lunedì 22 gennaio 2018

Sei tutto l'indie Fest Preview: intervista a Federico Fabi e Bombay



Il 2 febbraio al Monk a Roma andrà in scena la Sei tutto l'indie Fest Preview, un'anteprima di quella che sarà la seconda edizione del Sei tutto l'indie Fest che si terrà nel celebre live club della Capitale la prossima primavera. L'appuntamento si svolgerà nell'ambito di una super serata che vedrà protagonisti i Pinguini Tattici Nucleari, Mudimbi e John Canoe. Seguirà il dj set di Leopardi, dalla community Indiesagio.

Protagonisti della Sei tutto l'indie Fest Preview saranno due "mine vaganti" del cantautorato underground romano: Federico Fabi e Bombay. I due artisti presenteranno le rispettive autoproduzioni in uno show case acustico nel salotto del noto live club romano.

"Io e me x sempre" è l'album d'esordio di Federico Fabi, classe '94, cantautore decadente e visionario a metà tra Daniel Johnston e Bonn Iver. Otto tracce all'insegna dell'amore sofferto e accartocciate dentro istantanee sbiadite.


"Ritratto di Bombay" è il terzo album di Gabriele Di Majo,  classe '78, in arte Bombay: un cantautorato sghembo, solare, ironico e amaro nello stesso tempo capace di raccontare emozioni e attimi di vita quotidiana.


Vite, quartieri e generazioni diverse ma stessa indole ribelle e stile rigorosamente lo-fi. Abbiamo pensato di intervistali, ponendo a entrambi le stesse domande.

1. Come ti sei approcciato alla musica? Spiegaci come è iniziato tutto.

FEDERICO FABI: È iniziato tutto quando sono stato bloccato su tutti i social dalla mia ex visto che dal vivo è difficile incontrarla e la gelosia del suo nuovo ragazzo. Dato che le avevo promesso che sarei rimasto in qualche modo, ho pensato che la musica fosse l'unico modo per arrivare a lei, per farmi ascoltare, per dirle che mi manca.

BOMBAY: Faccio musica da quando ero un pischelletto (gergo romano per giovane incosciente e spensierato): punk elettronica o techno non era importante, ho sempre adorato quella sensazione di creare musica con qualsiasi mezzo disponibile. Per me crescere è andato di pari passo con la musica che ascoltavo, più ne scoprivo e più mi formavo. E oggi è ancora così, un universo in continua espansione. Adesso suono chitarra e voce e scrivo queste canzoni un po’ stonate e storte senza preoccuparmi troppo se le faccio bene e se canto intonato perché quello che mi piace è fissare il momento della creazione senza troppi orpelli, in maniera semplice e diretta. 


2. Quali sono gli artisti che ti hanno maggiormente influenzato?

FF:  La mattina appena esco dal portone accendo la sigaretta, metto le cuffie e parte Supersonic degli Oasis, per farti capire il mood. "For Emma" di Bon iver è sicuramente un album che mi ha ispirato. Poi non può mancare De Gregori, a cui devo molto.

B: Eh… non so mai come rispondere a questo tipo di domande. Io sono fan di tutti e di nessuno. Ascolto musica che decido io, non seguo le uscite del momento perciò faccio ascolti diversi e eterogenei. Tra i miei all time favourite ci sono i Jesus and Mary Chain, i Pixies, i FBYC, Federico Fiumani, Joy Division, Venditti, Bruno Lauzi, Caterina Bueno, la techno di Detroit, i canti di montagna, i Tear me down, Omar S, i dischi della L.I.E.S., i Distanti, Max Ernst, Hopper, Aphex Twin, Alessandro Fiori, i Seed’n’Feed e i lavori da solista di Lorenzo Dinelli, i Fugazi, i Bad Religion….. potrei andare avanti parecchio perché la musica mi accompagna da sempre.  


3. Parlaci del quartiere romano in cui sei cresciuto.

FF: Spinaceto penso sia uno dei quartieri più particolari d'Italia. È costruito su una lunga via divisa da grandi palazzoni grigi. L'architettura ha qualcosa di metafisico. La gente è fantastica, è pieno di pazzi. Quando sarò ricco sfondato rimarrò a Spinaceto, magari nella stessa casa in cui abito ora.

B: Io sono cresciuto in provincia e presto mi sono trasferito a Roma, quartiere Torpignattara. All’epoca, 20 anni fa, era una zona di confine abitata prevalentemente da arabi  e famiglie romane storiche, adesso ci sono diverse etnie che convivono più o meno pacificamente. Il quartiere ha sempre contato sulle sole forze interne: pulivamo il parco e le strade da soli e si cercava di stare bene con tutti. È comunque un quartiere difficile che vive molte contraddizioni e una condizione di degrado oramai cronica anche se da qualche anno, complice la gentrificazione, si prova a farlo diventare un quartiere alla moda, come propaggine del divertimentificio/Pigneto ma non è così facile perché c’è vita vera a Torpignattara, gente che vive il quartiere quotidianamente e non è disposto a cederlo ai localari. Da un anno mi sono trasferito in un quartiere diverso, causa paternità <3, a Montesacro e la vita è abbastanza diversa dal mio vecchio quartiere, sembra un paese e si respira meglio e la gente è diversa, più calma, non esiste movida (quasi) e tutti si salutano per strada e ho dei bellissimi vicini. Inoltre  tanti amici che suonano abitano vicino.

4. C’è ancora spazio per il cantautorato underground in una scena indie che strizza sempre più l’occhio al pop?

FF: Boh, io mi sono messo in cantina a scrivere e registrare. È uscito qualcosa, spero buono. Ora non so come è etichettabile il mio lavoro. Non me ne frega niente del contesto, basta che la gente canti le mie canzoni e mi paghi da bere.

B: Per me ci sarà sempre e poi non me ne preoccupo perché seguo pochissimo la scena pop italica, ma come dico sempre: tranquilli ragazzi c’è spazio per tutti.


5. Come ti vedi tra 10 anni?

FF: Male.

B: Pedalando con la famiglia e chissà in quale città o paese. Si, se ci penso mi viene da ridere perché in realtà starò dove sto adesso: a lavoro la mattina e a suonare il pomeriggio e la sera, magari portando mia figlia in giro con me. 

venerdì 5 gennaio 2018

La popolarità dell'indie italiano in quattro anni di Scatto Col Vip Indie

Il mondo della musica "indipendente", "indie" o quella branca che nasce nei circuiti indipendenti e che qualcuno ha definito addirittura "It-Pop" si è fatta strada negli ultimi anni come fenomeno non solo musicale ma anche di costume.

Un fenomeno esploso soprattutto grazie alla grande potenza dei social network, Facebook e Instagram  in primis, che hanno consentito di instaurare un legame costante con i propri beniamini e con la vita quotidiana di questi. Per gli artisti si è aperta l'era di una comunicazione non più unilaterale ma uno scambio diretto con i propri fan, con una necessità di interagire e raccontarsi.

Il rapporto tra fan e artista si riversa dal virtuale al reale in occasione di eventi e live. Una conseguenza di questo incontro è la foto che gli artisti concedono dopo il proprio live o nel corso di un evento cui partecipano, che spesso è il concerto di un "collega". Scatti rubati dopo una chiacchierata (per i più disponibili) o un assalto istantaneo in perfetto stile "vip".

Ispirandosi a questo fenomeno, nel gennaio 2014 nasce sulla pagina Facebook della community Sei tutto l'indie di cui ho bisogno la rubrica chiamata ironicamente "Scatto Col Vip Indie" all'interno della quale vengono pubblicate le foto dei fan della pagina con i propri beniamini.

L'iniziativa si rivela un grande successo e nel quadriennio 2014-2017 arrivano ben 688 foto: 163 nel 2014, 155 nel 2015, 141 nel 2016 e 228 nel 2017.

I tre utenti che ci hanno inviato più foto sono:

#1. Giorgio Pasquini (26)
#2. Anna Gardenya (12)
#3. Francesco Fry Malato (10)

Nel complesso le foto sono un interessante indice della direzione in cui è andato l'indie italiano in termini di popolarità nel mondo "reale".

Noi di Sei tutto l'indie abbiamo provato a rispondere a delle domande per misurare la popolarità di artisti e band indie italiane nel corso degli ultimi quattro anni e come questa sia mutata. Lo abbiamo fatto con un'analisi dettagliata dei singoli scatti che ci sono arrivati.

N.B.: per ingrandire i grafici cliccare sulle foto

DOMANDA 1: QUALI SONO STATE LE BAND PIÙ FOTOGRAFATE COME "VIP"?

Nel quadrienno 2014/17 è Lo Stato Sociale la band più richiesta e disponibile per lo Scatto Col Vip Indie, senza rivali. Segnale che il collettivo bolognese ha mantenuto una popolarità più costante nel corso degli anni.




DOMANDA 2: QUALI SONO STATI I SINGOLI PERSONAGGI PIÙ FOTOGRAFATI COME "VIP"?

Qui abbiamo distinto il dato di quando gli artisti sono stati fotografati singolarmente rispetto al caso in cui lo scatto riguardasse tutto il gruppo.
A Lodo Guenzi de Lo Stato Sociale va la corona di artista più gentile e disponibile dell'indie italiano, sempre pronto a interagire con il suo pubblico. Seguono il buon "Darione" Brunori e "Peppe" Dente.




DOMANDA 3: QUALI SONO STATE LE BAND PIÙ IMMORTALATE PER CIASCUN ANNO?

Abbiamo analizzato le band che hanno totalizzato più di 10 scatti per ciascun anno. Da questa analisi si può dedurre come sia mutata la popolarità degli artisti nel mondo indie col passare degli anni, a seconda delle uscite discografiche che hanno influenzato il mondo musicale "live".


2014 - Lo Stato Sociale è nettamente la band più "fotografata" seguono artisti provenienti da diverse label. Nessuno degli artisti presenti in classifica è esordiente, ma si tratta di realtà già "consolidate" nel mondo indie e alcuni di loro, Brunori in particolare, conosceranno la consacrazione nazionale  negli anni successivi. Il giovanissimo Nicolò Carnesi è al secondo disco dopo il fortunato esordio "Gli eroi non escono il sabato".



2015 - È l'anno di Garrincha Dischi: oltre ai confermati Lo Stato Sociale al primo posto seguono L'Officina della Camomilla e L'Orso che negli anni successivi subiranno importanti cambiamenti di formazione fino a sciogliersi.


2016 - A fine 2015 esce "Mainstream" di Calcutta e a gennaio 2016 "Aurora" de I Cani: imperversa la "Scena Romana" che detterà legge nel mondo indie.


2017 - La situazione si fa più eterogenea, ma sono due esordienti di Maciste Dischi a rubare la scena: il cantautore romano Gazzelle e la band lombarda Canova. Torna Lo Stato Sociale grazie all'album "Amore, lavoro e altri miti da sfatare". Seguono gli Ex Otago (altra band Garrincha) e Francesco Motta grazie al fortunato album d'esordio uscito nel 2016 "La fine dei vent'anni".


Secondo te quale sarà la tendenza per il 2018?

martedì 2 gennaio 2018

Sei Tutto L'Indie Di Cui Ho Bisogno: il 2017 in dodici mesi di Scatto Col Vip Indie

Un altro appuntamento fisso di questo blog è il racconto dell'anno appena conclusosi attraverso le 12 foto che hanno raccolto più reactions sulla pagina Facebook della community Sei tutto l'indie di cui ho bisogno per la rubrica "Scatto col Vip Indie"
Quest'anno i beniamini più "rincorsi" durante gli avvistamenti sotto il palco dei live o in contesti più casuali sono stati soprattutto i big di casa Maciste Dischi Gazzelle e Canova. Molto ambiti anche "Darione" Brunori, "Checco" Motta, "Lodone" de Lo Stato Sociale e gli Ex Otago. Pochi scatti per Calcutta, in pausa live in attesa di nuovo disco e tour, ma che comunque riesce a essere molto ingaggiante anche con poche foto arrivate, tanto da conquistarsi i mesi di novembre e dicembre.

Sei tutto l'indie di cui ho bisogno


Durante l'anno sono arrivate circa 300 tra foto; pubblichiamo quelle che hanno ottenuto più reactions per ciascun mese e che vanno a formare una sorta di calendario a ritroso.
SPOILER: lo scatto dell'anno è stato condiviso a maggio!


GENNAIO




FEBBRAIO



MARZO



APRILE



MAGGIO



GIUGNO



LUGLIO



AGOSTO



SETTEMBRE



OTTOBRE



NOVEMBRE



DICEMBRE

giovedì 28 dicembre 2017

21 pezzi del 2017 di cui (quasi) nessuno parla





Guardando alle classifiche redatta dalle testate del settore e influencer l'annata è stata particolarmente effervescente regalando molti nomi più o meno nuovi della scena come Giorgio Poi, Carl Brave x Franco126, Gazzelle, Colombre, Gomma, Andrea Lazlo De Simone, Germanò, i cambi di rotta di Coez, Frah Quintale e Coma Cose, le grandi conferme di Brunori Sas, Baustelle, Colapesce e Fast Animals and The Slow Kids, nonché il cantautorato di un certo peso di autori ormai storici come Edda e Paolo Benvegnù.

Come da tradizione, quasi in extremis, dico anch'io la mia sulle canzoni in lingua italiana più significativi dell'anno che sta per concludersi cercando di completare le decine di classifiche di fine anno con pezzi più o meno "dimenticati" della scena musicali indipendente italiana, ma che andrebbero citati per spessore, influenza o semplicemente per anticipare tendenze future.

Una selezione fatta a freddo, senza quell'urgenza di "stare sul pezzo" che spesso ci costringe a "consumare" la musica anziché assimilarla.

Alla lista ci sarebbe da aggiungere un ventiduesimo pezzo: Presto dei Gastone, cui ho già dedicato un articolo come canzone più segnante dell'anno.

NB: i pezzi sono elencati in rigoroso ordine alfabetico per artista. Non si tratta di una classifica ma di una lista di brani. Tra parentesi è indicata l'eventuale etichetta discografica. Laddove il pezzo non fosse presente su Youtube è stato inserito il link Spotify.



ANDREA NABEL – NON TI PREOCCUPARE (Autoprodotto)
Un autore pugliese di appena 22 anni e una incredibile maturità nello scrivere canzoni. Ci scommetto che sarà una delle grandi penne dei prossimi anni.






BARBERINI feat. FILIPPO DR. PANICO - L'ULTIMA NOTTE (Frivola Records)
Lo-fi lisergico e introspettivo: questa ballata è un vero trip.





CHIARA MONALDI – OGNI GIORNO COME AGOSTO (Noia Dischi)
Quella di Chiara Monaldi è sicuramente una delle più talentuose voci femminili del cantautorato "indie" italiano. Questo pezzo ti trasporta con la leggerezza di una canzone dei Belle & Sebastian.




GIUNTO DI CARDANO - KADIMA (Autoprodotto)
La band foggiana è in grado di restituire un un alt-pop di grande atmosfera e spessore mostrandosi molto abile nello sperimentare sonorità.





GRISTO – SCAPPO (Autoprodotto)
La follia di cacciare fuori un pezzo alla settimana dietro un progetto davvero indecifrabile capace di alternare pezzi discutibili a piccoli capolavori lo-fi come questo.




HAVAH – OGNI VOLTA (Maple Death Records)
Quando penso alla "scena underground" italiana mi vengono in mente sempre i romagnoli Havah, tra i pochi che riescono a mantenere delle atmosfere "dark" senza risultare troppo datati.





HOFAME – BOT (Autoprodotto)
Altra perla underground dal progetto di Cristiano Alberici, già X Mary e Cristio. Difficile stare fermi.





IL MAGO – CRAXI (Autoprodotto)
"Vorrei essere tra quelli il cui talento dà alla testa. Voglio sprecare il talento come forma di protesta" Esplosivo, nichilista, futurista.






INTERCITY - UN POSTER (Autoprodotto)
Gli Intercity sono da anni tra il simboli dell'indie più raffinato. Direi che è arrivato il momento della definitiva consacrazione.




L’ENNESIMO – CAMICIA STRETTA (Autoprodotto)
Questo pezzo, che avrò cantato a squarciagola almeno cento volte, mi trasmette una incredibile sensazione di libertà: "Ho perso l'aereo, frega un cazzo perché so volare".






LA BIBBIA DEL POP - UNA STREPITOSA COMMEDIA (Autoprodotto)
La Bibbia del Pop è un duo da Roma che non produceva musica dal 2014, anno di "Dieci Piccoli Infarti" che aveva fatto parlare di sé soprattutto per il pezzo "Puttana's Talking". "Una strepitosa commedia" è un pezzo amaro e delicatissimo molto ben strutturato.





LA MADONNA DI MEZZASTRADA - ALBERO (La Fame Dischi)
Un pezzo introspettivo, delicato e in grande crescendo per la band post rock perugina.




LA NAUSEA – IL CAIRO (Autoprodotto)
Una linea vocale perfetta e soave e una chitarra sporca ma ottimamente ritmata. Questo pezzo è una vera perla nascosta.






LA NOTTE - PER NUOVI PESCATORI (Woodworm Label)
Già mi ero innamorato della band toscana con la bellissima "Adeguarsi", questo pezzo ne conferma il talento rock molto "orecchiabile".




LA RAGAZZINA DAI CAPELLI ROSSI – LEBENSTRIEB (Autoprodotto)
Poche realtà in Italia riescono a coniugare electro-pop, melodia, testi e tematiche colte e profonde che guardano al senso della vita. Struggente.






MALATJA - ODIO SETTEMBRE (Autoprodotto)
In Italia esistono realtà in grado di mantenete ancora altissimo il livello del rock. Tra questi ci sono i Malatja che con l'album "Ruminogioia" di prossima uscita passano dal dialetto salernitano alla lingua italiana. Sarà un'uscita da aspettare con ansia.





MALMO - L'ALBA DI UN GIORNO DI FESTA (Manita Dischi)
Gli addetti ai lavori già conoscevano il talento della band campana Malmo in grado di sfornare un post-rock pieno di forza e grazia.





OMBRE CINESI - COSE SCONOSCIUTE (Ahurea Dischi)
L'album d'esordio "Via Lombardia, 24" del duo tarantino ha lanciato quella che è già una realtà dell'indie-pop nostrano. Ma questa traccia, ispirato alla serie "Stranger Things" è un pezzo sperimentale davvero molto ispirato.




PORTOBELLO – ANIMA LIBERA (Diavoletto Netlabel)
Portobello è una delle grandi speranze che in Italia esista ancora quel cantautorato senza tempo capace di essere profondo e leggero nello stesso tempo, senza dimenticare l'importanza dei contenuti.





POVEROALBERT - FALLIMENTO (Autoprodotto)
Un pezzo incisivo e pieno di rabbia. A volte ci vuole proprio.





ZENO feat. IRENE DANDELION - DOPODOMANI (Mattonella Records)
Un pezzo che affronta temi tipicamente adolescenziali ma con soluzioni sonore davvero molto godibili. Difficile non innamorarsi della doppia voce.

mercoledì 27 dicembre 2017

2017 - Presto (Gastone)

Fine anno tempo di bilanci, tempo dell'ormai tradizionale appuntamento con la rubrica Un Anno, Una Canzone (Italia) nella quale scelgo il pezzo italiano che mi ha segnato maggiormente nell'ultimo anno.

La scelta non è stata semplice considerati che nel 2017 ho ascoltato quasi un migliaio di pezzi nuovi ed è stata un'annata molto fertile grazie a grandi conferme (Brunori Sas e Fast Animals And Slow Kids su tutti), importanti exploit (Giorgio Poi e Carl Brave X Franco 126 tra i più significativi) nonché notevoli esordi e autoproduzioni (qui potrei fare una lista lunghissima ma di cui mi riservo di parlarne più in là).

Quest'anno la scelta è ricaduta proprio su un esordio, e ciò è sintomatico dell'ottimo stato di salute della musica emergente italiana.
Si tratta dei Gastone, giovane band attiva tra Pesaro e Gabicce Mare: "il comune più settentrionale della regione Marche, al confine con l'Emilia-Romagna": a dimostrazione che è proprio nelle terre di mezzo che vengono fuori i progetti più originali.



Dopo l'uscita di Non Dare al Romanticismo una Chance e JC, due singoli davero folli in grado di attirare l'attenzione di pubblico e addetti ai lavori, nel novembre 2017 esce Presto ultimo pezzo che anticipa Gastone l'album d'esordio fuori dal 24 novembre per Mattonella Records, etichetta emergente romana da tenere d'occhio (vedi Zeno e Baci Ovunque).

Presto è un pezzo avvolto in una grazia sghemba: appena due minuti e mezzo di mood sognante caratterizzati da una chitarra con un esageratissimo effetto lisergico in grado di ipnotizzarti come un incantatore di serpenti soprattutto nella sua incredibile introduzione. Poi attacca la voce acida di Lonardo Antinori insieme alla batteria e addirittura al violino che completano l'amaro "trip" psichedelico. Un rock lisergico molto raro per la scena musicale in lingua italiana.

Il brevissimo testo si presta ad un ampio margine interpretativo: si fa riferimento alla relazione con una bellezza indefinita che dura solo il tempo di un'estate.

Magico il colore che assume la sua pelle
Quando esce dal mare della tua città
Puoi vederla e passarci le estati più belle
Perchè è già consapevole che finirà

Presto
Presto

Fra sospiri e carezze nella notte parla
Di quanto potere tu abbia ancora su di lei
Stesa sul suo letto nuda legge notti bianche
Prima che finisca prendiamoci un frappè

Presto
Il video è altrettanto lisergico e la fa da padrone il mare e la costa, elementi che sottolineano il legame tra la band e le proprie origini geografiche. 

mercoledì 6 settembre 2017

Amore Experience – Indie Edition: Il 10 settembre a Roma una Maratona di musica, arte e spettacolo



Domenica 10 settembre Amore Experience presenta “Amore Experience – Indie Edition”, due palchi che vedranno l’esibizione di band indie del panorama nazionale nel suggestivo scenario di Villa Ada a Roma.

Il programma musicale comincerà alle ore 15 con esibizioni su entrambi i palchi, per la direzione artistica di Sei tutto l’Indie di cui hobisogno.

Dalle 15 a mezzanotte, sul palco “Indie” saranno protagonisti alcune realtà emergenti tra le più interessanti della scena italiana: Andrea Nabel, Liede, Regata, Le Larve, The Wanderer, Ephimera, Portobello, Jonny Blitz, Losburla nel pomeriggio, mentre la sera si esibiranno i torinesi Eugenio in Via di Gioia con il loro ironico e travolgente folk cantautorale, e  in esclusiva Gomma, con i loro primi successi e le nuove canzoni dell’album “Tosca” e il gruppo Pop X della “Bomba Dischi”. La serata proseguirà con le proposte musicali “live” di alcune crew romane, tra cui FYR e Sweat Drops.



Inoltre sin dal pomeriggio sarà possibile partecipare all’evento fruendo delle diverse iniziative, non solo musica, ma anche panels per street-artists, vintage market, area kids, spazi dedicati alle etichette indipendenti, un’esposizione di illustrazioni creati per la manifestazione da giovani artisti: Andy Ventura, Alfio Martire, Cassandra, Dianthus, Antonio Pronostico, Tutti i Miei Disegni Inutili, Livia Massaccesi, Non è Francesca, Lasfigacosmica, Miocardio, Tu Sei Porpora.

InsideArt allestirà la mostra “TalentPrize X Edition”, in cui saranno presentati al pubblico i finalisti della decima edizione del concorso di arti visive, e la mostra “Lights on/Lights off”, una performance collettiva in cui 3 artisti (Matteo Nasini, Jacopo Rinaldi e Lino Strangis) si alternano presentando diversi lavori che mettono in relazione arte e suono, tra cui “Sparkling Matter” e “Toute la mèmoire du monde”.

Sponsor: INFINITI
Main Partner: Inside Art, Live Cinema Festival, LPM Live Performers Meeting, Red Bull, Tastreet
Media Partner: Cheap Sound, ExitWell, FacceCaso, Lahar Magazine, Noise Symphony Music,  Nonsense Mag, Radio Kaos Italy, Staradio, Talassa

Amore Experience

Amore Experience – Indie Edition è una delle tre giornate di musica, arte e spettacolo che caratterizzano l’Amore Experience.
Amore Experience è parte integrante di “Artist in Rome Experience”, manifestazione dell’ Estate Romana 2017 con il patrocinio di Roma Capitale: un riassunto dei contenuti artistici e musicali, a Roma, a settembre, all’inizio della stagione; Amore Experience sviluppa un legame tra la città e le più interessanti produzioni artistiche innovative e contemporanee, italiane ed internazionali.
Amore Experience si sviluppa in spazi non convenzionali, dedicandosi alla commistione fra musica, arte e cultura contemporanea, sempre legandosi all’”esperienza” come significativo momento di aggregazione tra il pubblico e gli artisti coinvolti. Proponendo iniziative durante il giorno e serali in diverse location, un “festival boutique” con al centro la musica e tutto quel movimento culturale che le ruota attorno, dalle visual-art alle performance, dalle installazioni espositive ed artistiche all’intrattenimento con realtà virtuale e tecnologie innovative.
L’edizione 2017, facente parte della programmazione della quarantesima edizione dell’ Estate Romana, si sviluppa su 3 giorni (8, 9, 10 settembre) e 2 location (Villa Ada e Monk Club).
3 giorni di eventi, 54 ore di musica, oltre 80 partner italiani ed esteri, 6 guest djs internazionali, 12 live band Indie, 10 artisti hip-hop, 4 live-set, 25 talent fra djs e live band tra Roma e Italia, 8 visual artist, 5 crew romane, 3 mostre inedite, 20 espositori indipendenti, oltre 30 artisti delle arti visive coinvolti nella manifestazione: questi alcuni dei numeri sui contenuti della prima edizione di Amore Experience.
 “Musica da ballare e musica da ascoltare, arte da guardare e arte da vivere”: queste sono le linee programmatiche di Amore Experience; grande attenzione agli artisti e ai talenti emergenti, italiani ed internazionali, e all’esclusività delle loro performance durante la manifestazione.
Venerdì 8 settembre la “Preview” di Amore Experience si svolgerà presso il Monk Club in via Giuseppe Mirri, suggestivo spazio musicale nel panorama romano e fulcro di forme d’arte e cultura durante tutta la sua programmazione annuale. Si comincerà alle 18 con l’aperitivo a cura della crew di Radio Kaos Italia e, nella sala esposizioni, con la mostra fotografica “TopCover Story” a cura di InsideArt, che vedrà protagoniste le migliori copertine della rivista negli anni.
Nella sala interna saranno prima ospitate performance A/V degli artisti di LCF 2017, nella parte serale si esibiranno band emergenti di musica Indie, tra cui i “Il Branco”, ad aprire il concerto live della band internazionale “Clap Your Hands Say Yeah”. La serata proseguirà con una selezione di dj-set con ospiti alcuni nomi storici dell’elettronica romana.
Sabato 9 settembre Amore Experience presenta “DJ @ Villa Ada”, una selezione di dj internazionali di gran spessore musicale, cui andranno ad affiancarsi alcuni talenti italiani, seguendo il preciso criterio di un’accurata ricerca musicale.  Tra questi: Speedy J, Luke Slater, Dasha Rush.


Info & tickets: http://bit.ly/2v0GW90
Gruppo ufficiale: 
http://bit.ly/2vRD3rg


domenica 25 giugno 2017

Quando il troll è nella comunicazione ma non nella musica: il caso Cambogia e cosa dovrebbe insegnarci veramente.

Cambogia, il misterioso cantautore catanese che Sei tutto l'indie di cui ho bisogno ha sostenuto sin dall'inizio, in realtà non esiste: è una trollata collossale ordita dal collettivo di videomaker Ground's Oranges, che in passato ha realizzato video per Colapesce e Persian Pelican, nonché la nota parodia Thecomunisti. 
La verità viene sbattuta in faccia a fan e addetti ai lavori venerdì scorso con un lungo articolo-intervista comparso su Noisey che ripercorre tutta la vicenda. Contestualmente è uscito il video de Le luci rosa, singolo che chiude definitivamente(?) la provocatoria operazione mediatica.

Andrea, il volto fotogenico dalla hipsterica barba rossa con il quale mi sono interfacciato per mesi per interviste, articoli e organizzazione di live non sa cantare né suonare, era solo uno specchio per le allodole. I veri Cambogia sono due musicisti provenienti da progetti di tutt'altro genere: "Davide Iannitti (quattro brani e voce principale del progetto) e Riccardo Nicolosi (sette brani), che nell'arco di tre mesi hanno ultimato il disco curando tutte le fasi della realizzazione in un piccolo studio di registrazione catanese".






La notizia si è scagliata come un fulmine ciel sereno sull'universo musicale indie italiano generando numerose discussioni in rete, tra complimenti, strumentalizzazioni e malumori provenienti soprattutto da alcune testate che avevano sostenuto il progetto inconsapevoli del clamoroso troll.

Sei tutto l'indie di cui ho bisogno è stato la prima a chiedere un'intervista a Cambogia a parlare con Andrea senza mai sapere che non fosse lui il vero Cambogia. E siamo stati anche gli unici a volerlo così fortemente live da proporre una video esibizione al Sei tutto l'indie Fest tenutosi nella prestigiosa cornice del Monk il 13 maggio scorso, evento a cui l'articolo di Noisey rimanda come uno degli apici raggiunti dal progetto.

Ci teniamo a dire che siamo stati sempre noi a contattare Andrea, a parlare con lui per mesi, e quando è uscito l'articolo di Noisey eravamo davvero increduli, ma poi ci siamo fatti una bella risata insieme a loro. Abbiamo capito e ne è rimasta una stima reciproca.

Dalla mattinata di venerdì vengo tempestato di messaggi e chiamate con amici che mi dicono di questa cosa e mi chiedono un parere, proprio in virtù della centralità che ha avuto Sei tutto l'indie in questa vicenda. Per questo sento il dovere di dire la mia.

Senza entrare troppo nel merito delle chiacchiere da social, cosa dovrebbe insegnarci veramente questo caso? Sostanzialmente tre cose.


1 - L'hype è una brutta bestia

L'hype fa gola, sta diventando una malattia che sta mandando fuori di testa tutti. Non sempre i promoter credono nel valore artistico della musica che propongono, ma parte della scena "indipendente" dalle major sta diventando "dipendente" dal business, perché esistono figure professionali che si muovono da anni in ambienti "underground" e che hanno dato molto a questo settore ma che a un certo punto hanno fatto i conti con le proprie tasche e si sono stancati di rischiare, soprattutto se si decide di vivere di musica.
I like sono malefici: hanno reso l'ego delle persone scientificamente misurabile, hanno creato dipendenza e frustrazione, in molta, troppa gente che è mossa da reali vibrazioni artistiche ma che si deve misurare con questi maledetti numeri fatti di reazioni e views. Ci siamo dentro tutti, e non vale solo per la musica, ma per qualsiasi cosa condividiamo e sosteniamo sui social. E così si finisce per lanciare più personaggi che artisti.

Ma quello "denunciato" da Ground's Oranges è un sistema presente da tempo nel marketing e nello show business, è risaputo. Una problematica sulla quale gli addetti ai lavori possono scannarsi quanto vogliono, ma che ahimè non scandalizza più di tanto l'ascoltatore medio, anzi la massa spesso si lascia "eccitare" da tutto questo hype.

2 - Non puoi mai trollare con musica vera

Chi per mesi ha rinunciato all'ego mediatico sono i reali autori e interpreti delle canzoni di Cambogia, che agendo "su commissione" e muovendosi in un mondo in cui dicono di dissociarsi hanno tirato fuori un album fatto di sudore e passione, cimentandosi in quello che ha finito per essere un vero processo artistico capace di colpire la sensibilità e i gusti di molte persone.

Quello che scrive Davide, la vera voce di Cambogia sul gruppo Facebook Deer Waves Social Club è forse la cosa più importante che sia stata detta sull'intera vicenda: 

"Non so se vi possono interessare due parole da uno dei due tizi che hanno fatto il disco. Il troll è stato il motivo per cui è stato fatto l'album, ma il disco è vero, e mi piace pensare che sia molto molto più vero di tanta tanta roba in giro. 
Io non sono in nessun modo parte di Ground's Oranges. Dopo l'uscita del primo singolo io e Riccardo (l'altra metà di "Cambogia quello vero") abbiamo accettato la sfida completamente folle di fare un disco in due mesi senza neanche avere le bozze dei brani - e in qualche modo ce l'abbiamo fatta. Mentre il troll andava avanti a livello comunicativo noi abbiamo passato forse qualche centinaio di ore chiusi in studio, e quando tornavamo a casa continuavamo a lavorarci su. Il motivo è semplice: è quello che ci piace fare, forse è anche quello che ci viene meglio, e volevamo vincere questa scommessa praticamente impossibile. Nel frattempo avevamo tutti le nostre cose da fare. 
Ci siamo lanciati su un genere che non ci apparteneva e non conoscevamo (e conoscendolo abbiamo visto e sentito cose che non ci sono piaciute), ma la musica che c'è su quel disco non è una trollata, anche se è innegabile che esiste solo perché s'è deciso di fare la trollata
Il "Cambogia-musicista" esiste, anche se ha facce diverse da quelle che vi hanno fatto credere. Se vi va pensate al fatto che, mentre andava avanti il troll, c'erano due tizi senza wifi che su quel disco ci lavoravano fino allo svenimento e che, per quel che posso dire io, sono anche molto contenti del risultato. Poi lo sapevamo bene che il linciaggio era dietro l'angolo, ma c'est la vie...
Alla fine della fiera c'è gente che dice che continuerà ad ascoltare Cambogia perché gli piace la "sua" musica e basta, e questo per me è molto bello. Le canzoni su quel disco oggi sono esattamente le stesse della settimana scorsa, se per qualcuno è cambiato qualcosa è evidente che i motivi di questa inversione, così come quelli del precedente apprezzamento, non hanno nulla a che fare con la musica".

Inoltre Davide si è dichiarato "felicissimo" di cominciare eventualmente a fare live "reali" dopo che il collettivo aveva valutato la possibilità di esibirsi con Andrea in veste di frontman e sola voce in playback, ritenendo però questa soluzione troppo rischiosa sia da un punto di vista tecnico che "etico".

Questo l'aspetto più contraddittorio dell'operazione: l'hype generato da Cambogia ha come oggetto un prodotto musicale che ha un reale valore artistico per chi l'ha generato. Questo valore è stato apprezzato da molte persone e addetti ai lavori. Altra cosa sarebbe stato scrivere musica davvero scarsa per darla in pasto al pubblico, un troll al 100%. 

Ma è davvero importante conoscere il volto di chi c'è dietro un progetto? Con le canzoni di Cambogia io e Gian Marco (l'altro admin di Sei tutto l'indie) abbiamo trascorso serate indimenticabili, cantandole e suonandole perché hanno acceso qualcosa dentro di e la musica è sana quando unisce, non quando divide.

3 - Non fermatevi mai all'hype, siate esploratori di musica e quindi di voi stessi.

Il caso Cambogia in qualche modo ribadisce però l'importanza dell'hype nelle scelte musicali di massa, concetto tra l'altro che esiste da decenni, anche se con strumenti comunicativi diversi.

Qui è un discorso di puro marketing e verte quasi sempre sui mezzi che un artista possiede per promuovere la propria musica, oltre il fondamentale talento. Ma è anche un a questione di educazione culturale dell'ascoltatore medio spesso troppo pigro e poco "esploratore".

Una sfida: Sei tutto l'indie non si lascia mai sfuggire ciò che è oggetto di hype, ma pubblica anche tanti artisti emergenti o meno conosciuti. Non sarebbe male premere "play" su pezzi di artisti che non dicono nulla, perché la canzone che vi cambierà la vita è sempre quella che dovete ancora ascoltare.