente è al limite del capolavoro. E per chi non lo conoscesse stiamo parlando di Johnny Mox, progetto sperimentale trentino di difficile collocamento, capace di impressionare anche grazie ai tour all'estero.





KEROUAC - RIFUGIO (Granita Dischi)
A fine gennaio esce questo pezzo su Rolling Stone che annuncia il giovanissimo Giovanni Zampieri come uno dei progetti da tenere d'occhio tra quelli che si affacciano nella scena indie italiana. È un peccato che questo entusiasmo sia caduto nel dimenticatoio, perché "Ortiche" è un disco bellissimo.





LUCA COI BAFFI/JOHN IDEA - MEZZOGIORNO (Autoprodotto)
Dalla provincia romana un progetto interessante e un pezzo irregolare che rasenta la trap e poi si districa verso un folk moderno. L'ho ascoltata molta volta senza riuscire a classificarla. Buon segno.





MY GIRL IS RETRO - GLI AEREI (Autoprodotto)
Giovanissimo, grande capacità cantautorale e ottimo sperimentatore i suoni. Può solo migliorare, intanto è una delle grandi rivelazioni dell'anno.





RATAFIAMM - TURISTA (Labellascheggia)
Duo foggiano trapiantato al nord, i Ratafiamm sono da tempo seguiti dalla critica e i loro pezzi sono raffinati e densi di rabbia. Uno dei pochi progetti indipendenti italiani più attento a far riflettere che a ricercare numeri e consensi.





RIVA - OSSA (Suonivisioni)
Un pezzo che suona spiazzante: incipit che sfiora la trap e ritornello rabbioso, struggente, urlato. Questo del trio napoletano è uno dei pezzi che ascoltato di più nel 2018.





SANTANDREA - IL VENTO (Romolo Dischi)
Qualcuno l'ha definito uno dei progetti più eleganti della scena romana: Andrea è portiere di notte in hotel di lusso e quando è solo nelle stanze d'albergo scrive canzoni. Le trame electro-pop sono assolutamente ben costruite. Può bastare?





TECA - GENERAZIONE/COLPA DI CHERNOBYL (Autoprodotto)
Pezzi che cantano in modo efficace e poco banale il malessere di una generazione ne conosco troppo pochi, uno di questi è del progetto romano Teca.





THE PIER - BUBBLES (Faro Records)
I pugliesi The Pier, sono un misto di influenze internazionali da cui deriva un alt rock sperimentale tra i più potenti ed esportabili del panorama italiano.





XAVIER POMPELMO - NEBULOSA (Autoprodotto)
Chi ha buona memoria ricorderà il nome di Xavier Pompelmo legato a bellissime cover vintage in stile anno '60-'70 di pezzi di Calcutta, Motta, Giorgio Poi, Pop X, Thegiornalisti. Quest'anno è uscito il primo inedito, romantico e senza tempo di un personaggio che si autoproclama, con marcata autoironia, emblema della sfiga e sempre a un passo da una goffa dipartita.