venerdì 5 agosto 2016

1967 - Pugni Chiusi (I Ribelli)

Nella seconda metà degli anni '60, in un'Italia che arrancava tra beat, cover in italiano di successi inglesi e urlatori, spunta fuori "Pugni Chiusi", pezzo de I Ribelli di notevole intensità, denso di rabbia crepuscolare e aggraziato dall'indimenticabile voce di Demetrio Stratos, la cui carriera proseguirà secondo dettami più sperimentali tra Area e progetti solisti.



Un pezzo scoperto grazie alla compilation di mio padre, che svelava un altro Stratos diverso da quello che avevo conosciuto prima con i successivi Area, più melodico ma sempre superlativo e capace di emozionare. 

Il testo narra della rabbia per un amore perduto nella notte il testo è di Luciano Beretta e la musica di Ricky Gianco e Gianni Dell'Aglio (batterista de I Ribelli).
Pugni chiusi non ho più speranze
in me c'è la notte più nera
Occhi spenti nel buio del mondo
per chi è di pietra come me
Pugni chiusi...
perduto per sempre!
Non ha più ragione la vita
La mia salvezza sei tu
sei l'acqua limpida per me
il sole tiepido sei tu amore
torna
torna qui da me
Pugni chiusi non ho più speranze
in me c'è la notte più nera
Viene l'alba
e un raggio di sole disegna il tuo viso per me
mani giunte
tu sei qui con me
e abbraccio la vita con te

Bellissimo è questo video caricato anni fa sul Tubo e andato in onda su RaiUno: una fotografia particolarmente cupa per quei tempi in TV e un giovane Stratos in tutta la sua presenza scenica.

martedì 19 luglio 2016

In Italia si fa dell'ottimo folk (anglosassone)

[aggiornato a ottobre 2016]

L'America è la patria del folk, quello sofferto, chitarra e voce, che narra di amori, viaggi e impegno sociale. In principio fu Woody Guthrie, poi Bob Dylan, Simon & Garfunkel, Neil Young, Bruce Springsteen, fino ai maestri dell'indie folk come Will Oldham. Oppure si pensi alla scrittura europea che va da Jackson C. Frank, passando per Nick Drake, Donovan, David Gray, fino allo svedese The Tallest Man on Earth. Sono solo alcuni nomi.

In Italia invece, cosa viene in mente quando si pronuncia la parola "folk"? Sicuramente la musica tradizionale, di matrice regionale: si pensi ad esempio alla pizzica, alle tarantelle, al liscio romagnolo, alla musica in dialetto napoletano, ai canti popolari del nord italia e agli stornelli romani.

Oppure alla scuola dei grandi cantautori degli anni '70 che ha in De Andrè e De Gregori i suoi punti di riferimento.

Tuttavia nel panorama contemporaneo esiste un sottobosco di talentuosi cantautori rigorosamente italiani che si "ostinano" nel produrre un indie folk tipicamente "anglosassone" e in lingua inglese, ma di altissimo spessore.



Perché questi artisti non riescono ad ottenere il meritato seguito a livello internazionale? Il guaio per questi artisti è che riescono promuoversi adeguatamente all'estero. Restano infatti intrappolati nel "limbo" dell'underground italiano, conosciuti e ascoltati da quei pochi "esploratori" musicali. Un altro problema è sicuramente la produzione dispersiva: sarebbe auspicabile una realtà discografica specializzata del genere (si pensi a Bad Panda Records per l'elettronica), e dunque uffici stampa capaci di porre in essere una promozione verso l'estero, con contatti internazionali.

Di seguito un po' di artisti che possono ricondursi a questo filone, in ordine rigorosamente sparso.



BOB CORN

Tiziano Sgarbi proviene dalla provincia di Modena e può essere considerato uno dei padri del folk anglosassone "made in Italy", tanto da essere capace di condividere il palco addirittura con il grande Will Oldham. Love Turns Around è una perla che dovrebbe essere consegnata al lustro internazionale.





WRONGONYOU

Classe 1990, Marco Zitelli da Grottaferrata (Roma) è sotto contratto con Carosello e ha una bella storia da raccontare: innamorato del folk e di tutta la discografia di Justin Vernon, comincia a scrivere brani intorno al 2013 ed a pubblicarli sul suo profilo Soundcloud, i brani arrivano all'orecchio del professore di Sound Technology dell’Università di Oxford il quale lo invita a registrare quattro brani nei recording studios dell’università, gli stessi dove nel ’91 gli Shinding, oggi conosciuti come Radiohead, registrarono Manic Hedgehog. Lì nasce Hands, il primo demo che gli permetterà di fare tanti nuovi concerti, oltre che di condividere il palco con Lee Ranaldo dei Sonic Youth.
Questa interpretazione di My Hope fa davvero venire i brividi.





JACK JASELLI

Anche Milano scopre il suo folksinger, secondo una linea più melodica ma pur sempre di alto livello. Jack Jaselli è laureato in filosofia con lode. Senza l’appoggio di alcuna casa discografica, management o agenzia di booking, Jack ha registrato il suo primo album “It’s Gonna Be Rude, Funky, Hard” in una cantina promuovendolo dal vivo con più di 80 date l’anno ed entrando con ben tre singoli nella classifica ‘ear one’ dei brani più trasmessi dalle radio. Fino alla distribuzione Universal.





THONY

Nata a Palermo, di padre italiano e madre polacca, Federica Victoria Caiozzo si fa conoscere al grande pubblico grazie a Flowers Blossom, un pezzone che compare nella colonna sonora di Tutti i Santi Giorni (2012) di Paolo Virzì, da lei composta e raccolta nel bellissimo album Birds. Una voce vellutata davanti che incanta orecchie e psiche.






DI OACH

Dalla fredda Vicenza nasce una band di grande calore introspettivo: un folk più sofisticato dai ricchi intrecci sonori, impreziosito dalla bellissima voce di Chiara Giacon.




THE LEADING GUY

Insieme a Wrongonyou e Persian Pelican il friuliano Simone Zampieri può considerarsi il folksinger del momento: apprezzato dalla critica, in giro per la penisola con innumerevoli live, una grande espressività vocale. Sicuramente hanno pesato i suoi trascorsi in Irlanda e i viaggi in Europa. Oh Sister è magia pura.





NELCASO

Giovanissimi, dalla provincia di Rimini i Nelcaso propongono un sound che rimanda a paesaggi incontaminati e sperimenta l'uso della tromba.





LIVIA FERRI

Altro rappresentante femminile di questa lista, la romana Livia Ferri propone un indie folk dalle liriche potentissime.





SEEKING A DROP

Seeking A Drop è il progetto solista del romano Livio Tulli, ora emigrato a Berlino. Nel 2013 sforna Beyon The Wall, un album a dir poco geniale caratterizzato da ritmo, sperimentazioni e aggressività folk. Speriamo di sentirne parlare ancora.





COMANECI

Ravenna: dall'incontro della splendida voce di Francesca Amati, e della chitarra di Glauco Salvo nasce un duo capace di esprimere un folk intenso e delicatissimo. Satisfied Girl è pura carezza sonora.





PERSIAN PELICAN

Andrea Pulcini, in arte Persian Pelican proviene dalla provincia di Ascoli, ha vissuto a Barcellona edeè attivo dal 2008. Nel 2016 ha lanciato uno degli album artisticamente più interessanti dell'anno. Nessuno sa descrivere l'artista meglio di sé stesso: "...miscela songwriting americano, indigestioni di cinema iraniano e melodrammi di Douglas Sirk, racconti di carattere onirico e di piccole depravazioni quotidiane".





DA BLACK JEZUS

Questo duo nato dalla provincia di Enna propone folk di ampio respiro dalle contaminazioni afro, blues e soul. Una proposta particolarmente valida e originale.






THE SLEEPING TREES

Giulio Frausin è il bassista dei Mellow Mood, noto collettivo reggae friuliano che ha avuto un discreto seguito all'estero grazie a pezzi come Dance Inna Babylonia e Take Over Giulio però è anche un intimissimo folksinger capace di sfornare pezzi da brividi, prima di passare alle contaminazioni elettroniche dell'album Colours (2015).






THE WANDERER

The Wanderer è il progetto del vicentino Gabriele Minchio che scrive un disco chiamato "Born in a Room" poiché scritto tutto d'un fiato, in una stanza, dopo la sofferenza di un amore. L'atmosfera è magica, capace di trasportarti nelle più profonde selve americane, la voce è di un'intensità toccante.






BLACK SNAKE MOAN

Marco Contestabile da Tarquinia, in arte Black Snake Moan, è un one man band che propone un desert blues tenebroso di quelli che in Italia si sentono suonare molto raramente.




giovedì 30 giugno 2016

13 artisti indie che hanno superato il milione di visualizzazioni su YouTube



Indie significa forse "di nicchia"? Non sempre: a volte un pezzo indipendente può sbarcare il lunario e diventare un successo pop pluri-condiviso sulla rete. Ultimo in ordine cronologico "Cosa Mi Manchi A Fare" di Calcutta.

Analizziamo 13 casi che hanno consegnato la musica indie alla gloria popolare su YouTube, superando il milione di visualizzazioni. Un'analisi che parte dal 2005, anno di fondazione della piattaforma di video-streaming.

NOTA METODOLOGICA: in caso di artisti che hanno più pezzi/video che hanno superato il milione di views, è stato preso in considerazione quello con più visualizzazioni.



2007 - IL MONDO PRIMA / TRE ALLEGRI RAGAZZI MORTI (La Tempesta) [6.350.000+ views]

Apre la classifica una band seminale dell'indie italiano degli ultimi 15 anni, non solo sotto il profilo musicale ma anche produttivo: il primo video a superare il milione di fan è una produzione de La Tempesta, collettivo discografico nato sette anni prima su iniziativa di Enrico Molteni, bassista dei TARM. E di pezzi de La Tempesta ne vedremo tanti in questa classifica, dato che rafforza la fama di etichetta più influente della musica indie e modello da emulare.





2008 - POP PORNO / IL GENIO (Cramps Music) [6.350.000+ views]

Uno dei primi grandi exploit dell'indie italiano, trasmesso su MTV diventa subito un caso grazie soprattutto all'ipnotico ritornello e alla voce sexy di Alessandra Contini, particolarmente ammiccante nel video dove balla vestita come una liceale. Oggi Gianluca De Rubertis ha intrapreso una strada parallela da solista.





2008 - DISTANTE / MEG (Multiformis) [1.290.000+ views]

La napoletana Meg si è fatta conoscere come voce femminile dei 99 Posse per poi fondare una propria etichetta (Multiformis) e intraprendere un fortunata carriera solista  segnata da un electro pop psichedelico.





2009 - VIENI A VIVERE / DENTE (Ghost Records) [1.000.000+ views]

Giuseppe Peveri, malinconico cantautore di Fidenza, viene lanciato nel 2006 dalla madre dei fratelli Ferrari (Verdena) e nel 2009 incide uno dei dischi più influenti del cantautorato contemporaneo: "L'Amore Non è Bello". Vieni a Vivere è una canzone che emana dolcezza, così come il suo video.





2009 - ANDATE TUTTI AFFANCULO / THE ZEN CIRCUS (La Tempesta) [2.270.000+ views]

L'indie italiano a differenza del mainstream può permettersi titoli ribelli corredati da "parolacce". La band pisana è sulla scena ormai da anni, ma questo pezzo diventa un inno generazionale carico di rabbia. In questo caso non c'è bisogno di un videoclip per superare il milione di views.




2009 - A SANGUE FREDDO / IL TEATRO DEGLI ORRORI (La Tempesta) [1.280.000+ views]

Altra band di primaria importanza per il rock italiano, questo pezzo riesce a raggiungere la fama pur parlando di un tema molto impegnato: il poeta ed attivista nigeriano Ken Saro-Wiwa, condannato a morte nel 1995. Chapeau.





2010 - CARA CATASTROFE / LE LUCI DELLA CENTRALE ELETTRICA (La Tempesta) [2.300.000+ views]

Il progetto musicale del ferrarese Vasco Brondi nasce nel 2007 e ha un grandissimo riscontro di pubblico e critica nel 2008 con Canzoni Da Spiaggia Deturpata. Il video di "Cara Catastrofe", che vede protagonista una ragazza dai capelli blu che balla nel quartiere tuscolano di Roma mentre ascolta musica in cuffia, è entrato subito nell'immaginario collettivo. E' l'inizio di una nuova era per l'indie italiano, fatto di versi sofferti e apparentemente disconnessi, parlati a volte gridati che denunciano il disagio delle nuove generazioni.





2010 - ME SO'MBRIACATO / MANNARINO (Leave Music) [7.600.000+ views]

Da busker sulle strade della Capitale, gli stornelli di Alessandro Mannarino vengono notati da Serena Dandini che lo lancia su Rai 3 nella trasmissione "Parla Con Me". Il successo è straordinario e Mannarino è l'artista indie di questa classifica che vanta più video oltre il milione di views.




2011 - LE COPPIE - I CANI (42 Records) [1.170.000+ views]

Altro punto di svolta per la musica indie italiana: dietro "I Cani" e una band che inizialmente si presenta col volto coperto di buste di carta si cela il progetto musicale di Niccolò Contessa che impone il suo sguardo nichilista e etimologico verso la società borghese, in particolare quella romana. I video su YouTube sono cliccatissimi e seguiranno altri album fortunati.




2012 - MI SONO ROTTO IL CAZZO / LO STATO SOCIALE (Garrincha Dischi) [2.000.000+ views]

Punta di diamante della Garrincha Dischi, fortunata etichetta bolognese fondata da Matteo Romagnoli che conquista soprattutto i seguaci più giovani dell'indie italiano attraverso un electro-pop festaiolo e scanzonato ma spesso impegnato nei temi. Ancora una volta, il titolo molto forte contribuisce a trasformare questo singolo in un inno generazionale che sa di ribellione.





2013 - ALFONSO / LEVANTE (INRI) - [2.000.000+ views]

Claudia Lagona, cantautrice di origine siciliana, è stata la scommessa vinta dall'etichetta torinese INRI. Talvolta ragazza acqua e sapone, talvolta rocker vagamente ribelle, con "Alfonso" riesce addirittura a conquistare le radio nazionali diventando un vero e proprio tormentone. Insieme a Meg unica donna solista in classifica.





2014 - L'UNICA / PERTURBAZIONE (Mescal) [2.700.000+ views]

Stavolta il traino è Sanremo: una band che da anni si è fatta apprezzare nei circuiti alternativi conosce il suo momento di gloria grazie a un pezzo raffinato che parla di donne, amore e conquista il pubblico nazionale.




2015 - COSA MI MANCHI A FARE / CALCUTTA (Bomba Dischi) [1.830.000+ views]

E' l'ultimo grande caso dell'indie italiano, forse il più eclatante. Perché Calcutta da Latina, al secolo Edoardo D'Erme, nasce come svampito cantautore rigorosamente lo-fi, cresciuto nei circuiti underground romani. Un giorno però decide di dare una veste "mainstream" ai suoi inni nostalgici di provincia e nasce un disco che segnerà per sempre l'indie e non solo. Il piccolo protagonista bengalese si erge a simbolo dei perdenti in questo fantastico video di Francesco Lettieri, che crea dipendenza come la canzone.


giovedì 16 giugno 2016

Vinci una Lomo'Instant Marrakesh con Sei Tutto L'Indie Di Cui Ho Bisogno!

Da oggi, grazie alla collaborazione tra Sei Tutto L'Indie Di Cui Ho Bisogno e Lomography puoi vincere una fantastica Lomo'Instant Marrakesh!

Sarà necessario innanzitutto inserire la propria mail per iscriversi alla newsletter di Lomography qui:


Inoltre per partecipare al giveaway è necessario anche mettere "mi piace" alla relativa foto pubblicato sulla pagina Facebook di Sei Tutto L'Indie Di Cui Ho Bisogno e condividerlo sul proprio profilo personale.

E' possibile partecipare al contest entro mercoledì 22 giugno, dopodiché tra i partecipanti sarà sorteggiato il vincitore cui sarà inviata la macchina fotografica direttamente a casa!




La Lomo'Instant Marrakesh! è un'allusione alla città piú romantica al mondo, Marrakesh - Marocco. Cittá conosciuta per le sue spezie pregiate, serpenti ipnotizzati, mercati labarintici e il grande deserto del Sahara. La Lomo'Instant Marrakesh è adornata da un amore istantaneo che renderà la tua esperienza fotografica ancora più emozionante!

Una istantanea dotata di grande qualità grazie a 3 modalità di scatto, flash automatico/manuale/manuale off, un sistema di lenti super-avanzato, lente grandangolare incorporata, fisheye lens attachment, portrait lens attachment, close-up lens, lunghe esposizioni, esposizioni multiple illimitate, gel colorati, la più ampia apertura per fotografia istantanea al mondo, compatibile con le pellicole Fujifilm Instax Mini film e con un piccolo specchietto a sinistra della lente.




lunedì 18 aprile 2016

Dieci personaggi molto indie che c'entrano poco o niente con la musica.

Qualche settimana fa abbiamo chiesto alla community di Sei Tutto L'Indie Di Cui Ho Bisogno quale fosse il personaggio non c'entra nulla con il mondo indie, ma che in realtà sono molto indie. Tanti nomi tirati fuori tra attori, registi, personaggi televisivi, politici e persino religiosi.

Di seguito l'esito delle votazioni con la bizzarra top ten che ne è venuta fuori. Inoltre per ogni personaggio ho associato un pezzo indie che in qualche modo potrebbe rappresentarlo.




In una scena Caro Diario (1993), il buon Nanni, regista dallo stile nevrotico e beffardo, a un semaforo scende dalla sua amata vespa per parlare appositamente con uno sconosciuto automobilista per dirgli: "Sa a cosa stavo pensando? Io stavo pensando una cosa molto triste, cioè che io, anche in una società più decente di questa, mi troverò sempre con una minoranza di persone. Ma non nel senso di quei film dove c'è un uomo e una donna che si odiano, si sbranano su un'isola deserta perché il regista non crede nelle persone. Io credo nelle persone, però non credo nella maggioranza delle persone. Mi sà che mi troverò sempre a mio agio e d'accordo con una minoranza...e quindi..." Beh, più indie di così!


Unico personaggio defunto di questa speciale classifica, il prete ligure si distinse per essere stato partigiano e comunista:  "I miei vangeli non sono quattro... Noi seguiamo da anni e anni il vangelo secondo Fabrizio De André, un cammino cioè in direzione ostinata e contraria. E possiamo confermarlo, constatarlo: dai diamanti non nasce niente, dal letame sbocciano i fiori". Cattoindie.


Sarà per quell'aria da romantico e strafottente, sarà perché interpreto Rino Gaetano in una famosa fiction e pellicole come PAZ! (dai fumetti di Andre Pazienza), l'attore romano si guadagna un posto di tutto rispetto, fresco anche del successo di Lo Chiamavano Jeeg Robot.


#7. OSCAR GIANNINO / Maledetti Italiani - Colapesce




Personaggio stralunato del giornalismo economico italiano, dandy come pochi  grazie a uno stile mai sobrio e fuori dal tempo. Una volta di candidò premier per un partito L'Italia del Fare, salvo scoprire che poi non era in possesso né di master né di lauree tanto decantati.



#6. GIANCARLO MAGALLI / Mi Sono Rotto Il Cazzo - Lo Stato Sociale




Fino a qualche mese fa fu un caso mediatico: icona di un hipsterismo ironico e improvvisato, il buon Giancarlo ha cavalcato l'onda del fake recitando per i Pills e facendosi autopromotore della campagna social che nel 2015 lo voleva tra i candidati a presidente della Repubblica Italiana.


#5. VALERIO MASTANDREA / Nati Per Subire - The Zen Circus



Come Santamaria, attore romano e fascinoso dall'aria vagamente dura e ribelle, ha recitato in più di 50 pellicole ed è stato produttore di un cinema "alternativo" come l'opera postuma di Caligari "Non essere cattivo". Per attirare l'attenzione del cinema internazionale verso un film così "artigianale" scrisse addirittura a Martin Scorsese.


#4. NERI MARCORE' / Arrivederci Tristezza - Brunori SAS



L'aria intellettuale di un comico col fascino da perdente hanno reso Neri Marcorè un'icona pop molto stimata dagli ambienti alternativi. Si annoverano nel suo curriculum un documentario con "Darione" Brunori e performance live da musicista.



#3. WES ANDERSON /  Wes Anderson - I Cani



Unico straniero in classifica. Se Nicolino Contessa ha scelto di intitolare una canzone al regista statunitense non è un caso: personaggi stralunati, storie e surreali e scene immortalate come quadri coloratissimi. Anche le colonne sonore lasciano il segno nei film di Wes, con una azzeccata selezione di pezzi anni '60-'70 e  musiche spesso rivisitate dal fido collaboratore Mark Mothersbaugh (ex cantante dei Devo). "E i cattivi non sono cattivi davvero. E i nemici non sono nemici davvero. Ma anche i buoni non sono buoni davvero, proprio come me e te".


#2. PIPPO CIVATI / Sasso - Fine Before You Came



Pippo Civati è l'uomo dell'opposizione eterna dall'aria sofferta e vagamente new wave anni '80. Il politico brianzolo è entrato di diritto nell'immaginario indie grazie alla geniale pagina Facebook Indicivati che lo immaginava sempre sul pezzo con le questioni della musica indie italiana e internazionale. Pioniere.


#1. FABIO FAZIO / Cosa Mi Manchi a Fare - Calcutta 




Sarà per quel viso da bamboccione paraculo ed eternamente bastonato il noto presentatore ligure per qualcuno dei fan della community di Sei Tutto l'Indie è molto "Cosa Mi Manchi A Fare". A quanto pare accostamento più che azzeccato!


venerdì 26 febbraio 2016

[INTERVISTA] Paolo Sessa (Malatja): il professore/rocker e l'album della svolta

Ho avuto l'onore di scambiare quattro chiacchiere con Paolo Sessa, frontman dei Malatja, storico trio di Angri (SA) che si è affermato grazie a un rock energico e testi in dialetto con punte di ironia. 

Nati nel 1993, mentre a Seattle sbocciava il grunge, i Malatja resistono ancora insieme  a tutta a forza che caratterizza i loro seguitissimi live. Ma la figura di Paolo Sessa desta curiosità anche per la sua vita "a due facce": la potenza e l'inibizione dei live sembrano di fatto scontrarsi con la rigorosa veste che Paolo è tenuto ad assumere nella vita di tutti i giorni: professore di Italiano e Latino presso gli istituti superiori.

Intanto in primavera uscirà il nuovo album, segnato da prestigiose collaborazioni e una svolta che potremmo definire "epocale". Ho posto un po' di domande a Paolo, a proposito dei Malatja, del nuovo album e della curiosa convivenza tra rocker e professore nei panni della stessa persona.



Ciao Paolo, i Malatja sono reduci da più di 20 anni di carriera con alle spalle quattro album e innumerevoli live. Cosa significa per te questo progetto, come e quando nasce?

E' un progetto del tutto nuovo per noi perché è il primo lavoro in lingua italiana e ti assicuro che nasce da un'esigenza del tutto spontanea. Avevo bisogno di scrivere in italiano era il momento di farlo e non saprei dirti il perché.

Quali sono  gli artisti italiani e internazionali che hanno maggiormente influenzato la tua formazione musicale?

Adoro Hendrix, sono cresciuto a pane e Sex Pistols passando per il grunge, ma ti assicuro che ascolto i grandi della musica di ogni genere e divoro inediti di continuo.

Forse non tutti sanno che dietro un inossidabile rocker come te si nasconde un professore di italiano e latino. Qual è il rapporto con i tuoi alunni? Cosa pensano della tua “seconda vita” da rocker? La musica in qualche modo influenza la tua professione e/o viceversa?

Parli della mia vita bipolare? (ride) Ebbene non  lo è perché in entrambi i casi ho a che fare con platee e devo necessariamente interessare, essere accattivante nella comunicazione quindi i due mondi si somigliano molto, se ci rifletti bene. Quanto al rapporto coi miei alunni, cosa dire? Tu non vorresti uno figo come me che ti parla di Dante?

Magari avessi avuto un Prof così! Cosa pensi della scena italiana indipendente degli ultimi anni? C’è qualche artista che secondo te vale particolarmente la pena di seguire?

Mi piacciono un sacco di band, adoro i gruppi energici che non la mandano a dire, forse un po' meno il cantautorato, ora sarò impopolare visto il successo degli ultimi anni (ride)


Il marchio di fabbrica dei Malatja è un hard rock in dialetto salernitano, con punte di ironia. Con il nuovo album vi cimentate prima volta con testi interamente in Italiano, come mai questa scelta?

L'ironia è sempre viva e morirà con noi ma credimi non sarà così diverso sentire i Malatja in italiano, il nostro groove e la nostra energia restano quelli.

Ci parli in generale della genesi di questo  album, dei temi trattati e tutto quello che c’è da sapere su questa nuova produzione?

Abbiamo un bel po' di collaborazioni: Francesco Di Bella, Nicodemo, Denise, Stefano Di Martino, Daniele Mazzotta ed altri. Posso dirti che è un disco fatto di cose intime, forse anche poetico a tratti anche se sorrido a pensarci. Ho raccolto le emozioni, i sentimenti e le persone importanti in questi anni e li ho incastrati in un budello "glitterato" il tutto condito da un sound veramente interessante.

Dopo anni di carriera, tanti concerti e importanti collaborazioni, dove vogliono arrivare i Malatja?

Vogliono semplicemente comunicare la loro idea del mondo e della vita, non inseguiamo il successo, vogliamo solo essere noi stessi e gridare la nostra verità dal palco.

mercoledì 3 febbraio 2016

Loverground, un nuovo network per la musica indie


Il 28 gennaio scorso è nato Loverground, un collettivo di community Facebook, webzine e radio indipendenti che promuove musica indipendente/emergente prodotta in Italia.

Al momento il network è formato da 12 realtà che hanno in comune la passione della miglior musica italiana. Ma perché si è sentita l'esigenza di unirsi e qual è la mission di Loverground?

In Italia oggi il mercato musicale è segnato dal monopolio delle major cui sono asserviti potenti mass-media quali la TV, in particolare con i talent show, e le radio nazionali. Alle realtà indipendenti ed emergenti facenti capo alle piccole etichette e autoproduzioni resta poco spazio per farsi conoscere e il mondo indie è talmente frammentato da non essere in grado da solo di autopromuoversi dovendo combattere con divisioni al suo interno che lo rendono inermi di fronte allo strapotere delle multinazionali della musica.

A fronte di un'offerta sterminata di musica indipendente/autoprodotta nella quale troviamo generi disparati come il cantautorato, il pop sperimentale, l'elettronica, c'è un pubblico che che applica un approccio da "esploratore" musicale rifiutando di assorbire passivamente l'offerta dei mass-media tradizionali, ma vive di autonomia culturale. La mission personale è quella di "dare la caccia" a quella musica che sappia emozionare, divertire, riflettere, sognare. I canali di approvvigionamento per questa musica "alternativa" sono in primis il web ma anche i concerti che si svolgono in live club e festival particolarmente sensibili nell'offrire una programmazione "ricercata". In questo scenario si collocano anche le community Facebook, le radio indipendenti e le webzine.


Loverground ha l'obiettivo di far conoscere la musica indipendente/emergente più meritevole attraverso la condivisione reciproca di contenuti, playlist mensili, la segnalazione a realtà estere e top influencer nazionali, collaborazioni web e "live", cercando di spingere i più interessanti e validi artisti nazionali anche al di là dei soliti circuiti indie con totale autonomia e indipendenza. Una promozione collettiva senza padroni per arrivare laddove la frammentazione delle attività del settore non è riuscita. 

Al momento il network opera principalmente su Facebook, tuttavia non è rappresentato da una pagina Facebook ma da un "marchio" che sintetizza la mission comune di tutte le sue singole parti. Presto però ci saranno altre novità. Stay tuned!

Per contatti scrivere a: lovergroundnetwork@gmail.com

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