sabato 15 ottobre 2011

1981 - Ceremony (New Order)

Ho scoperto questa canzone nell'inverno del 2006. Era contenuta in un best dei New Order chiamato "Substance" (1987) che possiedo tuttora in formato mp3 nell'hard disk portatile che io e mio fratello cerchiamo di riempire di tutti quegli innumerevoli album e discografie da possedere assolutamente per essere delle proprie enciclopedie musicali viventi. 
Quando l'hard disk non era così pieno come ora decisi di ascoltare questo album in quanto fan dei Joy Division e fui subito rapito dalla prima traccia.

"Ceremony" è un pezzo dalla forza trascinante che parte con un giro ipnotico di basso ed esplode con le distorsioni della chitarra e la batteria altrettanto ipnotica come volesse asfaltare tutto ciò che c'è intorno a chi lo ascolta. . Il vocalist è il chitarrista Bernard Sumner che per l'occasione canta in stile molto "Curtis" con una bassissima tonalità vocale. All'inizio il canto è allucinato per poi trasformarsi in disperato, quasi carico di rabbia con le parole di Ian che colpiscono come un pugno sullo stomaco:
"Oh, I'll break them down, no mercy shown,
Heaven knows, it's got to be this time,
Watching her, these things she said,
The times she cried,
Too frail to wake this time".
Quando una canzone o un artista mi piace cerco di sapere tutto in merito così ho scoperto che "Ceremony" è stato uno degli ultimi brani scritti dal compianto Ian Curtis il 6 marzo del 1981, circa due mesi  prima della sua morte. E' evidente che ciò ne giustifichi il tono quasi rabbioso e le sonorità dei New Order sono qui ancora più legate al gothic dei Joy Division che a quelle proprie dei New Order, che diventeranno alfieri delle new wave. Tra le varie cover esiste anche una versione dei Radiohead in occasione del "Thumbs Down" webcast del 9 novembre 2007.

Oggi "Ceremony" è una di quelle pochissime canzoni che mi trasmette esattamente le stesse emozioni del primo ascolto. E ti fa venire voglia di chiudere gli occhi e andare veloce verso l'indefinito.