mercoledì 24 dicembre 2014

[LABELS] Intervista a Paolo Messere, boss di Seahorse Recordings

Immersi nella magica tranquillità della campagna di Pescia Romana troviamo gli studi di registrazione della Seahorse Recordings, ormai storica etichetta discografica indipendente fondata nel 2000 dall'autore e musicista di origini napoletane Paolo Messere

Una produzione vastissima che comprende diversi generi colti come post-rock, gothic, new folk e shoegaze. Made in Italy ma tutto rigorosamente in lingua inglese.

Tanti riconoscimenti da parte della critica e menzioni anche dalla stampa estera hanno fatto della Seahorse Recordings un punto di riferimento internazionale per la produzione alternativa italiana.

Paolo è anche leader dei Blessed Child Opera, e nella sua carriera musicale vanta collaborazioni di calibro. L'ho intervistato per saperne di più su un'etichetta che in un'epoca nella quale l'indie è quasi una moda continua ad andare controcorrente.




Parlaci un po’ di te: come e quando ti sei avvicinato alla musica?
Mi sono avvicinato abbastanza precocemente all'ascolto della musica alternativa, dopo una breve parentesi con i classici della musica Italiana dei miei tempi..
Andavo ai concerti degli amici di mio fratello, più grande di me di 4 anni;seguivouna band in particolare, i  Rented Flats che facevano le cover dei Joy Divisiom, Teardrop Explodes, Sound, Echo & Bunnymen.
Dopo un concerto dei Sound nel lontano 1984/85 decisi di imbracciare la chitarra e mettermi a suonare e scrivere canzoni. Non ci volle tanto che cominciai a formare le prime bands e diventare nel corso degli anni un riferimento per molte persone nella scena napoletana.
Da qui  si susseguono un paio di dischi con bands come Handle With Care e Silken Barb (una tra le migliori bands di Post Rock citate nel libro "Post-Rock" di Eddy Cilia insieme ad Uzeda e Three Second Kiss). 
Successivamente nel 2000 creai la Seahorse Rec. una tra le prime label a credere nel cantato in inglese.

Quali sono gli artisti che ti hanno influenzato maggiormente?
Nick Drake, Love,,The Sound, Bark Psycosis…e fra i più recenti, Swans, Mark Kozelek

Parlami del tuo percorso musicale
B.C.O. è stata la risposta Indie-Dark.Folk al Post/Math Rock dei Silken Barb. Avevo bisogno di sonorità più intime, psichedeliche e ipnotiche nonché di curare la forma canzone sempre presente dall'inizio della mia attività di songwriter. Per questa ragione Amaury Cambuzat mi cercò nel periodo di Ego Echo 2000/2001, chiedendomi di far parte del quartetto degli Ulan Bator  col quale 
suonai per un paio di anni, in vari tour promozionali dell'album. Dopo questa bella esperienza mi dedicai solo ed esclusivamente al progetto Blessed Child Opera confezionando, a 2 anni di distanza l'uno dall'altro, 6 album.
Il 15 Marzo uscirà sempre per Seahorse Rec "The Devil and the Ghosts Dissolved, il mio settimo lavoro ufficiale. Sono da annoverare comunque anche una serie di collaborazioni come 
musicista in  progetti  validi della Silber Records, etichetta americana con la quale ho registrato musica affiancandomi ad artisti come i Low.

Cosa ti ha spinto a fondare Seahorse Recordings e a buttarti sulla produzione musicale?
Ho sempre adorato un paio di etichette straniere alle quali attualmentte faccio riferimento: la 4AD e la Creation. Ho cercato così di impostare un progetto di label che quantomeno si avvicinasse all'estetica non solo musicale di queste etichette. Dal momento che già da ragazzino registravo (anche a casa mia) demo di amici e non, capii che la mia strada da percorrereera anche quella di produttore artistico. Anche qui i risultati non tardarono ad arrivare e si moltiplicarono grazie anche alla nascita della Seahorse Recordings. Tuttora dunque se dovessi dire chi sono direi: produttore artistico, songwriter, direttore di Seahorse Rec.

Qual è la filosofia e il target di Seahorse?
La filosofia/target Seahorse è fare musica di qualità, sia essa cantata in inglese che in italiano. Porsi in maniera critica alla scena italiana indipendente, attraverso i risultati musicali ottenuti dalle mie bands sia che siano prodotte da me che non; adottare una politica di investimenti mirati e compatibili col target italiano musicale odierno che appare leggermente distante da ciò che amiamo fare qui 
in Seahorse. Le mie bands  hanno una buona attività live ed in parecchi casi sono esaltate dalla critica; questo mi da la forza di credere ancora nella musica valida, buona, nonostante le lobbies, nonostante la disinformazione, nonostante il pubblico di questa nuova generazione.

La musica che scrivi e produci è cantata quasi totalmente in lingua inglese. Pensi che la musica italiana non sia adatta a generi di nicchia come post-rock, new wave e shoegaze?
La scelta della lingua inglese è dettata da un gusto personale, questo però non significa che la lingua italiana non si possa innestare su generi di questo tipo. In ogni caso sarebbe riduttivo etichettare la musica che scrivo e che produco in questi sotto generi.  Seahorse Rec. si occupa dunque di musica Alternative Indie.

Come scegli le band da produrre? 
Ascoltandole tutte e poi facendo selezione.

Cosa pensi della scena musicale indipendente italiana in generale? C’è qualche artista che “invidi” alle altre labels?
La scena italiana rappresenta nitidamente la situazione sociale Italia con tutte le contraddizioni del caso. Bisogna guardarsi alle spalle, bisogna credere ancora nella musica, bisogna ascoltare anche gli artisti che sono diversi da te, bisogna poi capire che la strada da proseguire è la tua e non quella che porterebbe a maggiore successo.
L'Indie Italico è sicuramente una bella trovata commerciale, di business che sotto sotto rispetto, ma non invidio nessuno per default. 

La fatidica domanda che faccio a tutti: cosa è per te la musica indie? 
E' un contenitore verbale o verboso, fatto per chi ha bisogno di riferimenti . Ha a che fare soprattutto col business e l'immagine.

Oggi è possibile fare soldi con la musica? Quali sono le carte vincenti per emergere ai tempi del digitale?
Oggi è possibile far soldi con la musica, ma solo a grandi livelli ; le piccole bands devono sempre sacrificarsi, sgobbare sui palchi e riuscire nel corso degli anni  a non essere considerate più bands emergenti anche dopo il loro quarto, quinto disco :-). Nell'epoca del digitale bisogna totalmente digitalizzarsi, dimenticando però il computer o i social a casa quando si va in studio a registrare. Per il resto penso che il digitale favorisca per chi è intelligente, la promozione delle proprie opere. E' importante parlare alla gente della propria musica e dei propri progetti e questo fortunatamente con i social è possibile farlo. In generale dunque apprezzo il mondo digitale ma come sempre credo che debba essere utilizzato con parsimonia, affidandosi a delle strategie ben precise, mirate.
Segnala i tre album di cui vai più fiero prodotti con Seahorse.
Clustersun, Marlowe, Brown & Leaves.

Quali sono ora i tuoi progetti come artista e produttore?
Il 15 Marzo esce il settimo die Blessed Child Opera "The Devil and the Ghosts Dissolved." In questo momento sto a lavorando a circa 5 dischi contemporaneamente e ne devo fare altrettanti da Gennaio in poi, dunque di lavoro ce n'è.