lunedì 18 aprile 2016

Dieci personaggi molto indie che c'entrano poco o niente con la musica.

Qualche settimana fa abbiamo chiesto alla community di Sei Tutto L'Indie Di Cui Ho Bisogno quale fosse il personaggio non c'entra nulla con il mondo indie, ma che in realtà sono molto indie. Tanti nomi tirati fuori tra attori, registi, personaggi televisivi, politici e persino religiosi.

Di seguito l'esito delle votazioni con la bizzarra top ten che ne è venuta fuori. Inoltre per ogni personaggio ho associato un pezzo indie che in qualche modo potrebbe rappresentarlo.




In una scena Caro Diario (1993), il buon Nanni, regista dallo stile nevrotico e beffardo, a un semaforo scende dalla sua amata vespa per parlare appositamente con uno sconosciuto automobilista per dirgli: "Sa a cosa stavo pensando? Io stavo pensando una cosa molto triste, cioè che io, anche in una società più decente di questa, mi troverò sempre con una minoranza di persone. Ma non nel senso di quei film dove c'è un uomo e una donna che si odiano, si sbranano su un'isola deserta perché il regista non crede nelle persone. Io credo nelle persone, però non credo nella maggioranza delle persone. Mi sà che mi troverò sempre a mio agio e d'accordo con una minoranza...e quindi..." Beh, più indie di così!


Unico personaggio defunto di questa speciale classifica, il prete ligure si distinse per essere stato partigiano e comunista:  "I miei vangeli non sono quattro... Noi seguiamo da anni e anni il vangelo secondo Fabrizio De André, un cammino cioè in direzione ostinata e contraria. E possiamo confermarlo, constatarlo: dai diamanti non nasce niente, dal letame sbocciano i fiori". Cattoindie.


Sarà per quell'aria da romantico e strafottente, sarà perché interpreto Rino Gaetano in una famosa fiction e pellicole come PAZ! (dai fumetti di Andre Pazienza), l'attore romano si guadagna un posto di tutto rispetto, fresco anche del successo di Lo Chiamavano Jeeg Robot.


#7. OSCAR GIANNINO / Maledetti Italiani - Colapesce




Personaggio stralunato del giornalismo economico italiano, dandy come pochi  grazie a uno stile mai sobrio e fuori dal tempo. Una volta di candidò premier per un partito L'Italia del Fare, salvo scoprire che poi non era in possesso né di master né di lauree tanto decantati.



#6. GIANCARLO MAGALLI / Mi Sono Rotto Il Cazzo - Lo Stato Sociale




Fino a qualche mese fa fu un caso mediatico: icona di un hipsterismo ironico e improvvisato, il buon Giancarlo ha cavalcato l'onda del fake recitando per i Pills e facendosi autopromotore della campagna social che nel 2015 lo voleva tra i candidati a presidente della Repubblica Italiana.


#5. VALERIO MASTANDREA / Nati Per Subire - The Zen Circus



Come Santamaria, attore romano e fascinoso dall'aria vagamente dura e ribelle, ha recitato in più di 50 pellicole ed è stato produttore di un cinema "alternativo" come l'opera postuma di Caligari "Non essere cattivo". Per attirare l'attenzione del cinema internazionale verso un film così "artigianale" scrisse addirittura a Martin Scorsese.


#4. NERI MARCORE' / Arrivederci Tristezza - Brunori SAS



L'aria intellettuale di un comico col fascino da perdente hanno reso Neri Marcorè un'icona pop molto stimata dagli ambienti alternativi. Si annoverano nel suo curriculum un documentario con "Darione" Brunori e performance live da musicista.



#3. WES ANDERSON /  Wes Anderson - I Cani



Unico straniero in classifica. Se Nicolino Contessa ha scelto di intitolare una canzone al regista statunitense non è un caso: personaggi stralunati, storie e surreali e scene immortalate come quadri coloratissimi. Anche le colonne sonore lasciano il segno nei film di Wes, con una azzeccata selezione di pezzi anni '60-'70 e  musiche spesso rivisitate dal fido collaboratore Mark Mothersbaugh (ex cantante dei Devo). "E i cattivi non sono cattivi davvero. E i nemici non sono nemici davvero. Ma anche i buoni non sono buoni davvero, proprio come me e te".


#2. PIPPO CIVATI / Sasso - Fine Before You Came



Pippo Civati è l'uomo dell'opposizione eterna dall'aria sofferta e vagamente new wave anni '80. Il politico brianzolo è entrato di diritto nell'immaginario indie grazie alla geniale pagina Facebook Indicivati che lo immaginava sempre sul pezzo con le questioni della musica indie italiana e internazionale. Pioniere.


#1. FABIO FAZIO / Cosa Mi Manchi a Fare - Calcutta 




Sarà per quel viso da bamboccione paraculo ed eternamente bastonato il noto presentatore ligure per qualcuno dei fan della community di Sei Tutto l'Indie è molto "Cosa Mi Manchi A Fare". A quanto pare accostamento più che azzeccato!


venerdì 26 febbraio 2016

[INTERVISTA] Paolo Sessa (Malatja): il professore/rocker e l'album della svolta

Ho avuto l'onore di scambiare quattro chiacchiere con Paolo Sessa, frontman dei Malatja, storico trio di Angri (SA) che si è affermato grazie a un rock energico e testi in dialetto con punte di ironia. 

Nati nel 1993, mentre a Seattle sbocciava il grunge, i Malatja resistono ancora insieme  a tutta a forza che caratterizza i loro seguitissimi live. Ma la figura di Paolo Sessa desta curiosità anche per la sua vita "a due facce": la potenza e l'inibizione dei live sembrano di fatto scontrarsi con la rigorosa veste che Paolo è tenuto ad assumere nella vita di tutti i giorni: professore di Italiano e Latino presso gli istituti superiori.

Intanto in primavera uscirà il nuovo album, segnato da prestigiose collaborazioni e una svolta che potremmo definire "epocale". Ho posto un po' di domande a Paolo, a proposito dei Malatja, del nuovo album e della curiosa convivenza tra rocker e professore nei panni della stessa persona.



Ciao Paolo, i Malatja sono reduci da più di 20 anni di carriera con alle spalle quattro album e innumerevoli live. Cosa significa per te questo progetto, come e quando nasce?

E' un progetto del tutto nuovo per noi perché è il primo lavoro in lingua italiana e ti assicuro che nasce da un'esigenza del tutto spontanea. Avevo bisogno di scrivere in italiano era il momento di farlo e non saprei dirti il perché.

Quali sono  gli artisti italiani e internazionali che hanno maggiormente influenzato la tua formazione musicale?

Adoro Hendrix, sono cresciuto a pane e Sex Pistols passando per il grunge, ma ti assicuro che ascolto i grandi della musica di ogni genere e divoro inediti di continuo.

Forse non tutti sanno che dietro un inossidabile rocker come te si nasconde un professore di italiano e latino. Qual è il rapporto con i tuoi alunni? Cosa pensano della tua “seconda vita” da rocker? La musica in qualche modo influenza la tua professione e/o viceversa?

Parli della mia vita bipolare? (ride) Ebbene non  lo è perché in entrambi i casi ho a che fare con platee e devo necessariamente interessare, essere accattivante nella comunicazione quindi i due mondi si somigliano molto, se ci rifletti bene. Quanto al rapporto coi miei alunni, cosa dire? Tu non vorresti uno figo come me che ti parla di Dante?

Magari avessi avuto un Prof così! Cosa pensi della scena italiana indipendente degli ultimi anni? C’è qualche artista che secondo te vale particolarmente la pena di seguire?

Mi piacciono un sacco di band, adoro i gruppi energici che non la mandano a dire, forse un po' meno il cantautorato, ora sarò impopolare visto il successo degli ultimi anni (ride)


Il marchio di fabbrica dei Malatja è un hard rock in dialetto salernitano, con punte di ironia. Con il nuovo album vi cimentate prima volta con testi interamente in Italiano, come mai questa scelta?

L'ironia è sempre viva e morirà con noi ma credimi non sarà così diverso sentire i Malatja in italiano, il nostro groove e la nostra energia restano quelli.

Ci parli in generale della genesi di questo  album, dei temi trattati e tutto quello che c’è da sapere su questa nuova produzione?

Abbiamo un bel po' di collaborazioni: Francesco Di Bella, Nicodemo, Denise, Stefano Di Martino, Daniele Mazzotta ed altri. Posso dirti che è un disco fatto di cose intime, forse anche poetico a tratti anche se sorrido a pensarci. Ho raccolto le emozioni, i sentimenti e le persone importanti in questi anni e li ho incastrati in un budello "glitterato" il tutto condito da un sound veramente interessante.

Dopo anni di carriera, tanti concerti e importanti collaborazioni, dove vogliono arrivare i Malatja?

Vogliono semplicemente comunicare la loro idea del mondo e della vita, non inseguiamo il successo, vogliamo solo essere noi stessi e gridare la nostra verità dal palco.

mercoledì 3 febbraio 2016

Loverground, un nuovo network per la musica indie


Il 28 gennaio scorso è nato Loverground, un collettivo di community Facebook, webzine e radio indipendenti che promuove musica indipendente/emergente prodotta in Italia.

Al momento il network è formato da 12 realtà che hanno in comune la passione della miglior musica italiana. Ma perché si è sentita l'esigenza di unirsi e qual è la mission di Loverground?

In Italia oggi il mercato musicale è segnato dal monopolio delle major cui sono asserviti potenti mass-media quali la TV, in particolare con i talent show, e le radio nazionali. Alle realtà indipendenti ed emergenti facenti capo alle piccole etichette e autoproduzioni resta poco spazio per farsi conoscere e il mondo indie è talmente frammentato da non essere in grado da solo di autopromuoversi dovendo combattere con divisioni al suo interno che lo rendono inermi di fronte allo strapotere delle multinazionali della musica.

A fronte di un'offerta sterminata di musica indipendente/autoprodotta nella quale troviamo generi disparati come il cantautorato, il pop sperimentale, l'elettronica, c'è un pubblico che che applica un approccio da "esploratore" musicale rifiutando di assorbire passivamente l'offerta dei mass-media tradizionali, ma vive di autonomia culturale. La mission personale è quella di "dare la caccia" a quella musica che sappia emozionare, divertire, riflettere, sognare. I canali di approvvigionamento per questa musica "alternativa" sono in primis il web ma anche i concerti che si svolgono in live club e festival particolarmente sensibili nell'offrire una programmazione "ricercata". In questo scenario si collocano anche le community Facebook, le radio indipendenti e le webzine.


Loverground ha l'obiettivo di far conoscere la musica indipendente/emergente più meritevole attraverso la condivisione reciproca di contenuti, playlist mensili, la segnalazione a realtà estere e top influencer nazionali, collaborazioni web e "live", cercando di spingere i più interessanti e validi artisti nazionali anche al di là dei soliti circuiti indie con totale autonomia e indipendenza. Una promozione collettiva senza padroni per arrivare laddove la frammentazione delle attività del settore non è riuscita. 

Al momento il network opera principalmente su Facebook, tuttavia non è rappresentato da una pagina Facebook ma da un "marchio" che sintetizza la mission comune di tutte le sue singole parti. Presto però ci saranno altre novità. Stay tuned!

Per contatti scrivere a: lovergroundnetwork@gmail.com

Realtà aderenti al momento:


martedì 29 dicembre 2015

21 pezzi del 2015 di cui (quasi) nessuno parla



Anche quest'anno, alla fine di un mese fervente di classifiche più o meno autoreferenziali, colgo l'occasione per stilare una lista di 21 pezzi estratti da album (più o meno) dimenticati da redazioni (più o meno) prestigiose. Un invito ad andare oltre, perché piccole perle non vadano dimenticate. Buon ascolto!

ps. i pezzi sono in ordine rigorosamente sparso, con l'indicazione del l'album nel quale sono contenuti. Questa non è una classifica ma una lista di canzoni cui si cita l'album nel quale sono contenuti. Stavolta non ho preso in considerazione anche i pezzi in lingua inglese (mi prometto di fare un articolo ad hoc). Non ho considerato le uscite di Diavoletto Netlabel per la quale collaboro.

BABALOT - DORMI O MORDI (Aiuola Dischi)
Il miglior e più influente cantautorato italiano lo-fi di tutti i tempi. Non basta?







FELPA - PAURA (Sussidiaria)
Dagli Offlaga Disco Pax a un dream pop da brividi.





PALETTI - QUI E ORA (Sugar)
Il pop come andrebbe fatto: ironico, leggero e ben curato.





LUCIO CORSI - ALTALENA BOY (Picicca)
Ritorno acronistico al glam folk alla "Bowie" anni 70'. Storie fatte di animali e extraterresti.





LEITMOTIV - VAGABONDI (La Fabbrica, Pelagonia Dischi)
Questo album mi ha sorpreso e trascinato come pochi. Rock che fa smuovere, ballare, riflettere.






BIANCO - GUARDARE PER ARIA (INRI)
Cantautorato molto raffinato, intimista ma che riesce a mantenere una buona dose di leggerezza.





LE SIGARETTE - 2 + 2 = 8 (Autoprodotto)
Un duo che picchia sulle casse e ci da dentro con la chitarra con il sorriso e gli sguardi di un bambino. Ci voleva.






FLAVIO GIURATO - LA SCOMPARSA DI MAJORANA (Entry Edizioni Musicali)
Inclassificabile, lontano dallo spazio e dal tempo. Cantautori così capitano uno ogni decennio se tutto va bene. Curiosità: è il fratello di Luca Giurato.






INTERCITY - AMUR (Orsa Polare Dischi)
Se c'è qualcosa che più si avvicina alla definizione di "rock raffinato" in Italia, sono gli Intercity.






IO E LA TIGRE - 10 e 9 (Garrincha Dischi)
Rock sporco, girl power e voglia di raccontare. Cosa volere di più?






ELEPHANT BRAIN - ELEPHANT BRAIN EP (Autoprodotto)
Un Ep che mi ha sorpreso molto. Richiamano geograficamente e musicalmente i Fast Animal And Slow Kids, ma questo pezzo dimostra che possono avere addirittura stessa grinta ma con un sound più vario.





BOMBAY - BOMBAY (Autoprodotto)
Tornare alla musica da spiaggia anni '60 tra spensieratezza e nostalgia. Una delle vere sorprese dell'anno perché spuntato fuori praticamente dal nulla





CALVINO - GLI ELEFANTI (Dischi Mancini)
L'Amaro In Bocca è una delle ballata dolce e spettrale di cui le orecchie riescono difficilmente a liberarsi.





FEMINA RIDENS - SCHIAFFI (A Buzz Supreme)
Voce estremamente sottovalutata quella della fiorentina Francesca Messina, Le Banalità è un pezzo che ne evidenza la particolare capacità di giocare con lo strumento vocale.





VINCENZO FASANO - FANTASTICO (Eclectic Music Group)
Cantautorato sofferto e personalità vocale come pochi a livello maschile nel panorama indie.




ALESSIO BONDI' - SFARDO (Malintenti Dischi/800A Records)
Grazia e poesia in dialetto palermitano: Di Cu Si è insieme a tutte gli altri pezzi dell'album, una canzone senza tempo.





LA MUNICIPAL - LETTERA DALLA PROVINCIA LECCESE singolo (Autoprodotto)
Uno dei tanti progetti del leccese Carmine Tundo (Nu-Shu) qui insieme alla sorella Isabella. Questo pezzo uscito in nessun album ha un'immediatezza e una rabbia che prendono già dal primo ascolto





PAGLIACCIO - LA MARATONA (Costello's Records)
Il trio Biellese mi è sempre piaciuto per la semplicità di melodia e testi ma con messaggi sempre molto lineari. Cosa un po' troppo rara nell'indie italiana. Qui un bellissimo pezzo insieme a Bianco.





BOBO RONDELLI - COME I CARNEVALI (Picicca Dischi)
L'ex Ottavo Padiglione con  pezzi come questo tiene viva la vecchia scanzonata musica italiana.





GIANCARLO FRIGIERI - TROPPO TARDI (New Model Label)
Il cantautore di Sassuolo sforna una serie di pezzi stridenti densi di introspezione e sarcasmo, densi di pensieri e parole.




VOINA HEIN - NOI NON SIAMO INFINITO (Maciste Dischi)
Rock che spazia dall'Emo al crossover con una base abbastanza melodica, gli abruzzesi Voina Hein costruiscono pezzi destinati ad essere urlati ai concerti.

lunedì 28 dicembre 2015

Sei Tutto L'Indie Di Cui Ho Bisogno: il 2015 raccontato in dodici mesi di Scatto Col Vip Indie

 Sono passati ormai due anni da quando su Sei Tutto L'Indie Di Cui Ho Bisogno, la più grande community Facebook sulla musica indie italiana, abbiamo inaugurato la rubrica fotografica Scatto Col Vip Indie: foto inviate dai fan della pagina con i loro beniamini colti in occasione di concerti, eventi o semplicemente per caso.
Scatti spesso anche divertenti, al caccia di sorrisi rari (Vasco Brondi, Francesco De Leo, Alberto Ferrari), abbracci affettuosi (Dente su tutti) o mostri sacri (Federico Fiumani). Tra i "vip" più catturati "Vascone"Brondi, "Darione" Brunori, "Peppe" Dente e i fratelli Ferrari grazie al tour che ha seguito l'uscita di Endkadenz Vol. 1 e Vol. 2. Proprio questi ultimi, insieme a "Vascone" sono i personaggi che catturano più "likes"

Nel corso dell'anno ci sono giunte quasi 200 tra foto e collage ed esattamente come un anno fa ho pensato di ricordare questo 20145 ormai agli sgoccioli con la foto che ha ottenuto più like per ciascun mese.

Ecco cosa ne è venuto fuori!

GENNAIO


Uno Scatto Col Vip Indie di cartone dalla geniale pagina Brunori fa cose.< Scatto Col Vip Indie >
Posted by Sei tutto l'indie di cui ho bisogno on Martedì 6 gennaio 2015


FEBBRAIO


Indie Alice nella Label delle Meraviglie (Picicca).< Scatto Col Vip Indie >
Posted by Sei tutto l'indie di cui ho bisogno on Mercoledì 4 febbraio 2015


MARZO



Indie Alessandro con l'Albertone dei Verdena.
Posted by Sei tutto l'indie di cui ho bisogno on Venerdì 6 marzo 2015


APRILE


Indie Alessio insieme a un Luchino Ferrari visibilmente anoide e mestile.< Scatto Col Vip Indie >
Posted by Sei tutto l'indie di cui ho bisogno on Mercoledì 8 aprile 2015


MAGGIO


Indie Sara e Sua Maestà Francesco Bianconi.< Scatto Col Vip Indie >
Posted by Sei tutto l'indie di cui ho bisogno on Martedì 19 maggio 2015


GIUGNO


Indie Giada e Ciccio De Leo: due chiavaresi che si incontrano a Milano al concerto de Lo Stato Sociale!< Scatto Col Vip Indie >
Posted by Sei tutto l'indie di cui ho bisogno on Giovedì 18 giugno 2015


LUGLIO


"Appena uscito dal live dell'officina della Camomila qui a Bologna. Dopo la foto con Vasco ho qui la foto con tutta la...
Posted by Sei tutto l'indie di cui ho bisogno on Venerdì 24 luglio 2015


AGOSTO


Indie Chiara e il suo commovente abbraccio con Peppe Dente.< Scatto Col Vip Indie >
Posted by Sei tutto l'indie di cui ho bisogno on Lunedì 31 agosto 2015


SETTEMBRE


Indie Sara con un Lodone Il Rosso in versione pulcino.< Scatto Col Vip Indie >
Posted by Sei tutto l'indie di cui ho bisogno on Mercoledì 16 settembre 2015


OTTOBRE


Indie Alice a occhi chiusi con Vascone.< Scatto Col Vip Indie >
Posted by Sei tutto l'indie di cui ho bisogno on Venerdì 30 ottobre 2015


NOVEMBRE


Indie Valeria con il mitico Umberto Maria Giardini (ex Moltheni), il più "berlinese" degli artisti italiani.< Scatto Col Vip Indie >
Posted by Sei tutto l'indie di cui ho bisogno on Lunedì 23 novembre 2015


DICEMBRE


Buongiorno con indie PaSqualo e un Peppe Dente pallido e stiloso più che mai!< Scatto Col Vip Indie >
Posted by Sei tutto l'indie di cui ho bisogno on Lunedì 21 dicembre 2015

giovedì 24 dicembre 2015

2015 - Di Cu Si (Alessio Bondì)

L'Italia è un Paese dove le lingue dialettali hanno una storia e uno spessore culturale in grado di interessare la musica anche a livello nazionale. Si pensi a "Crueza De Ma" storico album in sardo di Fabrizio De André, ma anche fortunate realtà a livello folk e rock come gli indimenticati 24 Grana (Napoli), Muro Del Canto (Roma), Davide Van Der Sfroos (Brianza) e Cesare Basile (Catania).

In un anno in cui il panorama italiana ha sfornato molta musica più o meno interessante ho pensato: quale pezzo continua ad emozionarmi esattamente come la prima volta che l'ho ascoltato? Quale canzone è stata in grado di non "consumarsi" nell'arco delle settimane?

Nel mese di aprile  noto sui social un certo "rumor" intorno ad Alessio Bondì, giovane cantautore palermitano, fattosi conoscere a Roma, che nel 2015 sforna questo album d'esordio chiamato "Sfardo" (Malintenti Dischi/800A Records), interamente in dialetto. Ascolto l'album, che trovo un piccolo capolavoro emozionale e vengo colpito in particolare da una canzone intitolata "Di Cu Si" (in italiano "Di chi Sei"), che come gli altri brani trasuda pathos sostenuto da una interpretazione poetica, dolce e aggraziata di una delicata filastrocca per bambini.

L'espressività del brano si evince in maniera particolare nel video di una interpretazione dal vivo della canzone pubblicata dal canale YouTube KateCreativeStudio, che però è stato cancellato diverse settimane fa per misteriosi motivi di copyright. Peccato.

Il testo della canzone trasporta in un'atmosfera d'altri tempi e si ispira al gioco infantile di "rubare il nasino" e a quelle piccole paure tipiche dei bambini. La voce e le parole immergono l'ascoltatore in un immaginario innocente, tenero e un po' malinconico, capace di far rivivere delle sensazioni indimenticabili, quelle dell'infanzia, in una lingua che diventa universale.

TESTO

Vennu l'indiani
Su’ troppu assai, ‘un li sacciu cuntari
Ccà ‘un putiemu stari 
Amu a scappari!

‘Anticchia annachi e anticchia ha’ ammuttari
Pi mia ‘stu lettu è una nave
Ccà ‘un putiemu stari
Scappamu puru ‘i ccà!

Di cu è, ‘sta nasca di cu è?
E tu di cu si?

Si vennu l’arraggiati
E si vennu ‘i fàvusi
Tu ammùcciati r’arrier’a ‘amma
‘A ‘amma r’a mamma

E batti ‘i manu e batti e batti e ba’
Si batti ‘i manu veni puru papà
E si tu batti ‘i manu 
Veni puru spaidermè!

Di cu si, tu nicu di cu si?
E ‘sta nasca di cu è?
‘Sti occhi di cu su’?
‘Sti manu di cu su’?
‘Sti pieri di cu su’?
Ni l’hamu a manciari

E si tu batti ‘i manu
Vegnu puru ìu 
Cu tutta ‘a chitarra, ti ‘nzignu a sunalla
Però macari prima ‘nzìgnati 
A cuntari: 1, 2 e 3
1, 2 e 3
1, 2 e 3
4, 5, 6 e 7 e 8 
Tàppete, tìppete e un biscottu!

Traduzione

Vengono gli indiani
Sono troppi, non li so contare
Qua non possiamo stare
Dobbiamo scappare!

Un po’ dondola e un po’ devi spingere
Per me questo letto è una nave
Qua non possiamo stare
Scappiamo pure da qui!

Di chi è, questo nasino di chi è?
Di chi è, questo nasino di chi è?
E tu di chi sei?

Se vengono gli arrabbiati
E se vengono i falsi
Tu nasconditi dietro la gamba
La gamba della mamma

E batti le mani e batti e batti e ba’
Se batti le mani viene pure papà
E se batti le mani
Viene pure Spiderman

Di chi sei, tu piccolo, di chi sei?
E questo nasino di chi è?
Questi occhi di chi sono?
Queste mani di chi sono?
Questi piedi di chi sono?
Ora ce li mangiamo
E se tu batti le mani
Vengo pure io
Con la chitarra, ti insegno a suonarla
Però magari prima impara
A contare uno, due e tre
E uno, due e tre e uno due e tre
E quattro, cinque e sei
E sette e otto
Tàppete, tìppete e un biscotto!


lunedì 13 luglio 2015

Intervista a Flavio Ciotola (L'IO), cantore del ribellismo

L'IO è cantautore pop del ribellismo, cantore di storie amare che deridono i precetti di una società conformata al sistema degli standard sociali, politici ed economici. Una serie di sane provocazioni che ritroviamo nell'interessante album d'esordio "Bon Ton", uscito alcune settimane fa per la Seahorse Recordings e che propone un alt folk puro e diretto, spesso sotto forma di ballate ironiche e delicate.

Dietro L'IO si cela Flavio Ciotola, che ho avuto il piacere di intervistare. Di seguito le risposte che mi ha dato circa la sua vita privata e artistica e la sua visione sulla musica indipendente. A fine intervista trovate anche l'album "Bon Ton" in streaming su Spotify.



Ciao Flavio, parlami un po’ della tua infanzia dei posti dove sei cresciuto e come ti sei affacciato alla musica.

Ciao. Sono nato e cresciuto a Napoli, per esser più preciso a Bagnoli quartiere di grandi musicisti partenopei come i fratelli Bennato. La musica ha sempre fatto parte della mia vita. Mio padre fino a 33 anni ha suonato prima di trovare un lavoro ed è stato grazie a lui che ho iniziato a suonare. Il mio primo regalo musicale è stata una batteria, avevo tipo 8 anni. Mio padre mi ha fatto sempre ascoltare buona musica sia italiana che internazionale, da de Gregori, Battisti (impazzivo per Balla Linda, era energia per me), Lucio Dalla, gli Who, Pink Floyd ecc ecc. Verso i 14 anni ho iniziato a suonare la chitarra acustica e a scrivere canzoni, per poi formare il mio primo gruppo rock Sempre di musica inedita però, ho sempre evitato di fare cover perché  ho sempre avuto tante cose da dire…quindi ho preferito esprimere me stesso in musica. Verso i 16 anni poi ho scoperto in ritardo i Nirvana ed i Pearl Jam e questa musica mi ha cambiato la vita.

Da quali artisti ti senti più influenzato?

Da tantissima musica, ma se prendi in mano il mio lettore mp3 vedrai musica anni '90: Nirvana,Pearl Jam, Alice In Chains, Carmen Consoli, Radiohead. Diciamo che ascolto tantissimi artisti ma sono legato molto alla musica anni '90. Ascolto anche artisti degli ultimi anni. Ultimamente Levante; sento purezza musicale in lei.

Come mai la scelta di questo nome, perché quell’articolo davanti?

Ho scelto come nome L’IO perché questo progetto è nato in completa solitudine, senza nessuno che mi dicesse cosa fare. Avevo nella testa un progetto tutto nuovo, solo mio. Quale nome migliore de L’IO? Anche se non è solo il mio, è L’IO di tutti.  Diciamo che con L’IO esprimo me stesso al 100% pensando però a tutti quelli che la pensano come me sulla vita.

Nel tuo album emerge una visione abbastanza negativa dell’amore e una visione ribelle del mondo. Ci sono dei riferimenti autobiografici? Cosa vuoi comunicare con le tue canzoni?

Non penso che ci sia una visione negativa ma solo una visione diversa dell’amore. L’argomento Amore sia nelle canzoni che nei film 90 volte su 100 è narrato come amore perfetto o amore che finisce bene. Ma non è così molto spesso. Io parlo dell’amore non morale, quello che ti fa soffrire ma che ti rende più forte. Mentre sulla visione ribelle del mondo, sì, sono d’accordo. La società in cui viviamo ci dice cosa fare e non fare sin dalla nascita, ci obbliga a vivere la maggior parte della nostra vita in istituzioni che non amiamo e che non ameremo mai. Ci educa anche in maniera sbagliata, devi dire, non devi dire. Bon Ton, l'album, è una provocazione; i o credo che non siamo veramente noi, ci hanno portato a vivere una vita non veramente nostra.

“Bon Ton” è prodotto da Seahorse Recordings, come sei arrivato a questa etichetta? Com’è il rapporto con loro?

Quando ho registrato i provini del disco, ho spedito il materiale a poche case discografiche tra cui la Seahorse Recordings. Mi hanno chiamato, erano interessati al progetto e quindi ho firmato. Mi son trovato benissimo, anzi ringrazio Paolo Messere che mi ha aiutato tantissimo ed è entrato subito in sintonia con L’IO.

Cosa ne pensi dell’attuale panorama indipendente italiano? C’è qualche artista che segui particolarmente?

In questo periodo ascolto Levante e Margherita Vicario. Il panorama indie in Italia è vasto, le produzioni sono tantissime e molti artisti sono validi, ma in questo Paese c’è un problema: non c’è educazione musicale, ormai le TV puntano sui Talent; le major quindi si buttano sulla musica usa e getta e sono pochissimi i casi dove una major punta su un emergente. Ma le cose cambieranno, ne sono sicuro.

Per te, in generale, cosa significa “musica indie”?

Mmmhh...a volte quando penso al termine "indie" penso alla musica fai da te, ma ormai penso che si possa definire come un sottobosco: gli alberi, anche se molti decrepiti, senza foglie sono gli artisti famosi mentre sotto terra, ci sono semi,tanti semi bellissimi e pieni di vita che non vedono l’ora di vedere la luce e far nascere prati,fiori, piante; ecco, quelli, quei semi siamo noi, la musica indie.

Che ne sarà de L’IO tra 10 anni?


Domandona. Non so cosa mangerò domani…ahahah, tra 10 anni?  Vorrei fare il produttore musicale.