venerdì 23 maggio 2014

Le ultime uscite in casa Garrincha: intervista tripla a Brace, La Rappresentante di Lista e Pernazza (Magellano)

Garrincha Dischi rappresenta senza ombra di dubbio una realtà consolidata nella galassia delle etichette indipendenti nostrane. Non semplicemente un’etichetta, ma una grande famiglia che ruota intorno al suo boss e acuto talent scout Matteo Romagnoli.

Alla scuderia di Medicina sono approdate realtà emergenti reduci da successi eclatanti su YouTube. Basti pensare a Lo Stato Sociale, L’Officina della Camomilla, L’Orso, le cui auto-produzioni avevano ottenuto migliaia di visualizzazioni.

Generi musicali diversi in Garrincha, con un impatto sociale che scuote soprattutto quella parte del pubblico giovanile che sente bisogno di qualcosa di alternativo, un universo di personaggi che sembrano dei “freaks” mitologici come in un film di Harmony Korine.

Tra questi personaggi mitologici incontriamo Brace, La Rappresentante di Lista e Magellano che rappresentano le ultime tre produzioni in casa Garrincha, per la verità molto differenti tra loro.

Prendete una voce da folk singer americano e prestatelo alla canzone italiana con qualche vampata di rock’n roll e sonorità western alla Morricone. Questo è Brace. L’album Puledri Nello Stomaco è davvero sorprendente: il cantautore romagnolo è una rivelazione un po’ annunciata di questo primo 2014, a distanza di otto anni dall’ultima uscita che aveva suscitato ammirazione e stima nell’ambiente underground.

Altra rivelazione è La Rappresentante di Lista con il loro debutto Per La Via Di Casa. Il duo toscano-siciliano proviene dal teatro e si sente. La potentissima voce di Veronica (sorta di Nina Hagen toscana) e la fisarmonica/chitarra di Dario (siciliano) danno vita a una forma senza tempo di canzone-teatro condita di filastrocche, ninnananne e preghiere. Una miscela davvero originale nell'attuale panorama indipendente italiano.

Con Calci in Culo i genovesi Magellano, capitanati dall’ex Ex-Otago Pernazza,  propongono invece un coinvolgente sound  electro-rap denso di allegra e spesso tagliente ironia. Un lavoro segnato dai tanti featuring tra i quali spiccano i compagni di etichetta L’Orso.

Ora la parola passa direttamente ai protagonisti che si sono confrontati in esclusiva per (S)controBlog in una “intervista tripla”. Rispondono Davide "Brace" Rastelli, Dario e Veronica per La Rappresentante di Lista e Alberto "Pernazza" per Magellano.


Parlaci un po’ del tuo ultimo lavoro. Come è nato? 

Brace: Puledri Nello Stomaco è una raccolta di brani che ho scritto e suonato dal vivo più volte nell’arco degli ultimi otto anni.  Abbracciano perciò un periodo molto ampio della mia vita in cui sono avvenuti molti cambiamenti: città, lavori, amori, etichetta discografica e anche queste canzoni accompagnandomi si sono adattate, hanno cambiato più volte vestito e qualche volta anche significato senza mai trovarne uno definitivo. Praticamente un parto in cui i mesi si sono dilatati in anni.
Dario e Veronica: Il nostro ultimo lavoro - che è anche il primo -  è raccontato nelle storie di (Per La) Via Di casa attraverso gli occhi, le mani, la bocca e i denti di una donna. Questa donna ci ha suggerito immagini e parole per piccoli mondi spiati, ricordati, inventati, traditi o mai vissuti. Sono 11 canzoni scritte tra il 2011 e il 2013 che hanno mosso i primi passi insieme a noi durante i concerti e che con difficoltà abbiamo fermato in questo disco. Il disco è stato registrato al Teatro Garibaldi Aperto di Palermo con l'aiuto di Roberto Cammarata e Serena Ganci (Iotatòla, ndr). 
Pernazza: E’ nato durante il tour del precedente lavoro (“Tutti a spasso” sempre per Garrincha Dischi), dove abbiamo capito, concerto dopo concerto, quale ulteriore step volevamo intraprendere nel percorso Magellano. Durante i nostri viaggi abbiamo iniziato a selezionare le tematiche e salvare suoni e ritmi a noi congeniali, in seguito dopo aver  studiato solfeggio per le metriche  e curato al meglio  la produzione abbiamo partorito “Calci in culo”, nato per essere suonato live con svariate soluzioni.

L’alt folk di Brace, il rap di Magellano e la canzone teatrale de La Rappresentante di Lista: generi completamente diversi, ma di cosa parlano i vostri testi? Cosa lega tra loro le canzoni del disco?

Brace: Le mie canzoni sono un cut up più o meno sconnesso di appunti, riflessioni, immagini e parlano delle difficoltà, scoperte, paure e conquiste di chi, attraversata la soglia dei trent’anni, si trova ancora più lontano che mai dall’avere certezze o una qualsivoglia stabilità.
Dario e Veronica: Quello che abbiamo fatto in questo primo disco, senza pretendere di cominciare la nostra relazione con la discografia italiana con un precisissimo concept album, è stato quello di osservare quello che succedeva fuori, alcune piccole cose che ci saltavano all'occhio erano i compro oro, i genitori che nonostante tutto cantano ancora le ninnananne, i suicidi per amore e la paura negli occhi dei nostri coetanei. Tutto questo (e qualcos'altro) l'abbiamo mischiato alla nostra vita, alle memorie di una nonna o a un sogno che sembrava realtà. Ed ecco (Per La) Via Di Casa.
Pernazza: I nostri testi parlano di esperienze realmente vissute, parlano di persone, di luoghi, sdrammatizzano stereotipi, ironizzano su music business, parlano di feste, di giorni di festa, di privazioni, di azioni prive di anima, di notti vuote, mare. Le nostre canzoni parlano del vissuto come tante  polaroid, che ovviamente  vanno agitate prima di essere visualizzate e messe a fuoco.

Avete tutti dei nomi piuttosto curiosi. Spiegatene un po’ l’origine.

Brace: Il nome "Brace" proviene dalla prima canzone omonima contenuta in un ep del 2003. E’ sia il nome proprio di un personaggio inventato che una metafora. Ogni istante vissuto, ogni persona incontrata possono avere la durata e la consistenza di un soffio ma quando questo incontra la brace inevitabilmente finisce per farla bruciare, talvolta incendiare. Da quando scrissi quella canzone, poiché il testo recita più volte “mi chiamo Brace”, in molti cominciarono a chiamarmi così. Ora è praticamente il mio nome.
Dario e Veronica: Per quanto riguarda il nome, invece, la storia è semplice. Era il 2011 e Veronica si trovava a Palermo. L'unico modo per votare al referendum contro il nucleare era quello di iscriversi come rappresentante di lista a una delle associazioni che promuovevano il referendum. Un giorno che eravamo al mare Veronica mi racconta che a Pedona, vicino Viareggio, c'è una via che si chiama Via degli Uomini e quando passa da lì, paesino di duecento anime, tutti la guardano e lei si sente la protagonista. Io le rispondo "alle prossime elezioni sarai rappresentante di lista". Gioco fatto.
Pernazza: Il nostro nome viene proprio da quello del navigatore portoghese Ferdinando Magellano, che intraprese la prima circumnavigazione del globo passando per lo stretto che ora porta il suo nome per arrivare fino alle Indie. Ci piaceva il concetto di viaggio, di esplorazione, di non fermarsi ad un genere, di poter raccontare storie, di avere un legame con il mare (noi siamo genovesi), di essere così indie per arrivare alle Indie.

Come sei entrato in Garrincha?

Brace: Ho conosciuto Matteo Romagnoli alle fiere e agli eventi dedicati alla musica indipendente ai tempi in cui io producevo dischi insieme alla Tafuzzy Records e ancora lui non era partito con il progetto Garrincha. Poi è partito. Abbiamo cominciato a confrontarci, scambiarci dischi, condividere concerti, banchetti e dividere spese. Un paio di anni fa mi propose di fare il mio nuovo disco per la sua etichetta che nel frattempo era cresciuta diventando una delle realtà più interessanti del panorama italiano. Avevo bisogno di nuovi stimoli e ho accettato. Se non mi avesse spronato lui, insieme ad altri amici, forse avrei impiegato anche più di otto anni per tornare a incidere le mie canzoni.
Dario e Veronica: Avevamo chiuso registrazioni, mix e mastering del disco, abbiamo ricevuto un messaggio da Matteo (Romagnoli, ndr), poi una telefonata e altre cento. Abbiamo partecipato a una serata organizzata da Garrincha all'Arterìa di Bologna e lì abbiamo conosciuto un po' della squadra. Il live è andato bene (con noi c'era anche parte della Banda Roncati). Dopo qualche settimana ci siamo risentiti e ci è piaciuta l'attenzione con la quale Matteo aveva ascoltato quello che avevamo fatto, la precisione con cui si era dedicato a rintracciare le cose belle e le piccole imperfezioni di (Per La) Via Di Casa. Il resto si vedrà! Intanto aspettiamo i Garrincha Loves per incontrare i parenti acquisiti.
Pernazza: Mazzo e mazzette.

A quali artisti e generi ti ispiri?

Brace: Per tutta la mia infanzia ho ascoltato quasi solo musica americana attraversando e sviscerando le discografie degli artisti nei vari periodi che furono denominati grunge, indie, noise, post rock, low-fi, alt folk. Quindi direi che il mio gusto si è formato allora, in un periodo che va dai primi anni ’90 ai primi del 2000.  La lista degli artisti che mi sono d’ispirazione sarebbe veramente troppo lunga e ve la risparmio.
Dario e Veronica: Nina Hagen, Nina Simone e Ho Visto Nina Volare.
Pernazza: All’interno del gruppo ascoltiamo vari generi musicali e tutti e tre proveniamo da altre esperienze storiche con dischi ed esibizioni live all’attivo; dall’elettronica al post-rock passando per hardcore, crosssover e rap non manca nulla al nostro background.

La domanda che faccio un po' a tutti: cos’è per te la musica indie?

Brace: Direi quella di cui parlavo sommariamente nella risposta precedente. I vari significati che vengono dati al termine oggi mi suscitano una gamma di sentimenti che vanno dal riso al nervoso. Internet ha cambiato tutto: il mercato, le mode, le possibilità di fare, registrare e distribuire musica e va benissimo così, sul serio, sarebbe solo ora di rinnovare la terminologia per non incorrere in paradossi imbarazzanti o rovinare memorie storiche creando vuoti di beata ignoranza. Sto esagerando? Mi fermo.
Dario e Veronica: Musica indie? non sappiamo cosa sia. Noi facciamo punk.
Pernazza: Mi viene posta spesso questa domanda. Non ho mai amato particolarmente il termine “indie“,ma se la musica riesce a svincolarsi dalle logiche imposte dalle major per premiare qualità e contenuti allora “W l’indie”. In realtà si tratta di un discorso complesso e lungo che meriterebbe più spazio.

Oggi la musica indipendente italiana pare stia cambiando molto, sta emergendo un vero e proprio movimento. Qual è il suo stato di salute?

Brace: Oggi chi lavora seriamente nell’ambito della musica “indipendente” rischia la possibilità di arrivare a vendite e diffusione non dico pari a quelle delle major di dieci anni fa (quando comunque erano già in crisi) ma quasi. Mi piacerebbe solo che mia madre, o i miei studenti, sono un prof. di matematica, potessero conoscere quello che accade nella realtà ancora più facilmente. Giusto per citare solo artisti che ormai troviamo nelle classifiche di vendite insieme ai “grandi” tipo Cremonini o Pharrell (lui sanno tutti chi è, ad esempio) mi chiedo perché non tutti i miei studenti conoscono le canzoni dei Tre Allegri Ragazzi Morti, Luci Della Centrale Elettrica o Lo Stato Sociale? Perché mia madre non sa che faccia abbiano Dente o Brunori Sas? Immagino le piacerebbero tantissimo. Ha da poco scoperto chi sono i Perturbazione e i Marta Sui Tubi, ma con quanto ritardo? Ho speranza che sia solo questione di tempo.
Dario e Veronica: La musica indipendente per noi è quella che risponde a una necessità, a un'urgenza, che non ha bisogno di nomi, marchi, etichette dai colori dorati per esistere. Sicuramente il pubblico della musica indipendente sta crescendo e la riprova è il fatto che oggi le major abbiano agganciato progetti sui quali, fino a qualche anno, non avrebbero investito. Sullo stato di salute della musica indipendente Dario, nonostante sia un medico, non sa cosa dire. Deve fare degli accertamenti, dice.
Pernazza: Mah, direi che la musica indipendente gode di ottima salute grazie al lavoro di  etichette come “Garrincha Dischi”, la “Tempesta Dischi”, ecc. e all’affermarsi progressivo di artisti quali Brunori Sas, Dente, Le Luci della Centrale Elettrica, I Cani, Lo Stato Sociale (per citarne alcuni) che hanno contribuito a risvegliare il mercato musicale che resta comunque agonizzante. Il lato negativo potrebbe rivelarsi il formarsi di cliché, stereotipi ed un eccessivo snobismo tale da abbassare la qualità dei prodotti e produrre cloni e dischi senza un cuore.

Chi eri a 16 anni?

Brace: Uno studente di liceo classico, d’estate un cameriere d’hotel a Riccione e soprattutto un malato di musica che risparmiava fino all’ultima lira per comprarsi un disco o andare al Velvet e allo Slego a vedere più concerti possibili.
Dario e Veronica: Dario suonava in una cover band dei NOFX, Veronica si faceva in vena o forse era un lupo mannaro, non se lo ricorda.
Pernazza: Uno studente di uno dei licei classici più duri della città visto da professori e compagni come un mix tra Milhouse dei Simpson, Tormento dei Sottotono ed Angus degli AC/DC.

Dove ti vedi tra 10 anni?

Brace: Al momento non saprei dire con esattezza neanche dove sarò a settembre.
Dario e Veronica: Su Plutone.
Pernazza: Thailandia ad organizzare feste o Genova con moglie e figli a gestire uno studio di tattoo o un negozio  di import/export di vestiti o dentro il vestito di Pluto ad Eurodisney o a fare televendite di ukulele elettronici.

“Calci in Culo” di Magellano è caratterizzato da un insieme di featuring. Avete mai suonato insieme? Pensate di farlo in futuro?

Brace: Ho conosciuto Dario e Veronica de La Rappresentante Di Lista ieri sera, ero a un loro concerto, poi ci siamo fatti un giro per una Bologna più surreale che mai. Mi sono piaciuti come musicisti e come persone. Magari in futuro si potrebbe anche vedere se esce qualcosa di buono da una collaborazione. I Magellano li conosco da un po’ più di tempo. Una volta dal vivo Pernazza è venuto a cantare una cover degli X-Mary insieme a me e, se sinceramente non riesco ad immaginare come potrei fare ad inserirmi in un loro brano, non ho invece alcun dubbio che lui potrebbe fare qualsiasi cosa volesse in una qualsiasi mia canzone. E' un maestro in improvvisazione e inserti a sorpresa. Oppure vedrei bene un remix curato da loro, sarebbe un onore. Chissà. Per il momento non vedo l'ora di dividere palchi insieme a loro.
Dario e Veronica: Aspettiamo Garrincha Loves!
Pernazza: Con alcuni ospiti abbiamo avuto occasione di collaborare o "jammare" anche prima del disco (L’Orso, Gnu Quartet, ecc.) Noi crediamo in un live elettronico, divertente e non algido dal cuore rock; non sarebbe male in qualche contesto poter trascinare i nostri amici, colleghi e soci. Mai dire mai.


Garrincha Dischi

Ascolta i tre album su Spotify:

Olio Per Cervella - Brace
(Per La) Via Di Casa - La Rappresentante di Lista
Calci In Culo - Magellano