martedì 7 aprile 2015

Le 10 frasi più bizzarre dell'indie italiano secondo la community di Sei Tutto L'Indie Di Cui Ho Bisogno

fonte: Facebook
"Le parole sono importanti! Urlava Nanni Moretti in una celebre scena di Palombella Rossa. "Non c'è niente da capire" cantava negli anni  settanta De Gregori rispondendo a chi lo aveva accusato di testi insensati. Fu un caso abbastanza isolato per quell'epoca di grandi parolieri e narratori, mentre la situazione sembra sia sfuggita decisamente di mano con l'indie degli ultimi dieci anni. Complice soprattutto gente come Alberto Ferrari (Verdena), Vasco Brondi (Le Luci Della Centrale Elettrica) e Francesco De Leo (L'Officina Della Camomilla); nel primo caso i testi sono scritti soprattutto in funzione della musica e della melodia, "Vascone" Brondi descrive la realtà e le proprie emozioni con frasi disconnesse e accostamenti immaginari, mentre i testi stralunati di Ciccio De Leo non descrivono la realtà ma mondi totalmente immaginari, con un originale sapore macabro-infantile.

Testi che sono diventati il marchio di fabbrica che hanno fatto innamorare migliaia di fan ma che hanno fatto storcere il naso anche alla immancabile schiera di detrattori.

Ispirandoci a questo fenomeno tipico dell'indie contemporaneo abbiamo chiesto alla nostra community quali fossero le frasi più strane che avessero mai ascoltato in una canzone indie italiana.

La community si è decisamente scatenata e tra le tante risposte pervenute, e sulla base delle citazioni e likes ecco la top ten delle frasi più strane, con qualche nota semiseria.

#1. "Apriva le piscine a novembre con i fermacapelli" - L'Officina Della Camomilla

Le piscine non si aprono. Le piscine a novembre non hanno senso. I fermacapelli non sono oggetti destinati all'apertura delle cose.



#2. "Se stenui in più non sei più anoide, mestile" - Verdena

Capolavoro del linguaggio nonsense: esistono parole che non esistono.


#3. "Le ragazze di Venere hanno malattie veneree" - Management Del Dolore Post Operatorio

Su Venere non ci sono ragazze, figurati se hanno le malattie veneree. In ogni caso l'accostamento di parole risulta piuttosto simpatico, in una canzone alla quale siamo parecchio affezionati.


#4. "Sconfiggo gli stupidi con un kit da pasticciere" - L'Officina Della Camomilla

Cavallo di battaglia di Ciccio De Leo: la pasticceria è un elemento ricorrente nei suoi testi. Si sa, i dolci piacciono a tutti ma ciascuno ne fa ciò che vuole.


#5. "Venere del mio intestino tenue" - Le Luci Della Centrale Elettrica

Solo al quinto posto il buon Vascone, anche lui con una frase su Venere, la dea della bellezza. La bellezza dell'intestino tenue di Vasco Brondi. Sapevatelo.


#6. "Non capisci gli incubi dei pesci rossi" - Le Luci Della Centrale Elettrica

Una struggente indagine sulla psicologia di un pesce rosso, la cui memoria pare sia limitata a qualche secondo. Un incubo di un pesce rosso non esiste nemmeno per lui, figuriamoci a capirlo!


#7. "Di profilo sembri Monica Vitti" - L'Officina Della Camomilla

In questo caso vorrei spezzare una lancia l'Officina: che problema c'è se Ciccio De Leo ha conosciuto una tipa che assomiglia a Monica Vitti? Sempre meglio di Rosy Bindi!


#8. "Se non fossimo noi due saremmo altri due" - Dimartino

Non si può richiedere ogni volta una brillante sensibilità poetica al proprio ascoltatore. La fiera dell'ovvietà.



#9. "Per fare un tavolo ci vuole un fiore" - Edipo

Stravolgere un mito infantile come Per Fare L'Albero, in nome della droga. E chi si è visto si è visto.


#10. "Ma che begli occhi che hai, chissà come mi vedi bene" - Dente

Strane deduzioni per Beppe Dente. Eppure ci hanno spesso insegnato che l'estetica dell'organo non ne determina la qualità della prestazione.