mercoledì 11 febbraio 2015

[LABELS] Intervista a Giando Carbone, boss di Diavoletto: una netlabel indie/rock tutta italiana.



Oggi parliamo di Diavoletto Netlabel, un'esperienza discografica unica in Italia che nasce in terra lucana nel 2010.
La netlabel è una forma di distribuzione discografica basata esclusivamente su streaming online e download gratuito sotto licenza Creative Commons. Una label che ha lanciato artisti importanti della scena lucana come Dr, Panico e Aeguana Way per poi distribuire artisti di livello nazionale tra i quali Il Nero Ti Dona, Radio In Technicolor e Malatja e addirittura band provenienti da Russia, Australia e Brasile. In pochi anni Diavoletto può vantare migliaia di contatti e download persino dagli USA.

La caratteristica di Diavoletto è utilizzare la forma di distribuzione esclusivamente digitale, tipica del genere elettronico, per la musica indie/rock, con lo scopo di concedere una vetrina e apporre un marchio di qualità alle band arruolate; Dal 2013 la distribuzione avviene anche su tutti i principali stores digitali e piattaforme di streaming del mondo grazie ad un accordo con Believe Digital, il più grande distributore digitale Europeo.
I traguardi raggiunti hanno attirato l'attenzione della stampa fino all'assegnazione premio MEI come miglior etichetta digitale italiana (2013).


Ho fatto una chiacchierata con colui che ha qualche anno fa ebbe questa felice intuizione: Giandomenico Carbone detto "Giando"



Chi è nella vita di tutti i giorni Giandomenico Carbone? Che musica ascolta?

Oggi la musica che ascolto è varia. Non faccio più distinzioni tra generi, ho imparato a distinguere solo tra buone vibrazioni e vibrazioni neutre, che non mi dicono molto. Come tanti della mia generazione ho vissuto l’epopea grunge e tutto ciò che ne è conseguito. Mi piace molto chi osa, chi sperimenta e cerca di trasmetterti qualcosa. Ascolto molti artisti emergenti Italiani con lo stesso rispetto e ammirazione per come potrei ascoltare i Radiohead, i dEUS o i Balthazar che a mio avviso è la band che meglio interpreta il tempo che stiamo vivendo. 

Come è nata l’idea di fondare un’etichetta indipendente? E’ stata un’iniziativa solitaria?

Si, è stata un’iniziativa solitaria. Avevo registrato dei brani senza pretese e li avevo caricati su myspace. Mi sono accorto che qualcuno li ascoltava e li apprezzava. Da lì ho cominciato a cercare qualche etichetta che fosse interessata a quei brani. Ovviamente non ne ho trovata nemmeno una. Così mi son detto che se non c’era nessuna etichetta disposta a pubblicare brani di perfetti sconosciuti l’avrei creata io. Così, un po' per gioco e un po' in maniera seria cominciai a contattare band di amici che avevano prodotto delle registrazioni e chiesi loro se erano d’accordo a pubblicare le loro opere sotto uno stesso marchio.

La netlabel è una forma di etichetta indipendente interamente digitale di derivazione americana, nata con riferimento alla musica elettronica. Perché hai scelto proprio questa via? Ci puoi spiegare su quali principi e filosofia si basa?

Continuo dalla risposta precedente. L’idea è stata da subito concepita come un semplice sito web che diffondesse in maniera gratuita la musica che per noi era valida. Una sorta di consiglio alle persone, come quando ad un tuo amico suggerisci:”ehi ascolta questi, sono fortissimi!”. Da qui mi sono imbattuto nelle netlabel americane. Erano proprio quello che stavo cercando, con una struttura ben definita e la possibilità di scaricare gratuitamente musica e soprattutto in maniera legale usufruendo delle licenze Creative Commons. Ho scoperto che esistevano delle netlabels anche in italia ma che, come quelle americane, distribuivano unicamente musica elettronica. Allora mi son detto che saremmo stati la prima netlabel italiana a distribuire musica rock, indie. E dopo un mese nacque la Diavoletto Netlabel.

Perché molti artisti scelgono la strada della distribuzione gratuita dei loro lavori affidandosi a Diavoletto Netlabel? E’ previsto anche l’acquisto del supporto fisico?

Analizziamo la situazione attuale. C’è youtube,  c’è spotify, soundcloud, ci sono i digital stores, c’è la possibilità di essere visibili e/o ascoltabili per chiunque faccia musica. La rete è piena zeppa di musica e tu, artista, sei lì presente, nello stesso territorio dove sono presenti i grandi artisti. Hai la sensazione di esserci nel fantastico mondo della musica. Ma è una sensazione illusoria perché è vero che adesso puoi pubblicare in rete le tue opere ma se nessuno sa come raggiungerti si rischia di rimanere una goccia in un oceano. In più questa grande mole di musica su internet si è trasformata in overload, ovvero una stragrande quantità di materiale musicale dove diventa difficile andare a scoprire ciò che può piacerti. E qui ritorna il discorso della netlabel che ti consiglia, dell’etichetta che appone un marchio su quella musica, certificandola e sussurrando all’orecchio dell’utente:”ehi, ascolta questi, sono fortissimi!”. L’utente va sul sito della Diavoletto e sa di trovare musica di qualità e che segue una certa linea di pubblicazione. Per questa stessa ragione gli artisti si rivolgono a noi. Il supporto fisico rimane una scelta ad appannaggio degli artisti. A noi interessa diffondere il più possibile sul web.

Quali sono i più importanti risultati raggiunti in questi anni?

Secondo me i numeri. Siamo vicini alla soglia dei 150.000 download complessivi e abbiamo ogni anno un numero tra i gli 5.000 e 6.000 accessi unici solo dagli Stati Uniti. Significa che c’è una fetta ben consolidata di utenti che ci segue dagli States, la patria delle netlabels. Ma ci sono anche altre cose. Questo blog, ad esempio, ci ha annoverato tra le 25 etichette indie degne di nota in italia, nel 2013 siamo stati premiati al MEI di Faenza come miglior Netlabel italiana. Abbiamo partecipato a numerosi festival italiani, tra cui il concertone del primo maggio. Abbiamo realizzato una compilation per celebrare il ventennale di Catartica dei Marlene Kuntz. Questo ci ha permesso di collaborare con gli stessi Marlene che ci hanno sostenuto in questa iniziativa e con i quali si è creato uno splendido rapporto.

Come scovi gli artisti/band da distribuire con Diavoletto? 

Principalmente sul web. Ci arriva molto materiale che ascoltiamo sempre, lo voglio dire perché qualcuno pensa che non lo facciamo. Mi piacerebbe scovare molti più artisti/band nei locali che propongono musica emergente.

Nel vostro catalogo ci sono anche artisti internazionali. Dicci di più.

Un giorno ci scrivono dalla russia, un gruppo di ragazzi che proponeva un brit-pop. Il loro disco ci è piaciuto da subito e in più loro volevano a tutti i costi che il disco venisse pubblicato su Diavoletto. Non riuscivo a spiegarmi come eravamo arrivati fino in russia sta di fatto che con quel disco ci siamo resi conto che potevamo azzardare anche pubblicazioni di artisti stranieri. E così negli anni abbiamo pubblicato un gruppo australiano, un artista francese e un altro gruppo brasiliano. 

Segnala le tre produzioni del catalogo Diavoletto di cui vai più fiero.

Le prossime tre. Diplomazia a parte sono tutti dischi che a me piacciono molto. Ogni disco nasconde una storia e un rapporto personale con gli autori. Diavoletto è nata ed è come una famiglia dove i primi a scaricare i dischi sono gli stessi artisti.

Se potessi “rubare” un nome dell’attuale scena indie italiana a un’altra label, chi sceglieresti?

Le luci della centrale elettrica e Levante.

Cosa ne pensi dell’attuale panorama musicale indipendente italiano?

C’è un bel fermento ma non me la sento di paragonarlo al panorama indie di venti anni fa. Oggi sembra che siano un pò tutti allineati verso la stessa direzione. Molte volte non solo lo stile musicale ma anche le idee sembrano ripetersi in diversi artisti.

La domanda che faccio a tutti: cos’è per te la musica indie?
E’ tutta quella musica che viene fuori dalle salette, dai garage di provincia, da gente che ha qualcosa da dire e che non è ossessionata dal successo. La musica indie è l’opposto della musica che esce fuori dai talent show.

Ci sono progetti particolari in serbo per il futuro?

Si. C’è l’idea di seguire una naturale evoluzione per quanto riguarda la netlabel. Vogliamo farla diventare un qualcosa di più di un semplice sito che rilascia musica. Credo che questo avverrà in tempi brevi ma non posso dire altro. Posso aggiungere che faremo questo insieme a un partner molto affermato nel proprio settore e con il quale condividiamo a pieno queste idee. Grazie.