sabato 15 settembre 2012

Geografia del movimento musicale indipendente italiano - un'analisi regione per regione

Come anticipato ecco una mappa geografica e concettuale del movimento musicale indipendente che sta prendendo piede negli ultimi anni in Italia.

Nota metodologica: nella lista non sono considerati i gruppi indipendenti che cantano in lingua straniera, tra i quali, a titolo meramente esemplificativo annovero A Toys Orchestra (Agropoli), Aucan (Brescia) e i Casa del Mirto (Trento). Per la musica indipendente italiana in lingua straniera è stato scritto un apposito post.

VALLE D'AOSTA: nella piccola regione subalpina si segnala la poliedrica cantautrice Naif Herin, che si fa notare ormai da anni in vari festival in giro per l'Italia.

TRENTINO ALTO ADIGE: spicca l'interessantissimo N.A.N.O. progetto di Emanuele Lapiana (Ex C.O.D.), ottime qualità canore e compositive.

PIEMONTE: negli ultimi decenni questa regione ha regalato gruppi seminali come Subsonica (Torino) e Marlene Kuntz (Cuneo) e il discusso Beck italiano Bugo (Novara), tutti passati alle majors. Hanno invece resistito al richiamo delle grandi case discografiche i Perturbazione, paladini di un pop delicato e intelligente. A Torino troviamo il pop fuori dagli schemi di Vittorio Cane e gli strumentali Gatto Ciliegia Contro il Grande Freddo. Si ricordano infine il rivoluzionario rap narrativo degli alessandrini Uochi Toki e i sofisticati Il Disordine delle Cose da Novara. Da segnalare anche il progetto solista di Cosmo da Ivrea, frontman dei Drink To Me, il cantautorato di Losburla da Asti e il pop-rock ironico di Pagliaccio da Biella.

LIGURIA: nella terra di origine di De André continuano a mantenere la loro indipendenza i genovesi Meganoidi ed emergono gli Ex-Otago, un affollato complesso indie-pop di grande personalità capace di includere diverse sonorità, a volte divertenti a volte nostalgiche. Da una costola degli Ex-Otago nascono i Magellano, elettro-rap ironico.

LOMBARDIA: nella regione più ricca d'Italia, che ha visto nascere due band seminali come Verdena e Afterhours (tornati ad una produzione indipendente con l'ultimo lavoro "Padania") la tradizione caratterizzata da un rock più duro e introspettivo continua con i milanesi Ministri. Da ricordare anche due reduci degli anni '90: Paolo Benvegnù (ex Scisma) e Edda (ex Ritmo Tribale). Milanesi anche i giovanissimi naif sofisticati lo-fi dai testi (apparentemente) non sense Officina della Camomilla, sicuramente tra le realtà più originali, creative e interessanti sulla scena. E poi ancora L'Orso, cantautorato post-moderno molto interessante. Sempre a Milano ricordiamo il rock melodico e sperimentale degli Io?Drama, il pop ironico degli Egokid, pop-rock de Il Triangolo e il sorprendente caso dei Calibro 35, rock strumentale ispirato alle colonne sonore dei poliziotteschi anni '70. Poi ancora Giuliano Dottori e Dilaila. Gli Amanti invece nascono da un incontro tra pugliesi e sardi nel capoluogo lombardo.
Un sound davvero originale per l'Italia è quello dei Fine Before You Came: emo-core trascinata dalla voce del cantante Jacopo Lietti.
Da non dimenticare due mostri sacri dell'indipendente milanese, che nella loro carriera hanno seguito percorsi differenti: Elio e le Storie Tese ed Eugenio Finardi.
A Brescia invece si afferma il pop esplosivo di Paletti, con i suoi video divertenti, Ettore Giuradei, raffinato e pungente cantautore legato alla vecchia scuola italiana e i Campetty (ex Intercity), mentre a Salò annoveriamo Edipo, punto di riferimento dell'indie-pop lombardo.
Infine a Mantova troviamo lo sperimentale Dino Fumaretto, il chitarrista de Il Teatro degli Orrori Gionata Mirai e il cantautore Vincenzo Fasano, seppure trapiantato in Emilia Romagna.
Altro gruppo molto interessante, tra le province di Como e Lecco, sono i Nemesi, autori di un crossover abbastanza arrabbiato. Dalla provincia di Varese, infine, i MasCara.

VENETO: è la regione de Il Teatro degli Orrori, da Venezia, una delle band più seguite dal panorama e guidata da Pierpaolo Capovilla (ex One Dimensional Man). Una band trevigiana nota da diversi anni nel panorama è Valentina Dorme. A Verona nascono invece gli Ultimo Attuale Corpo Sonoro che ricordano un po' i Massimo Volume. A Padova troviamo invece Alessandro GrazianPetrina ed Edoardo Cremonese. A Bassano del Grappa sin dagli anni '80 fiorisce invece la new wave dei Frigidaire Tango.
Per il resto, se si escludono i raffinatissimi bellunesi Non Voglio Che Clara, l'indie veneto è trapiantato in Emilia Romagna, infatti l'artista di punta è il trevigiano di nascita ma bolognese di adozione Nicola Manzan, one man band a capo del progetto Bologna Violenta che sviluppa sonorità tra grindcore e industrial. Infine da segnalare il delicato duo pop Le-Li metà vicentino metà appunto bolognese, mentre i cupi e post-moderni ManzOni provengono in parte da Chioggia e in parte da Ferrara.

FRIULI VENEZIA GIULIA: è la regione che ha dato i natali a Fausto Rossi (al seguito Fausto'O), rivalutato autore dark-wave degli anni '80 oggi considerato un'icona per diversi gruppi indie. Ad anni di distanza Pordenone si presenta come una delle insospettabili capitali dell'indie rock italiano grazie agli ormai storici Tre Allegri Ragazzi Morti il cui bassista Enrico Molteni ha fondato l'importantissima La Tempesta Dischi che produce diversi tra i più importanti gruppo indie italiani tra i quali Sick Tamburo, ex Prozac+. Infine, nella provincia di Udine, sono nati gli Amari, interessante gruppo elettro-pop.

EMILIA ROMAGNA: forse la regione che più fa sentire il suo peso sull'indie italiano, sia per il numero che per l'importanza dei propri artisti. L'Emilia è in questo momento il regno del ferrarese Vasco Brondi de Le Luci della Centrale Elettrica, simbolo indiscusso di un cantautorato indie post-moderno e punto di riferimento artistico e morale per molti artisti emergenti. Ma ancora una volta è Bologna la città più virtuosa, a partire dal fenomeno del momento Lo Stato Sociale, gruppo synth-pop semi-nichilista capace di scrivere testi non del tutto geniali ma sufficientemente irriverenti. Il ritorno del padri del rock parlato Massimo Volume e i chiari riferimenti politici dei CCCP avranno sicuramente influenzato il cantante/autore/scrittore/agente immobiliare degli Offlaga Disco Pax, Max Collini. Sempre da Bologna, da segnalare per il discreto successo di pubblico anche il post-rock dei Mariposa, e le sperimentazioni degli Zeus! (bassista da i Calibro 35 + batterista da Il Genio). Da seguire gli emergenti Nel Dubbio, davvero molto interessanti. Una nota di merito per Matteo Costa Romagnoli, boss della Garrincha Dischi, altra metà dei LE-LI che ora ha deciso di produrre un disco tutto suo. Nella scuderia di Garrincha Dischi anche Marcello Petruzzi, alias 33 Ore. Tuttavia il simbolo del cantautorato chic italiano è di Fidenza, e si chiama Giuseppe Preveri meglio conosciuto come Dente  a cui piace parecchio Battisti, e si sente. Sulla sponda romagnola si ascolta un rock in cui stridulano le chitarre, prima tra tutte quella dell'ex CCCP Giorgio Canali con i suoi Rossofuoco fino al fantastico noise psichedelico in stile My Bloody Valentine dei Cosmetic. Nella provincia di Reggio Emilia, oltre agli storici Giardino di Mirò troviamo i ruvidi Gazebo Penguins (tra Correggio e Zocca).
Un discreto movimento lo troviamo anche a Forlì con i Blastema (apparsi anche a Sanremo), Jang SenatoJocelyn Pulsar e lo screamo dei Raein, capaci di ottenere un buon seguito anche all'estero. Un'altra band molto importante i Nobraino da Riccione, uno dei tanti gruppi indie lanciati dal programma Parla con Me, piacevolmente matti come il loro stravagante leader Lorenzo Kruger, mentre a Rimini si segnala Brace. Nelle provincia di Ravenna troviamo le sonorità cupe e sperimentali di Simona Gretchen.
Da Modena infine, un gruppo storico: i Modena City Ramblers.

TOSCANA: all'inizio degli anni '80 Firenze era la capitale della new wave indipendente italiana con gruppi come Litfiba, Diaframma (tornati nel giro) e Moda di Andrea Chimenti. Poi è arrivato il rock filosofico dei Baustelle che però si sono piegati alla Warner, restano i pisani The Zen Circus (insieme al loro frontman-solista Appino e il progetto del batterista Karim Qqru La Notte dei Lunghi Coltelli), rock duro contro il sistema insieme ai concittadini Criminal Jokers, rock indie dal sound molto dark-wave, che hanno lanciato quest'anno il loro primo album in lingua italiana. Pisani anche i Gatti Mezzi. Da seguire i divertenti Pippo e i suoi Pinguini Polari dalla provincia fiorentina e La Rappresentante di Lista, metà palermitani e metà viareggini con la splendida voce di Veronica Lucchesi. Della provincia di Arezzo, invece il piano-bar futuristico dei Saluti da Saturno. Senza dimenticare i Virginiana Miller da Livorno, band indipendente ormai "longeva".

UMBRIA: a Perugia è possibile ascoltare il rock-dinamite dei Fast Animals And Slow Kids, giovani e irriverenti.

MARCHE: nella terra dell'esiliato e quasi incompreso Moltheni, tornato alla ribalta come Umberto Maria Giardini, troviamo un movimento molto vario nel quale spicca Maria Antonietta, nervosa e stridente cantautrice di Pesaro, pupilla di Dario Brunori che nello stile vocale ricorda un po' la prima Carmen Consoli. Di Pesaro anche gli irriverenti e geniali Camillas Occhio alla città di Senigallia, che ama definirsi la "Nuova Seattle" e dove troviamo un indie-pop molto poliedrico di gruppi come Chewingum e Dadamatto. Infine a Recanati La Tosse Grassa, pop demenziale postmoderno.

LAZIO: è la Capitale a farla da padrone con il simbolo Mannarino che nonostante la distribuzione indipendente è allo stato attuale l'artista con maggior numero di fan al seguito tanto che è facile prevedere che possa essere sedotto dalle major. Il cantautore del quartiere Centocelle ha conquistato le masse con un cantautorato folk schietto, allegro e intelligente. Tra i migliori e più originali gruppi che cantano in romanesco si citano Il Muro del Canto, folk e dark nello stesso tempo. Legato alla musica popolare romana anche Emilio Stella.
A guidare la sponda più propriamente "indie" I Cani, con un elettro-pop sporco e rumoroso, forzatamente antiborghese. Per molti si tratta di una furba operazione di marketing ben congegnata facendo leva sul web.
Sempre a Roma da segnalare anche il folk dei Tete de Bois, il cantautorato di Roberto Angelini, BabalotIlenia Volpe, o gruppi davvero interessanti come Thegiornalisti, i Luminal, I Quartieri, i Carpacho! e i Cernit, freschissimi rappresentati di un lo-fi romantico che si contrappone ai cugini naif milanesi de L'Officina della Camomilla. Occhio anche ai Jonny Blitz e ai Mary in June, introspettivi come pochi. Ma c'è anche tanta qualità musicale: ricordiamo il new blues Bud Spencer Blues Explosion, e il math rock degli Zu.
In questo caso vale la pena accennare a un gruppo importantissimo per il rap indipendente romano e non solo: gli Assalti Frontali.
Ma la provincia non sta a guardare: a Velletri spiccano i seguitissimi Eva Mon Amour (ex Cappello a Cilindro) e GaLoni, da Marino il rock bizzarro ed esplosivo dei Kutso, mentre sull'asse Roma-Pomezia c'è una formazione di cinque ragazzi terribili, Gli Innocenti, che presentano un sound davvero originale che mescola beat e psichedelia con testi stravaganti e videoclip molto creativi.
Da Rieti gli Area 765, ex Ratti della Sabina.

ABRUZZO:  mentre Umberto Palazzo (co-fondatore dei Massimo Volume) continua ad essere un'icona concettuale dell'indipendente italiano con i suoi Santo Niente (Pescara) il nome nuovo sono i Management del Dolore Post Operatorio da Lanciano, indie-rock contro il sistema dai testi molto sofisticati. Sicuramente tra le regioni più "ribelli".

MOLISE: nel 2002 a Campobasso nasce Il Rumore del Fiore di Carta, complesso di qualità tra ambient e post rock con discreto seguito anche all'estero.

CAMPANIA: nella terra famigerata dei neomelodici e dell'allegra tarantella nella a Napoli annoveriamo tre rappresentanti ormai storici dell'indipendente: i 99 Posse, il dub-raggae degli Almamegretta, i 24 Grana, capaci di cantare in dialetto partenopeo pezzi di qualità abbracciando diversi stili musicali, e il pop sperimentale di Marco Parente. Tra le nuove leve invece emergono due gruppi completamente diversi tra loro. A Napoli annoveriamo Innanzitutto il rock in dialetto dei Foja, l'elettronica di Meg e i Fitness Forever, che sembrano un Quartetto Cetra moderno capaci di spaziare tra differenti sonorità, ma molto divertenti nello stile tanto da passare quasi inosservati in Italia con un discreto successo invece in Spagna. Sempre da Napoli il cantautorato concettuale di Giovanni Truppi. In provincia di Caserta invece si segnalano i Bastian Contrario, capaci di disegnare un pop amaro e raffinato. Infine, nel movimento che coinvolge il salernitano spicca il cantautorato intimista di Nicodemo.

PUGLIA: il Salento negli ultimi anni ha regalato alla platea gruppi ormai affermati come i Negramaro e i Sud Sound System, ma tra le nuove band che si possono definire indipendenti si segnala il duo Il Genio, alla ribalta grazie al discreto successo di "Pop Porno" ma capaci di esprimere sonorità interessanti con trame vocali "sussurrate!. Nella provincia di Bari (Molfetta) che ha lanciato il rap tagliente di Caparezza è stato ottenuto un discreto successo da La Fame di Camilla, che però non possono essere classificati come veri indipendenti in quanto prodotti e distribuiti da Universal. Da Foggia (città per anni non molto avvezza all'indipendente), invece si segnalano i Ratafiamm, ora scioltosi,  trapiantati in Emilia Romagna, duo introspettivo che sinora hanno guadagnato una grande attenzione della critica più che del pubblico e Trivo, autore lo-fi dal sound elettronico caratterizzato da una visionarietà lynchiana. Infine a Taranto il notevole alternative folk dei Leitmotiv.

BASILICATA: pur vivendo a Roma Filippo De Lisa alias Dr. Panico è di Potenza, si tratta di un menestrello indie-pop.

CALABRIA: chissà cosa penserebbe oggi Rino Gaetano ascoltando il suo conterraneo (anch'egli della provincia di Cosenza) Dario Brunori, leader dei Brunori SAS e probabilmente il miglior cantastorie del nuovo panorama musicale italiano.

SICILIA: la terra di Franco Battiato e Carmen Consoli è la grande sorpresa del mio personalissimo studio per numero e qualità degli artisti con una nuova interessante scuola cantautorale. A parte lo storico Cesare Basile e l'originalissimo cantautore Mapuche, sospeso tra ironia e rabbia, il baricentro (di gravità permanente) si è spostato da Catania a Palermo. Qui troviamo l'originalissimo folk alternativo del duo Pan del Diavolo, ma anche i cantautori vecchia scuola come Antonio Dimartino e Nicolò Carnesi, le terribili Iotatola in bilico tra jazz e pop e il misterioso, misconosciuto ma già influente Piero Palazzo con il suo gruppo Un Giorno Disperato. Proviene invece da Siracusa il talentuoso Colapesce che ha ben studiato i gruppi indipendenti americani contemporanei. Dalla provincia di Messina il cantautorato raffinato di Oratio.
Senza dimenticare i Marta Sui Tubi da Marsala, sempre più noti al grande pubblico e ora non del tutto indipendenti in quanto co-prodotti da BMG.

SARDEGNA: anche qui troviamo un autore trapiantato in Emilia: Jacopo Incani da Buggerru (CI) meglio conosciuto come Iosonouncane, cantautore sperimentale non per tutti i gusti. A Cagliari invece da diversi anni ci sono i seguitissimi (anche al di fuori dell'isola sarda) Sikitikis, davvero potenti e dalle mille influenze sonore, che hanno da poco firmato un contratto esclusivamente editoriale con la Sugar di Caterina Caselli.

Qualsiasi suggerimento su nomi di gruppi particolarmente interessanti nell'attuale scena indipendente italiana è gradito.




[post aggiornato a Dicembre 2013]